Sanità

ott172013

Contratto e questione previdenziale, le priorità per i non titolari

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Prima il contratto sul quale per ora tutto tace, poi tra le tante questioni da affrontare c’è anche quella del contributo Enpaf, che grava su una categoria sempre più in difficoltà. A ribadire le priorità per i farmacisti non titolari è Anna Attolico, presidente di Fiafant, che sottolinea come, dopo una buona partenza, il tavolo coordinato dall’ente previdenziale per affrontare una serie di nodi, si sia arenato. «È tutto fermo» spiega «e anche le nostre proposte per ora rimangono tali. In teoria si doveva aspettare che si costituisse il nuovo Consiglio, ma ora c’è eppure il dialogo resta interrotto». Le proposte sono quelle che Fiafant aveva portato al tavolo di aprile «il nostro intento è quello di aiutare i colleghi in difficoltà con una proroga del contributo di solidarietà. Un contributo» continua Attolico «che, tra l’altro, vorremmo capire dove va a finire visto che non produce anzianità di contribuzione. Un fatto è certo. La situazione occupazionale è terribile e la categoria ha bisogno di ossigeno». Ma le questioni sul tappeto non finiscono qui. «C’è il problema di un contratto che da anni è assente e del quale non si può neanche iniziare a parlare. E senza un nuovo contratto è difficile affrontare tutte le questioni in discussione. In più» si chiede il presidente di Fiafant «perché nei discorsi sulla nuova Convenzione non si comincia a parlare anche dei dipendenti di farmacia?» Sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe Franzone, presidente promotore di Sinasfa, sindacato dei non titolari che vedrà la luce ufficialmente domenica a Firenze in occasione del primo Congresso. «La questione previdenziale è sicuramente una priorità, ma prima di tutto bisogna riuscire a sedersi a un tavolo per definire il contratto. Una volta arrivati ad affrontarla si può entrare nel merito della quota Enpaf. Noi siamo una realtà nuova» conclude Franzone «ma speriamo di avere l’opportunità di discutere di questioni cruciali per i non titolari». Dal canto suo il presidente di Enpaf Emilio Croce getta acqua sul fuoco. «La situazione è evidentemente complicata» dice Croce a Farmacista 33 «ne abbiamo piena consapevolezza. Ma la nostra cassa si distingue per una gestione illuminata, visto che è quella che spende di meno. Ciò premesso» aggiunge Croce «quello che potremo fare mantenendo i saldi invariati lo faremo».

Marco  Malagutti


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