Sanità

nov222020

Covid-19: contagi, carenze, crisi da lockdown. Il vissuto dei grossisti nell'emergenza

Covid-19: contagi, carenze, crisi da lockdown. Il vissuto dei grossisti nell’emergenza

Crisi delle farmacie nelle zone più colpite, tutela della sicurezza per i dipendenti e collaboratori, gestione di contagi, difficoltà di approvvigionamento dei beni legati al Covid-19. Queste le difficoltà che la rete delle farmacie e della distribuzione intermedia hanno affrontato

Crisi delle farmacie nelle zone più colpite, tutela della sicurezza per i dipendenti e collaboratori, gestione di contagi, difficoltà di approvvigionamento dei beni legati al Covid-19, fenomeni speculativi, una normativa in continuo cambiamento, la presa in carico di pazienti spesso privi di altri punti di riferimento sanitari, ma anche il sostegno alle politiche regionali o locali di tracciamento. Sono queste alcune delle difficoltà che la rete delle farmacie e della distribuzione intermedia hanno dovuto affrontare in questi mesi di emergenza per garantire la continuità del servizio farmaceutico e il supporto a popolazione e Ssn. Un impegno che emerge anche attraverso le testimonianze di chi ha continuato a operare sul territorio e che sono state raccolte nell'evento curato da Federfarma Servizi, dal titolo "Le Aziende dei Farmacisti e la distribuzione durante l'emergenza Covid-19. Il nostro supporto alla Farmacia italiana", che si è tenuto ieri a FarmacistaPiù.

Ruolo primario di assistenza farmaceutica e supporto al cittadino

«L'emergenza sanitaria che abbiamo vissuto e ancora stiamo vivendo» è stato l'intervento di Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, «ha messo ancora più in evidenza il ruolo di primo piano della rete delle farmacie come presidio sul territorio, con una funzione che non è solo quella di garantire la continuità dell'assistenza farmaceutica, ma di affiancare il cittadino, sostenerlo e orientarlo nella gestione della propria salute, in un momento di grande difficoltà, di spaesamento e di rischio per la salute. La farmacia, una volta di più, si è dimostrata un fondamentale presidio sul territorio, resistendo nella sua missione laddove altre strutture sanitarie sono, gioco forza, venute meno. Se la rete delle farmacie è riuscita a reggere, senza interruzioni, continuando a rispondere alle esigenze di salute dei cittadini, è stato anche grazie al ruolo e al contributo della distribuzione intermedia, in particolare quella di proprietà dei farmacisti che da sempre sostiene la farmacia. Tante sono state le difficoltà, a partire da quelle logistiche nelle zone rosse istituite a febbraio, fino ad arrivare agli sforzi profusi contro le carenze di prodotti di primaria importanza - mascherine, gel, ma anche ossigeno - e contro fenomeni speculativi. Ma nonostante questo le società e cooperative di farmacisti non si sono mai fermate e hanno affiancato sempre la farmacia».

Cooperative: fondamentale far sentire la nostra presenza alle farmacie

«Quando sono state istituite le prime zone rosse» è stato l'intervento di Vittorino Losio, presidente di Federfarma.Co e di Cef «nonostante le difficoltà logistiche e la riduzione di personale, proprio a causa della pandemia, siamo comunque riusciti a garantire a tutte le farmacie le consegne dei prodotti almeno due volte al giorno. Per noi è stato fondamentale far sentire alle farmacie la nostra presenza, non lasciarle sole in questi momenti così difficili, in cui gli sforzi per essere vicini ai cittadini e al Ssn dovevano, necessariamente, essere maggiori». L'impegno della distribuzione intermedia, è stato l'intervento di Francesca Rauzi, Vice Presidente Unifarm, «è andato in particolare a tre aspetti: garantire la continuità della filiera, assicurare la disponibilità di prodotti e servizi nonostante carenze, fenomeni speculativi, una normativa in continuo cambiamento, ma anche sostenere a livello commerciale e finanziario le farmacie, attraverso dilazioni di pagamenti e altre forme. Questo, in particolare, è stato tanto più necessario in quelle zone interessate fin da subito dalle misure di contenimento - le zone rosse - e in quelle aree normalmente di grande passaggio, che hanno sofferto in modo maggiore il lockdown». A ogni modo, «fin dal giorno in cui abbiamo appreso del primo contagio in Italia, abbiamo istituito un gruppo lavoro per la gestione dell'emergenza, che si è riunito regolarmente e ancora si riunisce. La necessità è stata anche quella di garantire la sicurezza del personale e in questo abbiamo cercato di sostenere con il nostro know how e i nostri strumenti le farmacie». «Tanti sono stati i momenti di difficoltà che abbiamo vissuto, in particolare nelle zone più colpite, e un elemento di particolare crisi è stato il reperimento di ossigeno e bombole. A fronte di un aumento di pazienti che non riuscivano a essere ricoverati negli ospedali e che dovevano trovare le cure al domicilio, c'è stata una crescente mancanza di bombole e di ossigeno. È stata una situazione di grande difficoltà per tutti e da parte nostra abbiamo lanciato appello alla popolazione, ai sanitari, alle istituzioni, mettendoci a disposizione per raccogliere e far arrivare ai pazienti l'ossigeno». Per quanto ci riguarda, ha aggiunto Rauzi, «ci siamo riforniti di bombole e concentratori e li abbiamo messi a disposizione della Protezione Civile laddove ve ne fosse stato bisogno».

Lo sforzo e l'impegno di tutti è stato enorme e, ha aggiunto Marco Amadei, Direttore Risorse Umane ed Organizzazione di Unico, «un aspetto che l'emergenza ha evidenziato è la centralità delle persone e la capacità di ascolto e di adattamento alle esigenze. La crisi ci ha sicuramente rifocalizzati su quelli che sono gli elementi fondamentali, dalla tutela e valorizzazione delle persone, alla centralità del servizio che le farmacie offrono. Tale linee ci devono guidare nei progetti e nelle iniziative future, anche oltre l'emergenza, perché il comune obiettivo è una farmacia che sia sempre più centro polifunzionale di erogazione di nuovi servizi». A «emergere» conclude Mirone «è anche che non si può affrontare da soli difficoltà e cambiamenti, ma la filiera, coesa, deve operare in sinergia, per affermare la centralità della farmacia nel Ssn, con la consapevolezza che l'interlocutore del nostro sistema è il cittadino, che vive la farmacia come un punto di riferimento».

Francesca Giani
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