Sanità

lug132016

Convenzione, ecco atto d'indirizzo farmacie. Distribuzione per conto e informatica da valorizzare

Convenzione, ecco atto d'indirizzo farmacie. Distribuzione per conto e informatica da valorizzare

Cambia volto la farmacia. Lo prevede l'atto d'indirizzo per la nuova convenzione firmato dal comitato di settore delle regioni, e licenziato insieme all'analogo atto di indirizzo per il contratto della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria. Alla dispensazione di farmaci e dispositivi medici per conto del servizio sanitario nazionale si affiancheranno sempre più servizi e prestazioni anche in rete con altri professionisti del territorio. E saranno valorizzati, ma a quanto pare con più attenzione all'informatica e alla tracciatura dei percorsi delle medicine che ai monitoraggi sulla salute dei pazienti e, in qualche modo, agli stessi servizi per l'utenza.

E' vero che nel quadro delle nuove esigenze dettate dall'invecchiamento della popolazione ora la farmacia deve rappresentare la prima interfaccia del cittadino con il Ssn. Ma la stella polare non è aggiungere servizi ma definire requisiti e condizioni perché l'erogazione di servizi aggiuntivi già sperimentati per conto del Ssn avvenga in modo omogeneo a livello nazionale. La convenzione delle farmacie deve sviluppare nuove attività, dal monitoraggio della terapia farmacologica (insieme alle nuove aggregazioni di medici) allo sviluppo dei sistemi di verifica dell'erogabilità del farmaco (note Aifa, piano terapeutico etc) e dei consumi di farmaci; dal decollo delle reti di assistenza domiciliare, di continuità assistenziale ai cronici, di consegna a domicilio farmaci ai fragili, di attivazione della tessera sanitaria, di prenotazione esami alla partecipazione a programmi di screening, farmacovigilanza, vaccinazioni, promozione di stili di vita. La nuova convenzione deve tener conto di queste novità e dare spazio alla contrattazione regionale.

A livello nazionale, il comitato di settore chiede di valorizzare la distribuzione per conto del Ssn - servizio oggi disomogeneo da regione a regione - con una tariffa unica massima nazionale e la creazione di un elenco unico nazionale dei farmaci DPC che ricomprenda in pratica tutti i farmaci oggetto di distribuzione post-ricovero e visita specialistica. Per l'assistenza  integrativa, al fine di favorire la circolarità  delle prescrizioni informatizzate è auspicabile una tariffa massima a livello nazionale da applicare a tutti  i fornitori. 
Ma attenzione: l'amministrazione dei gestionali - se non la proprietà - va affidata alle regioni.

La remunerazione dei nuovi servizi -che devono essere "utili e misurabili" - invece deve tener conto di un parere della Ragioneria dello stato che ritiene indispensabile una modifica della normativa esistente. Questo tema non era stato esplicitato bene dagli atti precedenti, la legge 153/09 impone una certificazione preventiva dei risparmi ottenibili con i servizi aggiuntivi, ma finché i servizi non si avviano è dura quantificarli. Al Ministero dello Sviluppo la contraddizione è in via di superamento con una norma ad hoc, riferisce il Comitato. E smentisce l'osservazione di Federfarma secondo cui nelle regioni dove i servizi sono attivi la quantificazione dei risparmi sia già fattibile. Quanto alle attività di farmacovigilanza, possono essere valorizzate se si definiscono indicatori di processo o risultato. Le prestazioni di secondo livello "appaiono superate dalle nuove organizzazioni di medicina generale come Aft e Uccp finalizzate alla completa presa in carico del paziente". La collaborazione con i medici e gli interventi volti a favorire il corretto uso dei medicinali vanno intese come parte integrante della dispensazione dei farmaci. L'offerta di servizi privatistici in farmacia può essere concessa solo se autorizzata dagli uffici competenti. Altra valorizzazione è prevista per l'informatizzazione dei processi. Il comitato di settore cita il progetto ricetta de materializzata e i servizi per il controllo della targa dei farmaci (verifica della qualità della confezione e se questa è già erogata sul territorio
nazionale) nonché la necessità di avviare le nuove distinte contabili riepilogative il cui nuovo documento di liquidazione delle spettanze "dovrà presentare la quadratura tra i totali e dati di dettaglio".

Alla luce dell'introduzione della fattura elettronica con le Pubbliche amministrazioni, si rende infine necessario rivedere la corresponsione dell'acconto che le farmacie territoriali possono richiedere alle Asl. 
Il comitato di settore chiede poi di riconsiderare la composizione delle commissioni farmaceutiche aziendali e di abolire quelle regionali. Si accetta di finalizzare lo 0,15% Enpaf anche alla remunerazione dei nuovi servizi. Ma si ventila, dulcis in fundo, che il concetto di farmacia disagiata dovrebbe sostituirsi a quello di farmacia rurale sussidiata e gli eventuali benefici vanno ancorati al fatturato della farmacia determinato ai fini della dichiarazione Iva.

Mauro Miserendino


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