Sanità

giu292021

False prescrizioni e spaccio di farmaci stupefacenti, indagine Nas: arrestati grazie a segnalazione di un farmacista

False prescrizioni e spaccio di farmaci stupefacenti, indagine Nas: arrestati grazie a segnalazione di un farmacista

Arrestate cinque persone per false prescrizioni mediche, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Conclusa l'indagine dei Nas avviata grazie alla segnalazione di un farmacista

Grazie alla denuncia di un titolare di farmacia che ha dato origine alle indagini si è conclusa l'operazione dei Carabinieri del Nas di Latina che ha portato all'arresto domiciliare di cinque persone per ricettazione, falso materiale in certificazioni mediche e detenzione illecita di sostanze stupefacenti per finalità di spaccio. In un'altra operazione a Rimini, i Carabinieri hanno arrestato un uomo per detenzione e spaccio di farmaci soggetti a prescrizione, stupefacenti e steroidi androgeni anabolizzanti.

False prescrizioni di Depalgos, analgesico oppioide

L'indagine è scaturita a ottobre 2019, come si legge in una nota dei Nas, da una denuncia sporta da un titolare di una farmacia insospettivo da una falsa prescrizione medica del farmaco ad azione stupefacente "Depalgos", un analgesico oppioide il cui principio attivo è un composto di Ossicodone (un agonista oppioide completo con azione simile alla morfina rientrante nella Tabella I di cui al D.P.R. 309/90) e di Paracetamolo (un analgesico ad azione periferica). I successivi approfondimenti, compiuti attraverso un'intensa attività investigativa (intercettazioni telefoniche, ricognizioni fotografiche, servizi di osservazione, acquisizioni di documentazione, esame di tabulati telefonici, analisi di apparati cellulari sottoposti a sequestro), hanno permesso di definire il "modus operandi " dei soggetti: "attraverso ricette del Ssn e timbri medici di provenienza delittuosa realizzavano prescrizioni mediche false utilizzate per l'acquisto, presso farmacie della provincia di Latina e Roma, di ingenti quantitativi del farmaco stupefacente da destinare alla successiva cessione", spiega la nota. Nel corso dell'indagine denominata "Sisters" è stata monitorata una "piazza di spaccio parallela" di circa 4.000 compresse del farmaco per un profitto illecito di circa 50.000 euro. "A riscontro dell'attività svolta, -continua la nota - il nucleo antisofisticazioni pontino nel contesto di mirate precedenti perquisizioni effettuate presso le abitazioni di alcuni indagati (tutti residenti nel comune di Velletri (RM) e legati tra loro da un vincolo di parentela costituito da due sorelle, dai rispettivi compagni conviventi nonché dalla madre di uno di quest'ultimi), oltre a sequestrare vario materiale utile ai fini probatori, accertava anche il coinvolgimento, nella stampa di alcune false ricette mediche, di una tipografia per la quale l'A.G. ha disposto un decreto di perquisizione". Alla fine delle indagini i Carabinieri hanno dato esecuzione "ad un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di 5 persone indagate per ricettazione, falso materiale in certificazioni mediche e detenzione illecita di sostanze stupefacenti per finalità di spaccio". I provvedimenti restrittivi, emessi dal Gip del Tribunale di Velletri, sono stati eseguiti con il supporto di militari del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, del Comando Antifalsificazione Monetaria, del Comando Provinciale Roma e con l'ausilio del Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare (RM).

Sequestrati a Rimini 2,8kg di stupefacenti

A Rimini invece, i militari del Reparto operativo del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Roma hanno proceduto all'arresto in flagranza di un 47enne che stava ritirando, all'uscita del negozio di un corriere espresso, due pacchi di provenienza straniera contenenti ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti e anabolizzanti. L'arresto è scattato a "conclusione di una delicata operazione speciale sotto copertura di ritardato sequestro e consegna controllata di stupefacente, autorizzata dalla Procura di Rimini e coordinata dalla Direzione centrale per i Servizi Antidroga, quando, i Carabinieri, hanno sorpreso l'uomo immediatamente dopo aver ritirato dalla locale sede di un ignaro corriere espresso, due pacchi del peso complessivo di circa 2,8 kg risultati contenere, grazie alle analisi effettuate dal Ris di Parma, oltre 1 kg di nandrolone in polvere, cristalli e liquido, dal quale si stima sarebbe stato possibile ricavare circa 40.000 dosi di prodotto finito, anabolizzante che secondo le disposizioni nazionali di cui al DPR 309/1990 è classificato come stupefacente", si legge nella nota ufficiale. I plichi, inoltre, contenevano circa 1,8 kg. di altri principi attivi in polvere (drostanolone, trembolone e stanozololo) che, al pari del nandrolone, sono sostanze dopanti vietate, in e out competition, inserite nella lista della World Anti-Doping Agency (WADA) in quanto steroidi androgeni anabolizzanti. Le successive perquisizioni, effettuate sull'automezzo e presso l'abitazione dell'arrestato, "hanno consentito di rinvenire e sequestrare significative quantità di medicinali di produzione estera e sprovvisti di autorizzazione all'immissione in commercio in Italia, contenenti altre tipologie di sostanze steroidee anabolizzanti vietate ed estremamente pericolose per la salute, quali boldenone, metandienone e testosterone, nonché farmaci soggetti a obbligo di prescrizione medica e vendibili solo in farmacia a base di ormoni tiroidei e regolatori delle funzioni metaboliche (levotiroxina sodica e cabergolina), che vengono impropriamente utilizzati soprattutto nel body building, senza alcun controllo medico, per la perdita veloce di peso e per aumentare i livelli di testosterone e massa muscolare". "Si ritiene che lo stupefacente, le sostanze anabolizzanti e i medicinali in sequestro, una volta lavorati e immessi sul mercato illegale, avrebbero potuto avere un volume d'affari stimato in circa 700.000,00 euro", conclude la nota.
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