Sanità

mag192017

Contratto, dipendenti chiamati a raccolta per decidere iniziative di protesta

Contratto, dipendenti chiamati a raccolta per decidere iniziative di protesta
Una chiamata a raccolta dei dipendenti di farmacia per mobilitarsi e decidere le iniziative da prendere alla luce del contratto scaduto dal 2013 e di una trattativa che stenta a prendere il via seriamente. A lanciarlo è una nota delle sigle confederali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Roma e Lazio e se, per il momento, la chiamata riguarda i lavoratori di quella regione, quello che traspare è un malcontento più ampio. «Il dato di fatto» spiega Giovanna Catizone, Fisascat Cisl, «è che il contratto è scaduto dal 2013 e che per ora non siamo neanche riusciti a sederci al tavolo con Federfarma per avviare una negoziazione. La situazione non è più sopportabile né tollerabile e per questo, in Lazio, faremo un incontro, l'8 giugno (ore 21), con i dipendenti di farmacia perché si apra una fase di mobilitazione e decidere iniziative concrete, visto che finora risultati non ce ne sono stati». Il problema, si legge nella nota, è che «l'attività in farmacia è radicalmente cambiata dal 2013: si sono sviluppati nuovi servizi, si è sviluppato il sistema delle società di farmacisti che gestiscono fino a quattro farmacie, la burocrazia è quasi raddoppiata».

Ma in parallelo «manca un riconoscimento contrattuale delle nuove competenze e dei nuovi impegni». La situazione è che «al farmacista collaboratore vengono richieste sempre più competenze e specializzazioni, non ultima la conoscenza di più lingue, formazione in dietologia, cosmetologia, veterinaria. Il farmacista collaboratore deve essere sempre aggiornato e pronto a recepire le nuove richieste dei titolari, solo gli stipendi sono fermi». E oltre tutto «tra le nuove vicissitudini per i farmacisti collaboratori non ci dobbiamo dimenticare l'ormai diffusissimo fenomeno delle farmacie h 12 e h 24, con apertura continua anche la domenica e festivi. Il contratto passato oltre che scaduto è anacronistico, considerando l'evoluzione del settore». E così, se «lo spettro della disoccupazione viene troppo spesso utilizzato da Federfarma per giustificare il mancato rinnovo» la richiesta che le sigle avanzano è di «un impegno preciso a far rispettare i diritti e la dignità dei farmacisti collaboratori». Tanto che al centro della discussione ci saranno anche «i problemi occupazionali (lavoro nero, contratti atipici, e così via) e il Ddl concorrenza».
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