Sanità

mar92020

Coronavirus, zone arancioni: le indicazioni operative. Ecco cosa devono fare i farmacisti

Coronavirus, zone arancioni: le indicazioni operative. Ecco cosa devono fare i farmacisti

E' in vigore il nuovo Dpcm che definisce le zone arancioni. Ecco le indicazioni operative in un'informativa inviata ai farmacisti della Lombardia

Dopo l'entrata in vigore, domenica, delle nuove misure per il contenimento del Coronavirus, che hanno interessato la Lombardia e 14 Province (Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell'Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia), si stanno susseguendo le indicazioni e le declinazioni da parte del ministero dell'Interno e degli Esteri, nonché della Protezione Civile su come applicarle operativamente, anche se non tutti i dubbi che in questi due giorni erano stati avanzati hanno trovato, per ora, risposta. Intanto, da Federfarma Lombardia, la rappresentanza delle farmacie più toccata dalle ultime misure, è stata diffusa una informativa professionale con le prime indicazioni per i farmacisti.


Le indicazioni per i farmacisti delle zone arancioni

Un primo punto che viene evidenziato nella Informativa professionale è che stando a «quanto deciso dalle Autorità nelle passate due settimane e tenendo presente che la Regione ha recentemente ricordato alle ATS che la farmacia svolge un ruolo essenziale, essendo convenzionata con il SSN come servizio di assistenza farmaceutica, ricompreso nei LEA, le farmacie si configurano come servizi sanitari essenziali e il personale, essendo sanitario, deve seguire le regole specifiche per tale categoria».

Al momento quindi vengono date prime indicazioni sulla base di una «prima lettura della normativa» che «potranno essere aggiornate nei prossimi giorni anche in seguito al confronto con le Istituzioni»:

- Le farmacie devono rimanere aperte, a battenti aperti, anche nei centri commerciali che verranno chiusi nei giorni festivi e prefestivi; eccezionali chiusure o limitazioni di orario o di apertura potranno essere autorizzate solo dall'ATS competente in sinergia con la Prefettura;

- In caso di contrazione del Covid-19 da parte di un farmacista o altro personale operante in farmaci, va contattata l'ATS per concordare il da farsi, anche alla luce delle singole situazioni di ogni farmacia;

- le farmacie devono adottare e diffondere le misure igienico-sanitarie già diffuse e devono rispettare il decalogo elaborato dalla Fofi (si veda Farmacista33 del 5 marzo);

- il Decreto raccomanda di mettere a disposizione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;

- il Titolare/Direttore, con l'utilizzo di cartelli e/o o di altri strumenti (anche gli stessi già in uso per la richiesta di rispetto della privacy) deve garantire un accesso in farmacia "con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro, tra i visitatori, con sanzione della sospensione dell'attività in caso di violazione";

- i farmacisti e i collaboratori delle farmacie possono continuare a fare il tragitto dalla propria abitazione alla farmacia, considerate le comprovate esigenze lavorative e l'impossibilità di ricorrere al lavoro agile; viene messo a disposizione, come già avvenuto per l'ex zona rossa del lodigiano, un modello di autocertificazione per gli spostamenti anche al di fuori del territorio regionale; il modello di autocertificazione è da accompagnare, ove possibile, con la comunicazione di assunzione del collaboratore, inviata all'Ats;

- per l'eventuale personale che svolge mansioni prevalentemente amministrative, il Titolare/Direttore può ricorrere al lavoro agile, qualora la struttura ICT della farmacia lo consenta;

- il Titolare/Direttore, alla luce anche di un eventuale calo del flusso di pazienti soprattutto in zone turistiche e di passaggio, può valutare "la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie".

Per ora, conclude il testo, «il Presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha dichiarato alla stampa che non ci sarà nessun blocco delle attività produttive, delle attività lavorative, né tanto meno il blocco dei trasporti e della circolazione delle merci da e per la Lombardia; quindi, non ci saranno ripercussioni sull'approvvigionamento dei farmaci».


Dal Ministero dell'Interno: controlli e sanzioni

Intanto, in una nota, il Ministero dell'Interno comunica di aver dato le indicazioni ai Prefetti per realizzare i controlli:
"Gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione, che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia.
Un divieto assoluto, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus. I controlli sul rispetto delle limitazioni della mobilità avverranno lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti. Per quanto riguarda la rete autostradale e la viabilità principale, la polizia stradale procederà ad effettuare i controlli acquisendo le prescritte autodichiarazioni.
Analoghi servizi saranno svolti lungo la viabilità ordinaria anche dall'Arma dei carabinieri e dalle polizie municipali. Per quanto concerne il trasporto ferroviario, la Polizia ferroviaria curerà, con la collaborazione del personale delle ferrovie dello Stato, delle autorità sanitarie e della Protezione civile, la canalizzazione dei passeggeri in entrata e in uscita dalle stazioni al fine di consentire le verifiche speditive sullo stato di salute dei viaggiatori anche attraverso apparecchi "termoscan". Inoltre saranno attuati controlli sui viaggiatori acquisendo le autodichiarazioni.
Negli aeroporti delle aree dei territori "a contenimento rafforzato", i passeggeri in partenza saranno sottoposti al controllo, oltre che del possesso del titolo di viaggio, anche della prescritta autocertificazione. Analoghi controlli verranno effettuati nei voli in arrivo nelle predette aree. Restano esclusi i passeggeri in transito. Per i voli Schengen ed extra Schengen in partenza, le autocertificazioni saranno richieste unicamente per i residenti o domiciliati nei territori soggetti a limitazioni. Nei voli Schengen ed extra Schengen in arrivo, i passeggeri dovranno motivare lo scopo del viaggio all'atto dell'ingresso. Analoghi controlli verranno adottati a Venezia per i passeggeri delle navi di crociera che non potranno sbarcare per visitare la città ma potranno transitare unicamente per rientrare nei luoghi di residenza o nei paesi di provenienza. La veridicità dell'autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli.
La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella indicata dal Dpcm 8 marzo 2020 (articolo 650 del codice penale: inosservanza di un provvedimento di un'autorità), salvo che non si possa configurare un'ipotesi più grave. A questo proposito, al fine di fornire al pubblico un'informazione non solo corretta ma quanto più esaustiva possibile, il personale operante provvederà anche a informare gli interessati sulle più gravi conseguenze sul piano penale di un comportamento, anche solo colposo, non conforme alle previsioni del Dpcm che possono portare a configurare ipotesi di reato".

Francesca Giani
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