Sanità

feb132020

Coronavirus, mascherine: picco di vendite a gennaio. Ecdc: "Efficaci in certe condizioni"

Coronavirus, mascherine: picco di vendite a gennaio. Ecdc: “Efficaci in certe condizioni”

Non è ancora chiaro se le mascherine siano efficaci per prevenire il contagio da coronavirus ma le vendite di gennaio hanno avuto incrementi fino a +427%.

Per quanto non sia ancora chiaro se le mascherine facciali siano o meno una misura efficace per prevenire il contagio da Covid-19, il nuovo nome del coronavirus cinese, la loro vendita nel mese di gennaio, in cui le cronache segnalavano il tutto esaurito nelle farmacie italiane, ha avuto incrementi fino a +427%. I dati di mercato sono stati diffusi da Iqvia e riguardano anche le vendite di igienizzanti per le mani nella settimana del 27 gennaio è cresciuta del 328% rispetto alla settimana precedente

Vendite record di mascherine e gel

Su tutto il territorio nazionale, gli acquisti di mascherine si sono quadruplicati rispetto al periodo precedente il 20 gennaio, passando da un fatturato di 42mila a 180mila euro e nella settimana del 27 gennaio c'è stato un aumento del 113% con un fatturato di 385mila euro. In particolare, al Sud e nelle isole le vendite di mascherine sono aumentate da 35 mila euro nella settimana del 20 gennaio a 122 mila euro nella settimana del 27 gennaio, con un aumento del 250%. Mentre nelle altre aree l'aumento maggiore c'è stato nella settimana precedente: nel Nord ovest si è passati da 13 mila nella settimana del 13 gennaio a 62 mila nella settimana del 20 gennaio (+377%). Nel Nord-Est da 8 mila euro nella settimana del 13 gennaio a 33 mila nella seguente (+313%), al Centro da 9 mila a 50 mila (+427%). Anche le vendite dei prodotti igienizzanti per le mani hanno risentito del picco: nella settimana del 27 gennaio è cresciuta del 328% rispetto alla settimana precedente, con un fatturato totale di 561 mila euro. Nel periodo da novembre a metà gennaio, il fatturato medio settimanale di questi prodotti era di 68 mila euro. Anche qui gli aumenti riguardano tutto il territorio nazionale, i più rilevanti nella settimana del 27 gennaio: al Nord-Ovest +298% a 151 mila euro, nel Nord-Est +290% a 86 mila euro, al Centro +412% a 191 mila euro e al Sud e isole +291% a 133 mila euro. La raccomandazione dell'Istituto superiore di sanità è di scegliere prodotti igienizzanti per le mani che abbiano almeno il 60% di alcol. In generale i prezzi medi sono sostanzialmente stabili, a differenza di quanto accaduto nel mondo dove costano anche 20 volte di più, come ha riportato l'Oms che chiede di evitare l'accaparramento selvaggio poiché "le scorte globali sono praticamente esaurite".

Linee guida Ecdc: efficacia mascherine e dei disinfettanti

Una corsa alla mascherina che però, come si legge nelle "Linee guida per l'uso di misure non farmaceutiche per ritardare e mitigare l'impatto di 2019-nCoV" dell'Ecdc, "non è ancora chiaro se sarà utile" a persone sane che potrebbero essere esposte al 2019-nCoV: "Questa incertezza - si legge nel documento - è principalmente dovuta alla bassa efficienza di filtrazione delle maschere chirurgiche, al rischio di infezione dovuto all'uso inappropriato della maschera in ambienti di comunità ad alto rischio e al falso senso di sicurezza offerto dall'uso di una maschera". Inoltre, perché queste misure si possano considerare efficaci è importante disporre di una "solida stima della durata del periodo infettivo, che non è ancora disponibile per l'infezione 2019-nCoV". Mentre, invece, andrebbero fatte indossare ai casi sospetti, "se si trovano nelle aree pubbliche o durante la visita in aree dove sono presenti altre persone". Gli Ecdc precisano inoltre che "i fornitori di cure per casi sospetti sintomatici e le professioni che hanno ampi contatti faccia a faccia con il pubblico in caso di trasmissione in corso" potrebbero considerare l'uso di maschere chirurgiche" sono gruppi "a rischio di alta esposizione che potrebbero considerare l'uso di maschere chirurgiche". Per quanto riguarda disinfettanti per le mani a base di alcol, gli Ecdc dicono che "forniscono un limitato beneficio aggiuntivo rispetto all'acqua e al sapone nelle strutture della comunità e, se utilizzati, dovrebbero contenere il 60-85% di alcol"
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