Sanità

lug152016

Convenzione farmaceutica, incontro Federfarma-Sisac. Pomo: i tre nodi da sciogliere

Convenzione farmaceutica, incontro Federfarma-Sisac. Pomo: i tre nodi da sciogliere
La remunerazione per il volume di attività, la remunerazione differenziata da Regione e Regione sulla Dpc e come, in che misure e quali servizi finanziare. Questi i 3 grandi nodi da sciogliere dell'Atto di indirizzo per la nuova convenzione farmaceutica secondo il Coordinatore della Sisac Vincenzo Pomo che, parlando con Farmacista33, ha spiegato alcuni dei temi valutati da Sisac e Federfarma durante un incontro informale che si è tenuto oggi a Roma. «Ci siamo incontrati con Federfarma perché come Sisac incontriamo sempre i nostri interlocutori per avviare un minimo di lavoro - afferma Pomo - principalmente abbiamo presentato a Federfarma varie opzioni che il sindacato titolari si è riservata di approfondire. Il lavoro che abbiamo deciso oggi di fare congiuntamente è un lavoro di ricognizione, valutando le procedure che servono per attivare il tavolo - tenendo conto che la convenzione delle farmacie è ferma da quasi 20 anni - dovremo fare, ad esempio, una valutazione della rappresentatività senza concludere nulla perché non siamo in una fase di trattativa».

Per fare passi avanti rispetto alle trattative per la nuova convenzione «sicuramente si andrà dopo l'estate - afferma Pomo - l'Atto di indirizzo a noi non è stato ancora inoltrato in maniera ufficiale perché deve avere l'approvazione entro venti giorni dal Presidente del Consiglio su parere del Ministero della salute e dell'economia. Io ufficialmente non posso prendere nessuna posizione se non arriva l'approvazione. Dobbiamo aspettare di vedere se le osservazioni del Ministero dell'Economia sono state recepite in questo secondo atto di indirizzo o valutate nell'integrazione per rimuovere le criticità che aveva riscontrato il Mef». Circa gli attuali accordi regionali per la remunerazione dei servizi elargiti dai farmacisti «il problema è vedere quali di queste esperienze poi producono risultati positivi per le Regioni e trovano anche la soddisfazione da parte dei farmacisti perché parliamo sempre di progetti ai quali le farmacie hanno aderito spontaneamente, mentre per la Convenzione si tratta di individuare meccanismi di livello nazionale obbligatori per tutti».
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