Sanità

dic212017

Contributi Enpaf, per evitare quota intera a neolaureati serve massima informazione

Contributi Enpaf, per evitare quota intera a neolaureati serve massima informazione
Sono sempre di più le segnalazioni da farmacisti neolaureati che si ritrovano una richiesta di contributi all'Enpaf della quota intera, pari a circa 9.000 euro per il primo biennio, per mancanza di conoscenza del funzionamento della cassa e senza essere consapevoli di essere iscritti. È quanto mai necessario, allora, un intervento da parte di Università e Ordini per potenziare l'informazione ai farmacisti sugli adempimenti verso l'Ente, necessari per usufruire delle quote ridotte.
A fare l'appello Francesco Imperadrice, presidente del Sindacato nazionale dei farmacisti non titolari (Sinasfa), che spiega: «Occorre considerare due elementi: da un lato, l'iscrizione all'Enpaf non avviene direttamente da parte del farmacista, ma è fatta d'ufficio dall'Ordine, nel momento dell'iscrizione all'Albo, e non è raro che i farmacisti neolaureati non siano a conoscenza di questo passaggio, con la conseguenza che risultano iscritti alla Cassa, ma non ne hanno cognizione. Il secondo aspetto è che l'Ente, da regolamento, ha l'obbligo di legge di applicare di default la quota intera di 4.463,00 per anno. Questo succede in automatico e in assenza di comunicazioni. È possibile invece accedere alle quote ridotte di cui si può avere diritto, solo se l'Enpaf riceve, nei tempi, la comunicazione relativa alla situazione lavorativa - con la documentazione che attesti la condizione di dipendenza, con il contratto in essere, o l'assenza di una occupazione, con l'iscrizione al centro per l'impiego - e la richiesta da parte del farmacista del contributo che si intende versare. Anche questo è un meccanismo che non sempre è chiaro, sia ai neolaureati, sia anche a farmacisti che attraversano periodi di disoccupazione». Ma il problema è che «questa mancanza di conoscenza porta alla conseguenza che al collega neolaureato che non ha fatto alcuna comunicazione all'Enpaf viene inviato il bollettino di pagamento, per altro relativo all'anno di iscrizione all'albo e al successivo, per una cifra che arriva a 8.926 euro. Importo che può pesare in maniera drammatica sul bilancio di una famiglia». Per questo, continua, «stiamo cercando di diffondere il più possibile un'informazione corretta ai neolaureati anche perché, da quello che ci risulta, ci sono studenti iscritti all'università all'ultimo anno o anche neolaureati che non conoscono e non hanno mai sentito parlare di Enpaf». Ma, oltre a questo, è l'appello del Sinasfa, «è indispensabile un intervento da parte della categoria affinché non solo venga potenziato e migliorato il passaggio delle informazioni, ma anche per vigilare che i meccanismi di funzionamento siano correttamente recepiti. Occorre cogliere tutte le conseguenze del fatto che, a differenza di altre professioni, l'iscrizione all'Ente avviene d'ufficio. Proprio alla luce di questo, credo che il neo laureato debba essere "preso in carico" dalla categoria ed in particolare dagli Ordini, che hanno secondo noi l'obbligo di accertarsi che il collega sia consapevole della sua iscrizione ad Enpaf e che ne abbia compreso obblighi e adempimenti». Da qui una proposta: «che ci sia una verifica, entro il mese di giugno dell'anno successivo a quello dell'iscrizione all'Albo, da parte di una figura o un consigliere incaricato dell'Ordine che i colleghi abbiano adempiuto o compreso gli obblighi verso l'Enpaf, attraverso un contatto diretto». E, per quanto riguarda l'Università, «crediamo possa essere utile installare totem informativi a controllo e aggiornamento remoto, gestiti da Enpaf». Ma intanto, «da parte nostra abbiamo messo a disposizione dei neolaureati un vademecum con tutte le informazioni su www.sinasfa.it . Riteniamo importante ricordare a tutti i neolaureati che nel momento in cui l'Ordine comunica l'iscrizione all'Enpaf, il  collega ha l'obbligo di comunicare la sua posizione lavorativa e la scelta del contributo che intende versare entro il termine perentorio del 30 settembre dell'anno successivo a quello dell'iscrizione all'Ordine o entro il 31 dicembre (sempre dell'anno successivo a quello dell'iscrizione all'Ordine) se si maturano i requisiti (ad esempio il raggiungimento dei sei mesi e un giorno di lavoro) dopo il 30 settembre, pena la decadenza e l'applicazione della quota contributiva intera.
Sempre nel  caso in cui i requisiti si maturino dopo il 30 settembre, vi invitiamo a fare una doppia comunicazione ad Enpaf. Una entro il 30 settembre per la posizione dell'anno di iscrizione all'Ordine avvertendo che ne farete un'altra, non appena avrete maturato i requisiti per l'anno successivo a quello dell'iscrizione, entro e non oltre il 31/12.

Francesca Giani
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>
separa
Principi e Pratica Clinica
Garattini S., Bertelè V. Farmaci sicuri
vai al download >>

SUL BANCO