Sanità

feb272020

Coronavirus, farmacisti operatori esposti: impegno per dotarli di mascherine

Coronavirus, farmacisti operatori esposti: impegno per dotarli di mascherine

Il Governo è impegnato ad assicurare la fornitura di dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari maggiormente esposti, come farmacisti, infermieri e medici

I farmacisti continuano a essere in prima linea al fianco dei cittadini, nell'emergenza nuovo Coronavirus, ma da più parti della categoria continuano gli appelli per dotare tutti i professionisti che sono a contatto con la popolazione di strumenti di protezione individuale. Sul tema, in particolare, la Fofi, in una circolare, segnala che, ieri, nel corso dell'iter di conversione del Decreto-Legge sulle misure relative al Coronavirus, è stato accolto un ordine del giorno «che impegna il Governo a porre in essere ogni strumento idoneo ad assicurare la fornitura di dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari maggiormente esposti, come farmacisti, infermieri e medici, anche nella prospettiva di contenimento dell'epidemia». Intanto, è partita la reazione alle ipotesi di comportamenti speculativi relativi al rincaro dei prezzi dei dispositivi di protezione individuale e di altri prodotti, da parte delle Procure, in particolare quella di Milano.

Proteggere i professionisti sanitari sul territorio

«Nell'attuale situazione di emergenza sanitaria» fa presente la Fofi «risulta fondamentale garantire la sicurezza e la salute dei farmacisti e del personale che ivi opera, al fine di assicurare la tenuta del servizio farmaceutico italiano. Si tratta di una questione di tutela dei colleghi e del personale delle farmacie, di garanzia della continuità del servizio e di sicurezza per gli stessi cittadini». A questo proposito, «la Federazione continuerà a mantenere alta l'attenzione sull'Ordine del giorno, nell'auspicio che possa essere accolta dalle Autorità preposte».
Sul tema, si registra anche un intervento del presidente della Fnomceo, la federazione degli ordini dei medici, Filippo Anelli, che in una nota segnala: «Medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici di continuità assistenziale» delle zone colpite «per poter continuare a fare ricette nonostante la quarantena, si sono chiusi negli ambulatori, dove vivono e dormono. I medici ospedalieri sono costretti a turni di trenta e più ore perché non si trovano i sostituti. E questo, mentre i dispositivi individuali di protezione mancano o scarseggiano». È assolutamente necessario, aggiunge, «che la Regione fornisca ai medici e agli operatori i dispositivi individuali di protezione. Se i medici si ammalano, o comunque vengono messi in quarantena, non possono più garantire l'assistenza ai cittadini. Viene quindi messo in pericolo quel diritto alla tutela della Salute, individuale e collettiva, che dalla nostra Costituzione siamo chiamati a garantire».

Gestione delle mascherine in Francia

Intanto, dalla Francia arriva la notizia, secondo quanto riferisce "Le Quotidien du pharmacien", che «il Ministro della Salute da ieri ha disposto la consegna delle mascherine, che fanno parte dello stock statale, attraverso i distributori intermedi alle farmacie del territorio, in modo che a loro volta li possano distribuire a professionisti della salute e a pazienti secondo determinati criteri di priorità, così da assicurarne l'utilizzo a coloro per i quali è di fondamentale importanza, mentre non è prevista per ora la dispensazione alla popolazione generale». La gestione del Coronavirus «in Francia, vede nelle farmacie di comunità, in quanto primo presidio di accesso sul territorio, un elemento fondamentale, tanto che sono state fin da subito coinvolte e coordinate, utilizzandole sia come centri per la diffusione di informazione e materiale educativo sia come punto di logistica per la popolazione per la consegna di dispositivi e quanto sarà necessario».

Le ipotesi di manovre speculative

Intanto, per quanto riguarda invece le ipotesi di comportamenti speculativi, che sono emerse dalla Stampa e dalla denuncia del Codacons e di altre associazioni dei consumatori, «sulla vendita di prodotti di prima necessitaÌ (mascherine, gel disinfettanti, etc.)» a prezzi alterati, la Fofi ricorda che «è vietato variare nel tempo, in modo sproporzionato e ingiustificato, il prezzo di cessione di prodotti acquistati alle medesime condizioni nella stessa fornitura, approfittando dell'aumento della domanda degli stessi e di particolari situazioni contingenti, quando questo possa comportare un danno all'economia nazionale». In particolare, tale comportamento «integra il reato di cui all'art 501 bis del Codice penale, che punisce chiunque, nell'esercizio di qualsiasi attività produttiva o commerciale, compia manovre speculative in modo da alterare il mercato interno con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 516 a euro 25.822. Come chiarito dalla Corte di Cassazione, "ai fini della sussistenza del reato di manovre speculative su merci, può integrare in astratto una manovra speculativa anche l'aumento ingiustificato dei prezzi causato da un singolo commerciante, profittando di particolari contingenze del mercato"». In proposito, «si segnala che la Procura della Repubblica di Milano ha già aperto un'indagine sui siti on line, sui quali sono stati riscontrati il maggior numero di speculazioni; anche la Guardia di Finanza e la Polizia Locale si sono attivate per svolgere controlli nel settore farmaceutico».

Francesca Giani
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>

SUL BANCO