Sanità

apr122019

Counseling in farmacia e malattie respiratorie: il farmacista personal trainer della salute

Counseling in farmacia e malattie respiratorie: il farmacista personal trainer della salute

Counseling in farmacia, il convegno "L'evoluzione del ruolo del farmacista" ha affrontato il tema della gestione delle malattie croniche, in particolare quelle respiratorie

Il farmacista è l'attore che può fare da personal trainer della salute per il paziente, senza esulare dalle sue competenze, seguendo dei protocolli specifici, in sinergia con il medico di medicina generale e con lo specialista. Questo il messaggio che è emerso dal convegno "L'evoluzione del ruolo del farmacista: gestione delle cronicità in vari ambiti. Importanza dello screening, strumenti di counseling e formazione" promosso da Chiesi Farmaceutici SpA a Cosmofarma 2019 (Bologna), sul ruolo del farmacista nella prevenzione e nel monitoraggio del paziente con malattie respiratorie croniche.

L'invecchiamento della popolazione è un fenomeno emergente su scala globale: entro il 2020 la popolazione sopra i sessant'anni di età supererà per la prima volta quella dei bambini sotto i cinque. Questo si traduce in un aumento dell'incidenza delle patologie croniche, che oggi assorbono il 70-80% delle risorse sanitarie mondiali.
«Le patologie respiratorie croniche interessano circa un cittadino su dieci» ha spiegato Fulvio Braido, pneumologo dell'Università di Genova «la ricerca ci ha mostrato che grazie ai nuovi farmaci è possibile evitare la riacutizzazione in caso di BPCO, e un controllo dell'asma nel 70% dei pazienti.» Ma prosegue, «nella vita reale siamo ben lontani da questi dati ottenuti nei trial clinici e la differenza risiede nella non aderenza alla terapia. L'OMS ha dichiarato che sarebbe più efficace usare bene i farmaci che già ci sono piuttosto che svilupparne di nuovi, per la gestione delle malattie croniche. In particolare, nel caso delle malattie respiratorie, la difficoltà è data dall'uso dei device, che risulta al paziente come uno strumento più complicato rispetto ad altre formulazioni».
Per la gestione del paziente cronico dal 2016 è stato messo a punto il Piano Nazionale Cronicità, che attribuisce al farmacista un potenziale ruolo nelle attività di educazione, informazione, assistenza personalizzata, prevenzione primaria e secondaria. A fronte di questo scenario è evidente quanto sia indispensabile attivare nuovi modelli di presa in carico del paziente cronico sul territorio dove la farmacia è il primo presidio della salute e per questo può svolgere un ruolo nodale. «il farmacista può intervenire nel monitoraggio della aderenza, nel supporto al paziente, nella distribuzione, nella presa in carico e nell'assistenza a domicilio» ha spiegato Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona e membro del Consiglio di Presidenza di Federfarma. «Il farmacista andrebbe coinvolto nelle attività di educazione sanitaria, prevenzione primaria, e secondaria, con protocolli condivisi con lo specialista» ha dichiarato Gennaro Liccardi, allergologo dell'Ospedale Cardarelli di Napoli «per una ottimizzazione della presa in carico dei pazienti con particolare riferimento all'aderenza e al counseling. Potrebbe poi avere un ruolo innovativo nel promuovere l'empowerment del paziente, migliorando il self management e la compliance ai farmaci, e aiutando ad adottare corretti stili di vita».
Uno strumento importante nel monitoraggio delle patologie respiratorie è la spirometria: «La nostra azienda ha attivato un percorso con le farmacie nell'ambito del progetto Farmacia del Respiro, per un'attività di auto-spirometria che possa essere di supporto nel counseling al paziente con patologie respiratorie» ha spiegato Gianluigi Pertusi, Business Unit Consumer Healthcare Director di Chiesi Farmaceutici Italia, filiale italiana del gruppo Chiesi. Nello specifico, si tratta di un corso Fad all'interno del quale è previsto il supporto e il counselling all'autospirometria (provider del corso è Edra).
In conclusione, ha spiegato Bacchini, «il farmacista è l'attore che può fare il personal trainer della salute del paziente, senza esulare dalle sue competenze, ma seguendo dei protocolli, in sinergia con il medico di medicina generale e con lo specialista».
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