NUTRIZIONE

mar202015

Stile di vita sano e un’alimentazione corretta sono i rimedi da cui partire prima di decidere interventi farmacologici mirati, quando i primi non si rivelano risolutivi. Importante che il paziente segua i consigli di un esperto e la dieta sia definita in base alle sue condizioni generali

La costipazione intestinale cronica è un disturbo molto comune nella popolazione e interessa in particolare alcune categorie: anziani, donne in gravidanza, ma anche bambini. Nei casi in cui questa non sia conseguenza di altre patologie gastro-intestinali o extra-intestinali si parla di stipsi idiopatica (o costipazione funzionale). Sembra coinvolga dal 15 al 20% della popolazione, ma la diagnosi (che deve sempre essere effettuata da personale sanitario competente) è spesso complicata dal fatto che la stipsi si presenta in modi diversi: da un transito intestinale rallentato, o normale ma in associazione o meno con la sindrome dell'intestino irritabile (Ibs), oppure può essere dovuta a ostruzione o a dissinergie della muscolatura pelvica. Inoltre molti pazienti, quando si rivolgono allo specialista hanno già intrapreso autonomamente diversi tentativi sia sulla base di consigli ricevuti o convincimenti personali, che possono aver peggiorato la situazione. Escluse dunque altre patologie, nei casi di stipsi idiopatica semplice uno dei primi trattamenti consiste nell'impostare un corretto stile di vita e un'alimentazione che faciliti il recupero della normale funzionalità dell'intestino; il consiglio di seguire una dieta di tipo mediterraneo, varia ed equilibrata ricca di liquidi, vegetali, frutta e povera di grassi saturi, è sempre valido purché rispetti le esigenze personali del malato. Movimento, contenuto di fibre e liquidi della dieta e integrazione di probiotici sono i principali rimedi consigliati, per i quali tuttavia in base all'evidenza scientifica bisogna fare delle precisazioni.
Movimento: c'è una limitata evidenza scientifica che l'attività fisica moderata giovi alla stipsi cronica. È vero però che la sedentarietà rallenta la funzione intestinale e quindi risulta indicato in caso di stipsi camminare o comunque svolgere un'attività fisica non stancante.
Liquidi: nei soggetti sani la riduzione dell'assunzione di liquidi rallenta la funzione intestinale, ma non è provato che l'aumento la faciliti. Il consiglio è quello di mantenere una buona idratazione senza aumentare il carico idrico, soprattutto negli anziani.
Fibre: l'assunzione quotidiana di 15-30g di fibre, raccomandata per la popolazione adulta, non sempre può essere ben tollerata da chi soffre di stipsi, soprattutto in concomitanza di altre condizioni (Ibs, gonfiore intestinale). Importante è dunque individuare la giusta quantità e la tipologia (solubili o insolubili). Probiotici: la loro efficacia nella stipsi dipende fortemente dal ceppo. Lactobacillus casei Shirota, Lactobacillus casei rhamnosus Lcr35, Lactobacillus reuteri (DSM 179389) si sono rivelati efficaci (in particolare nei bambini).

Francesca De Vecchi - esperta in scienze dell'alimentazione

Cottone C. et al. La stipsi cronica. Trattamento. Rivista della Società Italiana di Medicina Generale. 2012 1: 82-87



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