Sanità

giu302021

Vaccinazioni in farmacia. Aggiornamento per i farmacisti su segnalazioni, eventi avversi e dosi extra. Ecco le novità

Vaccinazioni in farmacia. Aggiornamento per i farmacisti su segnalazioni, eventi avversi e dosi extra. Ecco le novità

Le novità sulle indicazioni di utilizzo dei vaccini, la preparazione in farmacia, la possibilità di ricavare una dose extra e la gestione delle segnalazioni di eventi avversi

Indicazioni di utilizzo dei vaccini per età, preparazione in farmacia, possibilità di ricavare una dose extra, principali segnalazioni ed eventi avversi. Sono questi alcuni degli aspetti su cui, nelle ultime settimane, sono stati registrati aggiornamenti nelle indicazioni che arrivano dalle Istituzioni e che risultano essere indispensabili per le farmacie e per il farmacista vaccinatore nella propria attività professionale. A fare il punto sulle ultime novità è il nuovo aggiornamento al documento "Covid-19. La vaccinazione in farmacia: vademecum per i farmacisti", elaborato da Fofi e diffuso di recente.

Aggiornamento su mix vaccini e nuove indicazioni per età. Valido per Ecm autoformazione

Il Vademecum è "un lavoro scientifico, con finalità formativa, realizzato da Fofi e Istituto superiore di Sanità (Iss), in collaborazione con la Fondazione Francesco Cannavò e con il supporto di Edra, grazie al lavoro del Team coordinato dal vicepresidente della Fofi, Luigi D'Ambrosio Lettieri, anche sulla base della documentazione ufficiale diffusa dal Ministero della Salute, dall'Istituto superiore di Sanità, dall'Aifa, dall'Inail, dall'Agenas, da Federfarma, Assofarm, Sifap, Sifo". Tale documento, che consente l'acquisizione di crediti formativi Ecm per autoformazione, eÌ stato aggiornato sulla base delle recenti evidenze scientifiche emerse fino al 15 giugno. Come si ricorderà, la principale novità dell'ultimo periodo, riguarda le indicazioni di utilizzo per età dei vaccini a vettore virale e la possibilità di ricorrere alla vaccinazione eterologa. Al riguardo, nel Vademecum, vengono, infatti, citati gli ultimi documenti istituzionali, dal parere del Cts dell'11 giugno ai chiarimenti del Ministero della Salute. In particolare, riporta la Fofi, "alla luce delle ultime indicazioni, il vaccino Vaxzevria (Astrazeneca) viene somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai 60 anni (ciclo completo). Per persone che hanno ricevuto la prima dose di tale vaccino e sono al di sotto dei 60 anni di età, il ciclo deve essere completato con una seconda dose di vaccino a mRNA (Comirnaty o Moderna), da somministrare ad una distanza di 8-12 settimane dalla prima dose".

Janssen raccomandato a over 60. Le indicazioni per under 60

Relativamente, poi, al vaccino Janssen, continua il documento, "secondo il parere Cts lo stato attuale delle conoscenze, che fanno propendere per un rischio associato all'adenovirus, il numero di poco superiore al milione di dosi a oggi somministrate nel Paese e la rarità, anche in ambito Europeo, delle segnalazioni di VITT a oggi disponibili, non permettono di trarre valutazioni conclusive rispetto al rapporto beneficio/rischio relativo al vaccino Janssen, connotato dal vantaggio della singola somministrazione, peculiarità che può risultare di particolare beneficio in determinate categorie di popolazione". Il vaccino Janssen viene quindi "raccomandato, anche alla luce di quanto definito dalla Cts di Aifa, per soggetti di età superiore ai 60 anni. Qualora si determinino in specifiche situazioni in cui siano evidenti le condizioni di vantaggio della singola somministrazione ed in assenza di altre opzioni, il vaccino Janssen andrebbe preferenzialmente utilizzato, previo parere del Comitato etico territorialmente competente". In particolare, come sottolineato in una successiva circolare, "tale vaccino potrebbe essere somministrato in determinate circostanze, come per esempio nel caso di campagne vaccinali specifiche per popolazioni non stanziali e/o caratterizzate da elevata mobilità lavorativa e, più in generale, per i cosiddetti gruppi di popolazione hard to reach. Infatti, in tali circostanze, peraltro già indicate dal Cts, considerate le criticità relative alla logistica e alle tempistiche della somministrazione di un ciclo vaccinale a due dosi, il rapporto benefico/rischio della somministrazione del vaccino Janssen in soggetti al di sotto dei 60 anni potrebbe risultare favorevole".

Dose extra dai flaconi: ok dall'Aifa. Ecco come ricavarla

Un altro elemento importante che emerge dal Vademecum riguarda la possibilità di ricavare dosi extra dai flaconcini: al riguardo viene citata la più recente Nota di Aifa in riferimento al vaccino Janssen (STDG P 61736-18/05/2021) con la quale "la Commissione tecnico scientifica sottolinea l'opportunità di cercare di ricavare il maggior numero possibile di dosi da ciascun flaconcino di vaccino, fatta salva la garanzia di iniettare a ciascun soggetto la dose corretta e la disponibilità di siringhe adeguate". La nota va ad affiancarsi, come riferisce Fofi, agli aggiornamenti dei mesi scorsi relativi agli altri vaccini, per i quali Aifa ha confermato "la possibilità di utilizzare il residuo presente nella fiala per la somministrazione di almeno una dose aggiuntiva rispetto a quelle dichiarate nel riassunto delle caratteristiche di prodotto (Rcp)" per Vaxzevria, Comirnaty, Moderna. Si tratta comunque di possibilità riconosciute da Aifa, per le quali, a livello operativo, occorrerà verificare le indicazioni regionali.

Highlights su segnalazioni eventi avversi relative ai vaccini

A essere richiamato da Fofi è anche il Quinto rapporto dell'Aifa sulla sorveglianza dei vaccini anti Covid. "Al 26 maggio 2021 sono state inserite 204 segnalazioni ogni 100.000 dosi somministrate. La maggior parte delle segnalazioni sono relative al vaccino Comirnaty (71.8%), finora il più utilizzato nella campagna vaccinale (68,7% delle dosi somministrate), e solo in minor misura al vaccino Vaxzevria (24% delle segnalazioni e 20,8% delle dosi somministrate) e al vaccino Moderna (3.9% delle segnalazioni e 9% delle dosi somministrare), mentre il vaccino Covid-19 Janssen risulta ancora poco utilizzato (0,3% delle segnalazioni e 1,5% delle dosi somministrate). L'andamento delle segnalazioni e i relativi tassi sono sostanzialmente in calo rispetto al precedente Rapporto, evidenziando così un effetto plateau, attribuibile verosimilmente alle maggiori conoscenze sul vaccino e alla diversa popolazione target della campagna vaccinale, oltre che a un ritardo di inserimento delle segnalazioni. La maggior parte degli eventi avversi segnalati sono classificati come non gravi che si risolvono completamente e solo in minor misura sono riportati come gravi, con esito in risoluzione completa o miglioramento nella maggior parte dei casi. Per tutti i vaccini, gli eventi avversi più segnalati sono febbre, stanchezza, cefalea, dolori muscolari/articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea. Per tutti i vaccini le reazioni avverse gravi correlabili più frequentemente segnalate configurano un quadro di sindrome simil-influenzale con sintomatologia intensa, più frequente dopo la seconda dose dei vaccini a mRNA e dopo la prima dose di Vaxzevria. Il tasso di segnalazione delle trombosi venose intracraniche e in sede atipica in soggetti vaccinati con Vaxzevria è in linea con quanto osservato a livello europeo (1 caso ogni 100.000 prime dosi somministrate, nessun caso dopo seconda dose), prevalentemente in persone con meno di 60 anni".

Francesca Giani
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