Sanità

mar212017

Contratto, Conasfa: da presidenza Federfarma promessa rinnovo entro 2017

Contratto, Conasfa: da presidenza Federfarma promessa rinnovo entro 2017
«Che il rinnovo del contratto nazionale si farà nel 2017 è una promessa che ci è stata fatta dalla dottoressa Racca, e ci vogliamo credere, ma non può prescindere da una revisione dell'accordo che tenga conto delle novità legislative, non da ultima l'eliminazione dei voucher, la meritocrazia, una base economica adeguata, permessi speciali per partecipare alla via istituzionale e una rivalutazione della malattia per patologie gravi che non si può limitare a garanzie fino a 180 giorni». Questo è quanto dichiarato dalla presidente di Conasfa, Silvera Ballerini al termine dell'incontro curato dal sindacato dei non titolari e dedicato alla rappresentatività del farmacista collaboratore. «Da parte della presidente nazionale Annarosa Racca presente al tavolo dei relatori c'è stata un'apertura sul rinnovo e noi ci aspettiamo un riconoscimento del collaboratore a tutto campo, perché solo se c'è una unione tra collaboratore e titolare si può andare da qualche parte» ha dichiarato Ballerini. Secondo Ballerini, inoltre, nel contratto «vanno inserite delle griglie finora mai considerate in cui inquadrare la meritocrazia perché va trovato il modo di premiare il collaboratore che si aggiorna. Devono essere inseriti permessi speciali per consentirgli di partecipare alla vita istituzionale, nell'Enpaf, nell'Ordine e nella Fofi altrimenti continuerà a essere preclusa la possibilità di entrare in ruoli istituzionali. Va poi rivista la malattia per patologie gravi. Non si può pretendere che chi è stato colpito da un tumore possa rientrare al lavoro con regolarità dopo 180 giorni».



Tanti i temi trattati durante il tavolo di confronto. Tra questi anche la formazione universitaria: «L'università dovrebbe già rivedere il piano di studi recentemente approvato» ha aggiunto Ballerini «portandolo a un livello moderno, adeguato al contesto attuale, che dia priorità alle materie mediche piuttosto che quelle chimiche, prevedendo l'inserimento delle medicine complementari che sono ormai diventate di uso comune. E che dia la giusta importanza anche al farmaco veterinario del quale riscontriamo sempre maggiore richiesta. Inoltre con molta amarezza, perché non dovrebbero esserci ostacoli per i giovani, riteniamo non più rinviabile l'adozione del numero chiuso per l'accesso alla facoltà di Farmacia, cosa che, sicuramente, determinerebbe un calo nella disoccupazione che sta invece assumendo connotazioni sempre più preoccupanti».

Simona Zazzetta
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