Sanità

lug32017

Contratto, Mensi (Filcams): pronti e aperti al confronto. Il tempo perso va recuperato

Contratto, Mensi (Filcams): pronti e aperti al confronto. Il tempo perso va recuperato
Confrontarsi con i cambiamenti avvenuti nel modello di farmacia, riconoscere il ruolo di presidio di salute, dare conto delle nuove competenze, valorizzare tutte le figure che operano nella farmacia, con una politica retributiva e tutele normative, e il lavoro di squadra. Sono questi i principi di cui dovrà tener conto la definizione di una nuova base contrattuale dei dipendenti di farmacia, che dovrà anche «recuperare il tempo in cui siamo rimasti inascoltati». Ne abbiamo parlato con Massimo Mensi, funzionario politico Filcams-Cgil nazionale, che si occupa della filiera farmaceutica e del rinnovo dei Ccnl farmacie speciali e farmacie private.

A che punto siamo?
Per quanto riguarda Federfarma, come si sa, il contratto è fermo da quattro anni. I rapporti sono stati ripresi in occasione dell'incontro di aprile - più che altro uno scambio di opinioni - poco prima del rinnovo elettorale. Con soddisfazione abbiamo appreso dell'intenzione da parte dei nuovi vertici di riallacciare le relazioni sindacali e di riprendere in mano la questione contrattuale. Prendiamo atto di un clima diverso e di un atteggiamento fattivo da parte del nuovo presidente. Ora restiamo in attesa dei passi necessari per la riapertura di un tavolo negoziale.
Per quanto riguarda invece le farmacie speciali, il cui contratto è da poco scaduto, ci sono stati alcuni incontri, durante i quali abbiamo presentato una piattaforma lato sindacale senza entrare ancora in una fase di negoziazione attiva. Da parte di Assofarm c'è stata la dichiarazione che non sarebbe stata presentata una contro-piattaforma e un paio di settimane fa ci è stato comunicato che l'Assemblea ha deciso una pausa di riflessione, alla luce delle possibili evoluzioni del Ddl Concorrenza.

Sui contenuti?
In merito alle farmacie private, come dicevo, non c'è ancora una piattaforma: è senz'altro prematuro parlare di contenuti. Quello che possiamo dire è che il tempo in cui siamo rimasti inascoltati va recuperato. Noi siamo pronti e disposti al confronto, con la consapevolezza e la responsabilità delle difficoltà attuali. Quello che non possiamo accettare è una corsa al ribasso, un dumping contrattuale. Noi siamo pronti ad avviare un percorso insieme che renda conto delle novità del sistema.

Più nel dettaglio?
Un primo elemento di cui tenere conto è il mutato contesto sociosanitario che ha affidato ai presidi e, di conseguenza, a chi vi opera competenze e ruoli diversi e che vede il diffondersi sul territorio di nuovi modelli di farmacia. La farmacia è diventata per la popolazione un presidio della salute, che si appoggia a professionalità di alto livello e a un lavoro di squadra. Inoltre, con la farmacia dei servizi, il supporto ai pazienti si è di molto esteso, arrivando a comprendere prestazioni di prima istanza e diagnostiche, quali per esempio la telemedicina. Ma anche l'approccio al banco e all'assistito è cambiato. Un primo aspetto quindi sarà quello di partire da una valorizzazione di tutte le figure che operano nella farmacia, delle nuove competenze, e della squadra, con una politica retributiva e una tutela normativa. Ma, certamente, proprio la tutela della salute dei cittadini dovrà essere un punto cardinale per l'elaborazione dei contenuti. Se si pensa che l'assenza del contratto sia un risparmio, credo occorra considerare che proprio il farmacista al banco che viene in contatto con il paziente hanno in mano il bene più grande, che è la salute dei cittadini.

Quali timori o aspettative da Ddl concorrenza? Cosa potrebbe cambiare?
Guardando gli ambiti, pur non affini, in cui si è verificata un'apertura ai grandi capitali finanziari, il rischio nel medio lungo periodo è la trasformazione in terreno di conquista di multinazionali. Se da un lato ci possono essere aspetti positivi, quali l'iniezione di capitali robusti da un punto di vista economico, dall'altra subentra una logica di business che rispetto al bene "salute" è in contrasto. E certamente, sulla base della nostra esperienza, fare sindacato con una multinazionale è diverso. Occorrerà vedere comunque come evolveranno gli scenari nel concreto. Certo, ci auguriamo che le modifiche all'orizzonte non vengano usate come pretesto per rimandare la trattativa.

Francesca Giani
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