Sanità

ott52018

Contributo ridotto in scadenza, disoccupati aspettino per cancellazione

Contributo ridotto in scadenza, disoccupati aspettino per cancellazione
Si avvicina il termine della misura varata dall'Enpaf per il triennio 2016/2018 che aveva allungato a 7 anni il periodo di agevolazione contributiva legato a disoccupazione temporanea e involontaria (di norma di 5 anni), un provvedimento una tantum che ha dato una boccata d'aria a molti farmacisti. A dicembre, saranno circa 1.549 i farmacisti che potrebbero veder esaurire il periodo di agevolazione contributiva e tra questi 418 con sette anni di disoccupazione totali, 456 con sei anni e 675 con cinque. E, se c'è già chi manifesta l'intenzione di cancellarsi dall'albo, per Francesco Imperadrice, presidente del Sindacato nazionale dei farmacisti non titolari, Sinasfa, sarebbe importante aspettare fino all'ultimo momento utile, per non perdere eventuali occasioni.

«Va ricordato» spiega Emilio Croce, presidente Enpaf, «che nessuna altra Cassa privata ha l'istituto della riduzione contributiva, che prevede, per gli iscritti dal 2004, un versamento all'Ente pari al contributo di solidarietà ridotta (1%) e per gli altri all'85% della quota intera. Mentre nelle altre professioni, chi si trova in stato di disoccupazione prolungata si cancella dall'albo ed eventualmente si iscrive nuovamente quando torna a essere occupato, la nostra Cassa è l'unica che prevede un meccanismo tale da consentire di mantenere l'iscrizione all'Albo anche a fronte di periodi senza lavoro». Quanto alla misura che aveva allungato il periodo di contribuzione agevolata da 5 a 7 anni, «aveva ricevuto l'ok dai Ministeri Vigilanti, che avevano preso atto di un momento di particolare difficoltà per la categoria, ma a due condizioni: che fosse una misura una tantum e limitata al triennio 2016/2018. L'operazione ha avuto un costo di 140 milioni di euro, a totale carico dell'Ente ed è per forza di cose irripetibile: quand'anche la riproponessimo, non potrebbe in alcun modo essere accettata da parte dei ministeri Vigilanti, che devono validare qualsiasi modifica». Il tema della disoccupazione «è grave ed è un problema da affrontare, con urgenza, all'interno della categoria, tra tutte le varie componenti, dalla Fofi, all'università, e così via. E la previdenza di fatto ne è una conseguenza. È anche alla luce di questo principio che abbiamo a lungo combattuto contro l'abuso di contratti anomali, quali per esempio il tirocinio extracurriculare, Il quale, se applicato rispetto a professionisti iscritti in Albi, come i farmacisti, presenta profili di evidente illegalità più volte segnalati dall'Enpaf e recentemente ribaditi con forza dall'Accordo adottato in materia di tirocini dalla Conferenza Stato - Regioni del 22 maggio 2017 e recepito da quasi tutte le Regioni  nell'ambito della propria legislazione».

Per quanto riguarda i dati, come già anticipato, a dicembre potrebbero essere circa 1.549 farmacisti in totale a esaurire il periodo di agevolazione contributiva, di cui 418 con sette anni di disoccupazione, 456 con sei, 675 con cinque. Raggiunto il limite, in assenza di un lavoro, si passa a una contribuzione del 50%. «Abbiamo già avuto segnalazioni» interviene Imperadrice «di farmacisti in stato di disoccupazione da lungo termine, e, di conseguenza, in difficoltà ad affrontare le necessità della vita quotidiana, che intendono cancellarsi dall'Albo e dall'Ente. Quanto alla cancellazione dall'Ordine questa deve essere deliberata entro il 31 dicembre e trasmessa tempestivamente all'Ente. Quello che ci sembra importante è non perdere mesi preziosi di ricerca del lavoro - perché qualcosa può ancora arrivare - e di aspettare all'ultimo momento utile a fare richiesta di cancellazione, al più informandosi presso l'Ordine sulla tempistica. Da parte degli Ordini, al contempo, chiediamo la massima disponibilità ed elasticità possibile rispetto alla gestione della tempistica, di modo da rendere effettivamente possibile inoltrare, in tutta sicurezza, la richiesta anche a fine anno. Anche perché il rischio è alto: se la cancellazione arriva all'Ente a gennaio, si paga tutto l'anno». «Di norma» fa il punto Croce «da qui a fine anno ci sono all'incirca ancora 5-6 riunioni di Consiglio di Ordine e a dicembre spesso ce n'è un paio. Negli Ordini di dimensioni più grandi vengono già calendarizzate, mentre in quelli più piccoli è di sicuro più facile riuscire a radunare i componenti in tempi più brevi. Indicativamente, facendo richiesta di cancellazione oggi, a fine mese la pratica potrebbe già essere conclusa».

Francesca Giani
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