Sanità

lug62017

Contratto, Federfarma chiama a raccolta i titolari. Per Assofarm necessario allinearsi al privato

Contratto, Federfarma chiama a raccolta i titolari. Per Assofarm necessario allinearsi al privato

Sul fronte del rinnovo del Ccnl, iniziano i movimenti per arrivare a definire una prima base di contenuti: Federfarma ha chiesto la partecipazione, tramite le associazioni regionali e locali, dei titolari in modo da raccogliere criticità e spunti per una prima definizione e la proposta ha già trovato riscontro tra i titolari.

E per quanto riguarda Assofarm, la cui assemblea aveva sospeso il tavolo di trattativa, nella relazione di fine giugno del presidente Venanzio Gizzi, c'è l'intenzione di voler «riprendere quanto prima il dialogo coi sindacati. Vi sono le basi per farlo» e in questa direzione va «il nostro lavoro su nuova remunerazione e medication review», ma l'esigenza è anche quella di «portare avanti un progressivo allineamento col settore privato». In merito a Federfarma, in una circolare indirizzata alle associazioni locali e regionali, parte l'appello per «esprimersi sulle problematiche riscontrate dai propri associati nell'applicazione del Contratto dei dipendenti di farmacia e a comunicare i "desiderata", in funzione della stesura di una nuova disciplina contrattuale rispondente alle esigenze delle farmacie e alle sfide che il settore sarà chiamato ad affrontare». D'altra parte, è «indispensabile avvalersi della più ampia partecipazione di tutti i titolari di farmacia nella individuazione degli obiettivi da perseguire». Anche perché «il contratto di riferimento è scaduto dal 2013» e «non sono più rinviabili sostanziali modifiche che lo rendano coerente alle numerose norme sopraggiunte ed alla sensibile evoluzione registrata nel mondo del lavoro, così da consentire alle farmacie una ottimizzazione nella gestione del proprio personale». Sui social intanto si è già aperto il dibattito tra i titolari per discutere di strumenti utili al momento di difficoltà della farmacia. Per quanto riguarda Assofarm, spiega Gizzi nella relazione, quella di sospendere le trattative è stata «una scelta davvero difficile, insolita per un'organizzazione come la nostra che fa del confronto il proprio tratto fondativo. Riteniamo peroÌ che la piattaforma propostaci dalle controparti sociali sia davvero inconcepibile nei contenuti e nella strategia». In particolare, il punto è perché «un farmacista comunale debba avere condizioni salariali migliori di un proprio collega dipendente di farmacie private? Da anni la nostra federazione porta avanti proposte di progressivo allineamento col settore privato, queste proposte, pur riconoscendo una specificità del farmacista comunale, erano state accettate in passato e non eÌ chiaro perché oggi si debba digerire una loro rimessa in discussione».

Una richiesta che ha un fondamento nella situazione attuale: «Il controllo dei costi del personale eÌ una necessitaÌ operativa per le nostre aziende. Ogni altra voce di costo eÌ stata attentamente revisionata nel recente passato. Rivendicare aumenti salariali incompatibili con lo stato di difficoltaÌ di numerose aziende farmaceutiche oggi significa non avere coscienza delle condizioni del nostro settore e delle Farmacie in generale». Assofarm comunque «conta di riprendere quanto prima il dialogo coi sindacati. Vi sono le basi per farlo: la nostra Federazione e le sue singole associate pongono un'attenzione quasi maniacale all'aggiornamento dei dipendenti farmacisti, come di tutto il personale, e del resto eÌ evidente che tutto il nostro lavoro su nuova remunerazione e medication review sottintende un'altissima considerazione dello status scientifico-sanitario dei nostri professionisti».


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