farmaci

mag132015

Corticosteroidi inalatori in Bpco, sotto esame il rischio di polmonite

Corticosteroidi inalatori in Bpco, sotto esame il rischio di polmonite

La Commissione europea (Ce) ha richiesto una rivalutazione dei corticosteroidi in formulazioni inalatorie prescritti per il trattamento della broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), una malattia infiammatoria dell'apparato respiratorio che causa ostruzione progressiva, spesso irreversibile, delle vie aeree e degli alveoli. I pazienti affetti da Bpco, oltre a subire un rimodellamento dei bronchi con notevole riduzione della capacità respiratoria, diventano più predisposti alle infezioni di natura virale, fungina e batterica. Proprio per valutare questa eventualità l'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha attivato una revisione dei dati disponibili a partire da uno studio clinico del 2007 che evidenziò un aumento del rischio di polmonite causato da un corticosteroide inalatorio a base di fluticasone, confrontato con placebo, in un gruppo di pazienti con Bpco. L'incremento del rischio di polmonite, associato l'impiego di questa classe di cortisonici anti-infiammatori tra cui beclometasone, budesonide, flunisolide, fluticasone propionato e fluticasone furoato da soli o in combinazione con un beta-2 agonista, è emerso anche in metanalisi successive rafforzando la necessità della rivalutazione. Al termine dell'analisi sui potenziali eventi avversi di questa classe di farmaci l'Agenzia europea dei medicinali aggiornerà le modalità prescrittive.

Marvi Tonus

Perché interessa il farmacista: è opportuno invitare alla prudenza i pazienti con BPCO in cura con corticosteroidi inalatori e consigliare di rivolgersi al medico se compaio sintomi di infezione ai polmoni



discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Boiron Roux - Pediatria
vai al download >>

SUL BANCO