farmaci

set202016

Controllo glicemico: protezione cardiovascolare obiettivo innovazioni farmacologiche

Controllo glicemico: protezione cardiovascolare obiettivo innovazioni farmacologiche
Non sono certo mancate le innovazioni farmacologiche all'edizione 2016 dell'Easd, tenutasi di recente a Monaco di Baviera. Dopo liraglutide, un secondo agonista Glp-1 (Glp-1a), semaglutide, ha evidenziato risultati positivi in termini di riduzione di eventi cardiovascolari (Cv) maggiori nel trial Sustain-6 (che si pone così sulla scia di Empa-Reg con empagliflozin e Leader con liraglutide), condotto su pazienti con diabete di tipo 2 (Dmt2) ad alto rischio Cv. Il farmaco sperimentale, che ha una lunga emivita e richiede una sola iniezione sottocutanea a settimana, ha ridotto di un significativo 26% il rischio di un endpoint primario composito di morte Cv, prima comparsa di infarto miocardico (Im) non fatale o ictus non fatale rispetto al placebo nel corso dei 2 anni di studio.

La riduzione del rischio Cv ottenuta dal potente agente ipoglicemizzante è stata guidata da una diminuzione del 39% di ictus non fatale e del 26% di Im non fatale (e che ha inoltre dimostrato di consentire una migliore riduzione di HbA1c rispetto al placebo in add-on sia alla sola insulina basale sia con metformina in adulti con Dmt2 di durata media di 13 anni). Nel campo delle insuline, sono stati presentati i risultati di una metanalisi a livello di paziente dei trial Edition 1, 2 e 3 da cui è emerso un tasso decisamente inferiore di ipoglicemia confermata o grave in qualsiasi momento della giornata con insulina glargine 300 unità/mL rispetto a insulina glargine 100 unità/mL, a tutti i valori di HbA1c raggiunti al mese 6. Questi risultati, ottenuti in più di 2.000 pazienti, evidenziano come il dosaggio superiore possa permettere a soggetti adulti con Dmt2 di ottenere un controllo glicemico sovrapponibile con meno ipoglicemie rispetto al dosaggio inferiore. Passando alle combinazioni titolabili a rapporto fisso, la presentazione di un'analisi post-hoc dello studio clinico pivotale LixiLan-L ha dimostrato che un maggior numero di pazienti trattati o con insulina glargine 100 Unità/mL + lixisenatide (Glp1-a) ha raggiunto il target giornaliero di glicemia postprandiale (Ppg) rispetto ai trattati con sola glargine. Si tratta di un dato rilevante perché il controllo della glicemia durante i pasti è un elemento importante per mantenere il controllo glicemico generale.

L'analisi ha anche mostrato che una percentuale significativamente più alta di soggetti partecipanti ha raggiunto l'obiettivo di Ppg dopo 30 settimane, sulla base dell'automonitoraggio glicemico domiciliare (Smpg), misurata a intervalli per tutta la giornata. Un'altra combinazione, IDegLira, costituita da insulina degludec e liraglutide (Glp-1a), ha dimostrato in un'analisi post hoc del trial Dual V di fase 3b, di avere una probabilità 4,5 volte superiore di raggiungere i target glicemici senza ipoglicemia e aumento di peso rispetto alla sovratititolazione con glargine U100. Tra i dati di interesse clinico, e più precisamente diagnostico, va segnalato un panel di 10 biomarcatori predittivi di outcome Cv da aggiungere ai fattori di rischio clinico in pazienti diabetici, ricavati dallo studio Origin: tali biomarker sono Nt-proBnp, alfa-2-microglobulina, osteoprogerina, angiopoietina-2, apolipoproteina B, fattore di crescita/differenziazione 15, Tff3 (trefoil factor 3). Notevole, infine, la quantità e la qualità degli studi presentati da giovani ricercatori della Sid (Società italiana di diabetologia); tra i temi di maggiore interesse la possibilità di selezionare in base a polimorfismi genetici i pazienti well-responder alla chirurgia bariatrica, la scoperta di alterazioni epigenetiche nel grasso sottocutaneo che predispongono i parenti di persone con diabete a sviluppare la malattia, la dimostrazione che l'infiammazione del tessuto adiposo predispone a malattie Cv e a un esordio precoce del diabete, un'ulteriore conferma della validità della dieta mediterranea, in grado di aumentare il numero di cellule progenitrici endoteliali circolanti e proteggendo così i vasi delle persone con Dmt2. (A.Z.)
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