Sanità

set132017

Convenzioni medici, nuove ombre sulla trattativa che riapre. Ecco i nodi da risolvere

Convenzioni medici, nuove ombre sulla trattativa che riapre. Ecco i nodi da risolvere
Nuova spada di Damocle sulla trattativa per la convenzione dei medici di famiglia. Alla ripresa dei colloqui in Sisac i sindacati si compattano di fronte alla minaccia del Veneto di prendere provvedimenti disciplinari contro chi sciopererà informaticamente il 19 e 20 settembre, non inviando le ricette al sistema di accoglienza regionale. Lo sciopero, ricordiamo, nasce dal denunciato blocco delle trattative sulle medicine di gruppo integrate seguito da due misure non concertate della Regione su continuità assistenziale e assistenza nelle case di riposo. «Qualora per le azioni di protesta che blocchino i compiti amministrativi e non quelli assistenziali qualcuno ritenga di attivare provvedimenti disciplinari a carico di un solo medico di famiglia, si preparino a dover determinarli nei confronti di tutti i nostri iscritti perché a quel provvedimento seguirà - come è stato deciso in Segreteria Nazionale - la dichiarazione della stessa protesta su tutto il territorio nazionale», dice il segretario Fimmg Silvestro Scotti. Gli fanno eco il presidente Snami Angelo Testa che ventila «mobilitazione generale e astensione nazionale se la parte pubblica porrà in essere azioni contro i colleghi veneti» e la leader Smi Pina Onotri, che alza il tiro: «La controparte deve frenare gli avventurismi delle Regioni, come si è fatto con il no all'h16, ipotesi che va definitivamente cancellata, e intervenire affinché si garantiscano gli accordi di lavoro e, quindi, i diritti dei medici».

Per l'Assessorato salute veneto, il compito di spedire online le ricette sarebbe legato alla legge e alla convenzione nazionali. Ma i sindacati ce l'hanno anche con altre regioni. Pesa la richiesta di Abruzzo e Basilicata di avere indietro somme in precedenza versate ai medici, e pesa quello che Smi definisce in Sicilia smantellamento del 118, culminato in una misura che porta incrementi (7 milioni) solo al personale non medico. In ogni caso, a Roma l'agenda dei lavori è tracciata. Oggi all'agenzia interregionale Sisac si riuniscono i sindacati dei medici di famiglia, il 20 tocca ai pediatri e il 26 agli specialisti ambulatoriali. La settimana scorsa era toccato alle farmacie territoriali. La novità formale, ma anche sostanziale - indice di un ritrovato clima di intesa tra i sindacati - è la formalizzazione da parte di Fimmg della richiesta di un tavolo unico con Snami, Smi e Intesa Sindacale. Si procederà uniti l posto dei trascorsi tavoli separati. Più o meno tutte, le sigle chiedono a Sisac di rimettere mano all'atto di indirizzo, per la verità appena aggiornato dal Comitato di Settore tenendo conto del piano cronicità e delle novità intercorse negli ultimi due anni. Fa discutere il pagamento proposto dalla parte pubblica, relativo al 30% degli emolumenti in busta paga, non più a prestazione ma in base a risultati raggiunti ("Dalla prestazione alla performance" è il titolo del prossimo congresso Fimmg in Sardegna dal 2 al 7 ottobre) combinato con i nuovi compiti attribuiti al medico di famiglia: piano assistenziale individuale, piano di cura, vaccinazioni con premio in base a copertura della popolazione target, misure per facilitare l'accesso degli assistiti ai servizi sanitari ed evitare ricorsi impropri all'ospedale.


Mauro Miserendino
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