Sanità

mar22020

Coronavirus e dati personali, da Garante Privacy obblighi lavoratore e datore

Coronavirus e dati personali, da Garante Privacy obblighi lavoratore e datore

I titolari del trattamento dei dati personali devono astenersi da iniziative autonome di raccolta di dati anche sulla salute di utenti e lavoratori

I titolari del trattamento dei dati personali sono invitati "ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal Ministero della salute edalle istituzioni competenti per la prevenzione della diffusione del Coronavirus, senza effettuare iniziative autonome che prevedano la raccolta di dati anche sulla salute di utenti e lavoratori che non siano normativamente previste o disposte dagli organi competenti". Lo ha comunicato il Garante della privacy segnalando di star ricevendo quesiti sia "da parte di soggetti pubblici e privati in merito alla possibilità di raccogliere, all'atto della registrazione di visitatori e utenti, informazioni circa la presenza di sintomi da Coronavirus e notizie sugli ultimi spostamenti" sia da parte di "datori di lavoro pubblici e privati hanno chiesto al Garante la possibilità di acquisire una "autodichiarazione" da parte dei dipendenti in ordine all'assenza di sintomi influenzali, e vicende relative alla sfera privata".


Obblighi del datore di lavoro

Il Garante segnala che la normativa adottata per prevede che le informazioni su spostamenti e soggiorno in aree a rischio vanno comunicate "alla azienda sanitaria territoriale, anche per il tramite del medico di base, che provvederà agli accertamenti previsti come, ad esempio, l'isolamento fiduciario". Mentre "i datori di lavoro devono astenersi dal raccogliere, anche attraverso specifiche richieste al singolo lavoratore o indagini non consentite, informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi contatti più stretti o comunque rientranti nella sfera extra lavorativa". La finalità di prevenzione, ribadisce il Garante "deve essere svolta da soggetti che istituzionalmente esercitano queste funzioni in modo qualificato. L'accertamento e la raccolta di informazioni - precisa - relative ai sintomi tipici del Coronavirus e alle informazioni sui recenti spostamenti di ogni individuo spettano agli operatori sanitari e al sistema attivato dalla protezione civile, che sono gli organi deputati a garantire il rispetto delle regole di sanità pubblica recentemente adottate".


Obblighi dei lavoratori

Resta fermo, prosegue il Garante, "l'obbligo del lavoratore di segnalare al datore di lavoro qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro". In particolare, per la pubblica amministrazione le indicazioni operative l'obbligo è "di segnalare all'amministrazione di provenire da un'area a rischio". In tale quadro il datore di lavoro può invitare i propri dipendenti a fare, ove necessario, tali comunicazioni agevolando le modalità di inoltro delle stesse, anchepredisponendo canali dedicati; permangono altresì i compiti del datore di lavoro relativi alla necessità di comunicare agli organi preposti l'eventuale variazione del rischio "biologico" derivante dal Coronavirus per la salute sul posto di lavoro e gli altri adempimenti connessi alla sorveglianza sanitaria sui lavoratori per il tramite del medico competente, come, ad esempio, la possibilità di sottoporre a una visita straordinaria i lavoratori più esposti".

Inoltre, se nel corso dell'attività lavorativa, "il dipendente che svolge mansioni a contatto con il pubblico venga in relazione con un caso sospetto di Coronavirus, lo stesso, anche tramite il datore di lavoro, provvederà a comunicare la circostanza ai servizi sanitari competenti e ad attenersi alle indicazioni di prevenzione fornite dagli operatori sanitari interpellati. Pertanto, il Garante, "invita tutti i titolari del trattamento ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal Ministero della salute edalle istituzioni competenti per la prevenzione della diffusione del Coronavirus, senza effettuare iniziative autonome che prevedano la raccolta di dati anche sulla salute di utenti e lavoratori che non siano normativamente previste o disposte dagli organi competenti".
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