Sanità

ott222020

Covid-19, chiusure Regioni: ordinanze, tempistiche e regole per attività e chi deve spostarsi

Covid-19, chiusure Regioni: ordinanze, tempistiche e regole per attività e chi deve spostarsi

Alcune Regioni hanno previsto restrizioni a spostamenti e/o ad attività. Torna in molti posti l'autocertificazione per chi deve spostarsi per lavoro o per motivi di salute

La logica alla base delle misure di contenimento dei contagi da Covid-19 è, per ora, ancora quella di evitare un lockdown come quello adottato in primavera e di procedere con provvedimenti localizzati, anche se nel messaggio alla Camera di oggi il premier Conte chiede alle Regioni di essere pronte a intervenire e di dare collaborazione per garantire omogeneità e coerenza negli interventi. Intanto, mentre il Governo non esclude altre misure nel breve, le Regioni che hanno previsto restrizioni agli spostamenti e/o alle attività sono per ora Lombardia, Lazio, Liguria, Piemonte e Campania, che ha vietato anche i movimenti tra province. Torna, quindi, in molti posti l'autocertificazione per chi deve spostarsi, per lavoro o per motivi di salute. Mentre misure analoghe sono allo studio in altre regioni.

Le Ordinanze della Lombardia su spostamenti e limiti per attività

Sono due le ordinanze che hanno introdotto misure di contenimento più strette per la Lombardia: firmate ieri da Attilio Fontana, presidente della Regione, sono in vigore da oggi, mentre da lunedì dovrebbe scattare la didattica a distanza per le scuole superiori. Già da stasera, quindi, e fino al 13 novembre, vige il limite agli spostamenti dei cittadini dalle 23 alle 5. Ci si può muovere solo «per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o d'urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, dimora o residenza». Come in primavera sarà necessario, nel caso in cui si verrà fermati, compilare l'autocertificazione, anche per chi, come i farmacisti, dovrà andare al lavoro e per i cittadini che avranno la necessità di accedere alla farmacia o alla parafarmacia. L'autocertificazione è valida in tutta Italia, nel modulo diffuso dal Viminale, da scaricare e compilare, indicando anche indirizzo di partenza e arrivo. Chi esce per lavoro può indicare il datore di lavoro. Al momento, soprattutto per le grandi città, non possono essere escluse misure più severe, e tra le ipotesi su cui si sta discutendo c'è anche il limite anticipato alle 20 per città come Milano e Genova. A ogni modo, allo stato attuale, nel fine settimana è la volta delle limitazioni alle aperture dei centri commerciali, con «la chiusura delle grandi strutture di vendita nonché degli esercizi commerciali al dettaglio presenti all'interno dei centri commerciali. La disposizione non si applica alla vendita di generi alimentari, nonché alle farmacie e parafarmacie e altre categorie merceologiche».

Lazio, limite a spostamenti da mezzanotte alle 5

In questa Regione l'ordinanza è stata firmata ieri sera da Zingaretti e dal Ministro della Salute Roberto Speranza e entrerà in vigore dalle 24 di venerdì per 30 giorni. Qui il limite agli spostamenti sarà nella fascia tra le 24 e le 5. Nella strategia c'è anche quella di «incrementare la dotazione di posti letto dedicati all'assistenza di pazienti affetti da Covid-19, identificando strutture pubbliche e private ulteriori rispetto a quella già inserite nella rete Covid, anche parzialmente dedicate e provvedere all'ampliamento dei posti di quelle già inserite in rete».

Campania, no a spostamenti tra province

In questa regione, «con decorrenza da oggi, ai cittadini campani eÌ fatto divieto di spostamenti dalla provincia di residenza o domicilio abituale verso altre province della Campania, fatti salvi gli spostamenti connessi ad esigenze - la cui ricorrenza andrà autocertificata sotto personale responsabilità». Gli spostamenti ammessi sono relativi a: «motivi di salute; comprovati motivi di lavoro; comprovati motivi di natura familiare; motivi scolastici e/o afferenti ad attività formative e/o socio-assistenziali; altri motivi di urgente necessità. È in ogni caso consentito il rientro presso la propria residenza o domicilio abituale». Inoltre, «con decorrenza immediata e fino al 30 ottobre, viene istituita la zona rossa Comune di Arzano (NA)». Confermata poi la chiusura dalle 23 alle 5 di negozi, locali pubblici e ogni altra attività non essenziali, e il divieto di spostamento per i cittadini».

Piemonte, stop a centri commerciali nel weekend ma farmacie aperte

Come si legge sul sito della Regione, è disposta «dal 24 ottobre la chiusura dei centri commerciali il sabato e la domenica (ad esclusione degli esercizi di vendita di generi alimentari, farmacie e studi medici, locali di ristorazione e tabaccherie). Inoltre, è confermata la chiusura notturna, dalla mezzanotte alle 5, di tutte le attività commerciali al dettaglio (ad eccezione delle farmacie) e il divieto di vendita di alcolici dopo le ore 21 in tutte le attività commerciali (anche attraverso apparecchi automatici), escluso il servizio di consumazione al tavolo negli esercizi di ristorazione».

Liguria, attenzione massima su Genova. In studio zone rosse

Per quanto riguarda la Liguria, «per impedire ogni forma di assembramento è in vigore dalle ore 12 di oggi l'ordinanza che prevede che le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo siano consentite dalle ore 5 alle ore 18, che le manifestazioni pubbliche e private sono vietate, il divieto assoluto di assembramento e la chiusura dei centri culturali e sociali e circoli ludico ricreativi consentendo esclusivamente dalle 5 alle 24 esclusivamente i servizi di bar e ristorazione. Secondo quanto ha riferito il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti oggi a Radio 1 «il virus circola in modo molto importante in Liguria soprattutto nella città di Genova, conferma che questa volta a essere più investite dalla malattia sono le grandi città dove c'è una densità di popolazione molto elevata che non la provincia. Tra Genova e il resto della Liguria c'è un differenziale molto importante, tanto è vero che abbiamo preso misure specifiche per la città di Genova, come le prendemmo per La Spezia, quando qualche settimana fa fu investita da un cluster». E su una possibile zona rossa spiega: «il sindaco ha individuato tre zone che saranno vietate alla circolazione e saranno intercluse al passaggio».

Le altre Regioni

Altre misure in realtà sono allo studio anche di altre Regioni. Secondo quanto riferiscono le agenzie, per esempio, «entro 24, massimo 48 ore, il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas dovrebbe adottare i provvedimenti annunciati ieri per frenare la salita della curva dei contagi, e cioè uno "Stop&Go" di 15 giorni per le principali attività, con contestuale chiusura di porti e aeroporti per limitare in modo rapido ed incisivo la circolazione delle persone e, con esse, del virus». Mentre dal presidente del Veneto Luca Zaia viene annunciato che «nei prossimi giorni emetterò un'ordinanza che prevede delle restrizioni per evitare gli assembramenti ma non ci sarà nessun lockdown».

Francesca Giani
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