Sanità

nov262020

Covid-19, crescono domande per aiuti per emergenza Covid-19. Enpaf: probabili rifinanziamenti

Covid-19, crescono domande per aiuti per emergenza Covid-19. Enpaf: probabili rifinanziamenti

Solo a ottobre sono stati erogati 68 contributi a sostegno dei farmacisti per l'emergenza Covid, per un importo totale pari ad euro 275.900. Questi alcuni dei dati Enpaf emersi nel corso di FarmacistaPiù

Solo a ottobre sono stati erogati 68 contributi a sostegno della categoria per l'emergenza Covid, per un importo totale pari ad euro 275.900, mentre nello stesso periodo sono 22 gli aiuti a favore di farmacisti titolari o soci di farmacia/parafarmacia, per un totale lordo pari ad euro 81.105. Sono questi alcuni dei dati relativi alle misure in relazione all'emergenza sanitaria, che emergono dall'evento, organizzato ieri dall'Enpaf nel corso di FarmacistaPiù, dal titolo "Le prestazioni assistenziali Enpaf a fronte della pandemia da Covid-19". Misure che, alla luce delle sempre più numerose domande, potrebbero venire rifinanziate.

Indennità Covid-19 e altre iniziative straordinarie

Oltre all'indennità Covid-19, ha fatto il punto Paolo Giuliani, dirigente servizio contributi e prestazioni Enpaf, «l'Ente ha adottato, a favore della categoria, iniziative straordinarie a suo carico, anche grazie al Fondo per le calamità naturale. La caratteristica principale delle misure è che, pur rientrando all'interno della Sezione Assistenza, non richiedono una situazione di bisogno economico e prescindono dal reddito del nucleo familiare. In particolare, è stato messo a disposizione degli iscritti attivi e pensionati un contributo una tantum, diretto a compensare, in via forfettaria, le conseguenze dannose della pandemia. Tra gli eventi tutelati c'è il decesso, il ricovero, l'isolamento obbligatorio sia domiciliare sia presso struttura dedicata - purché disposto con provvedimento dell'Autorità sanitaria - e la copertura della chiusura temporanea della farmacia o della parafarmacia per il contagio di uno o più degli operatori. L'unico requisito richiesto è la regolarità contributiva. L'iniziativa Enpaf terminerà alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria. A oggi sono stati effettuati un primo versamento di 500mila euro, uno successivo oltre 134mila e un ulteriore di poco meno di 276mila. Il fondo che finanzia l'iniziativa ha ancora una disponibilità residua pari a oltre 724mila euro, ma, dal momento che le domande sono numerose, con ogni probabilità, il Consiglio di amministrazione ne integrerà, all'esaurimento, lo stanziamento». A ogni modo, «la tutela degli iscritti è avvenuta anche con modalità indiretta, attraverso il fondo per il reddito ultima istanza, messo a disposizione di tutti i professionisti per venire incontro alle perdite reddituali, connesse al lockdown. Si è trattato di tre erogazioni, avvenute a marzo, ad aprile e a maggio (le prime due di 600 euro e l'ultima di 1000). In totale, nel primo mese è stato erogato 1,5 milioni di euro a 2679 farmacisti, nel secondo 1,9 mln a oltre 3000 iscritti e a maggio 3,3 mln per 3300 iscritti. Le domande pervenute, in realtà, sono state più numerose. L'operazione per ora è conclusa».

Sostegno ad assunzioni e contratti subordinati a tempo determinato

C'è poi anche un'altra tipologia di sostegno non direttamente legato all'emergenza ma che ha avuto grande riscontro: «Si tratta del sostegno alla occupazione, finalizzato a favorire le assunzioni o le trasformazioni in contratti subordinati a tempo determinato. Un Contributo, questo, che va al datore di lavoro, titolare di farmacia o parafarmacia, che abbia assunto dal primo gennaio 2019 un farmacista di età inferiore ai 30 anni o superiore ai 50, purché in condizione di disoccupazione da almeno 6 mesi - due categorie che hanno difficoltà a collocarsi nel mercato del lavoro. Si tratta, quindi, di un sostegno che va a coprire una percentuale, variabile in base alla durata del contratto, degli oneri salariali tabellari, concorrendo in parte alle spese relative alla retribuzione del dipendente. La percentuale, in sostanza, viene calcolata sul costo della retribuzione ordinaria lorda sostenuto per il periodo di riferimento (minimo tabellare Ccnl). Solo quest'anno, l'erogazione ha superato i 355mila euro, le domande liquidate sono state 120, e altre 100 sono pervenute. Lo stanziamento ha ancora delle disponibilità, ma alla luce delle difficoltà legate all'emergenza, se dovesse andare a esaurimento, le somme potrebbero essere integrate. Il contratto di lavoro deve essere in corso da almeno 8 mesi e la copertura, come detto, cresce in relazione alla durata, per arrivare a un tetto del 40% ai tre anni di contratto». «Continuiamo ad assicurare la nostra presenza attiva a tutela dei colleghi in maggiore difficoltà, anche purtroppo per motivi sanitari derivanti dall'emergenza in atto» è stato il commento di Paolo Savigni, vicepresidente Enpaf «nella consapevolezza che gli sforzi messi in campo, al pari di quelli delle altre Casse dei professionisti, siano la migliore dimostrazione dell'importanza dell'assetto ordinamentale della previdenza obbligatoria dei professionisti, funzionale alla tutela di tutti gli iscritti in stato di bisogno. Tra i soggetti beneficiari vi sono anche coloro che, con una contribuzione versata pari a poco più di 100 euro, hanno ricevuto dalla sezione assistenza dell'Ente prestazioni significative che altrimenti non avrebbero ottenuto».

Bilancio di previsione 2021

Intanto, sempre da Enpaf sono arrivati oggi i dati del bilancio di previsione per il 2021, approvato oggi all'unanimità dal Consiglio nazionale. A essere messo in rilievo, come si legge in una nota, «un utile di esercizio di oltre 129 milioni di euro, con entrate contributive stimate per un ammontare complessivo di circa 276 milioni di euro. Il saldo previdenziale, dato dalla differenza tra entrate contributive e uscite per prestazioni, si attesta, invece, a 107 milioni di euro. I dati previsionali confermano le prospettive di rafforzamento della gestione previdenziale. Mentre, le minori entrate riferite alla contribuzione soggettiva, pari a 3 milioni di euro, sono compensate dalla corrispondente previsione di entrata del contributo 0,5%, ex lege 205/2017, per oltre 4 milioni di euro. Nel calcolo della remunerazione della gestione patrimoniale, pari a oltre 44 milioni di euro, sono state considerate unicamente le componenti positive, come cedole, dividendi e proventi da locazioni di immobili». «In questo delicato momento storico» è il commento del presidente dell'Enpaf, Emilio Croce, «con le misure assistenziali messe in campo dal Consiglio di amministrazione, abbiamo alleviato il bisogno di tutti i colleghi colpiti dal Covid-19 e continueremo a farlo fino al termine dell'emergenza epidemiologica. L'Ente, infatti, conferma la propria presenza attiva al fianco degli iscritti contagiati dal virus e, nella denegata ipotesi di decesso, dei loro eredi, a prescindere dalla condizione contributiva e reddituale. Ci attendono mesi difficili, ma credo che la nostra professione, nell'unità, riuscirà a consolidare ulteriormente il proprio ruolo insostituibile di presidio sanitario al servizio dei cittadini, in molti casi integrativo alle funzioni della medicina territoriale».

Francesca Giani
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