Sanità

ago22017

Cossolo (Federfarma): problema sottovalutato, fine annunciata. Ora sostegno a farmacie in difficoltà

Cossolo (Federfarma): problema sottovalutato, fine annunciata. Ora sostegno a farmacie in difficoltà
Problema sottovalutato, fine annunciata. Così in modo laconico il presidente di Federfarma Marco Cossolo, subentrato ai vertici del sindacato dei titolari solo due mesi fa, commenta l'approvazione definitiva del Ddl concorrenza. Una «valutazione pessima» quella di Cossolo che sottolinea come si sia «completato un percorso con il quale si mette la vita della professione nelle mani dei capitali. Era un intendimento chiaro ed è stato portato a compimento». Ma oltre a commentare negativamente i contenuti, il presidente di Federfarma evidenzia come il «problema sia stato sottovalutato visto il momento che ci troviamo ad affrontare. Ora» continua «cerchiamo di minimizzare tutte le novità che ci saranno. Noi abbiamo anticipato il problema lavorando con Federfarma Servizi per trovare una soluzione che permetta alle farmacie indipendenti di esserlo». Per Cossolo gli sforzi vanno concentrati sulle farmacie in difficoltà e per questo non è da escludere una «rivisitazione della mission di Credifarma. A questo punto Dio solo sa cosa possa succedere alle farmacie indebitate nei confronti di soggetti bancari o di distributori intermedi, ancora peggio se interessati a entrare nel mondo della distribuzione finale. Io» conclude il presidente di Federfarma «sono arrivato due mesi fa quando la situazione era già definita». Uno dei primi atti della presidenza Cossolo, del resto, è stato quello di scrivere una lettera ai componenti della commissione Industria del Senato, poco prima che iniziasse l'esame del Ddl, con particolare riguardo al tetto regionale del 20% sulle catene, «insufficiente» rispetto all'obiettivo e da abbassare sensibilmente, ma anche con attenzione alla necessità di rendere obbligatoria la presenza dei farmacisti nella compagine delle società proprietarie. Un tentativo rivelatosi vano. «Ho provato a spiegare la situazione con una lettera» conferma Cossolo «ma era troppo tardi». Ora la «preoccupazione è le per farmacie in difficoltà economica seria, bisognerà inventarsi un metodo per sostenerle finanziariamente. A questo stiamo lavorando» conclude il presidente. E il protocollo siglato con Federfarma Servizi mira al sostegno delle «farmacie che sono in difficoltà o che vogliono rimanere sul mercato, aiutandole a rimanere tali» conclude. Un auspicio confermato da una nota di Federfarma Servizi nella quale il presidente Antonello Mirone sottolinea di aver «condiviso un percorso per rispondere con un solido modello di riferimento allo tsunami che i Capitali faranno abbattere sulla distribuzione farmaceutica». In merito alla legge approvata Mirone sottolinea come «favorisce inequivocabilmente gli oligopoli gestiti da grandi Capitali» ecco perché «se la Farmacia italiana vuole far sopravvivere la sua indipendenza e libertà deve avere la forza di rispondere al nuovo scenario che si profilerà nel mercato» E la risposta secondo Mirone sta nelle «Reti Indipendenti di Farmacie sono l'unica risposta possibile alle Catene che i Capitali sono già pronte a creare».

Marco Malagutti
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