Sanità

mar92021

Covid, Cts: necessari nuovi divieti e accelerazione piano vaccini. Draghi priorità a fragili e categorie a rischio

Covid, Cts: necessari nuovi divieti e accelerazione piano vaccini. Draghi priorità a fragili e categorie a rischio

Il Comitato tecnico scientifico si è riunito per valutare nuove misure restrittive per limitare l'aumento dei contagi: escluso il lockdown nazionale ma le regole per ogni fascia vanno inasprite

Frenare i contagi adottando misure di contenimento con possibili modifiche al Dpcm in vigore per contrastare la terza ondata dell'epidemia che il governo sta valutando, e accelerare sul piano vaccini. A fare il punto è il Comitato tecnico scientifico riunitosi oggi per valutare eventuali nuove misure restrittive in seguito all'aumento dei contagi legato alla diffusione delle varianti di Coronavirus. un'ulteriore stretta nei fine settimana, con chiusure generalizzate, e delle zone rosse più rigide, come venne fatto a Codogno e negli altri comuni nella prima ondata del virus.

Cts: misure più stringenti ma no lockdown nazionale

Il Comitato tecnico scientifico, riportano le agenzie, avrebbe categoricamente escluso il lockdown nazionale: la strada da seguire resta il sistema a fasce e gradualità, ma tutte le regole, per ogni livello, vanno inasprite. Secondo l'indicazione data al governo, per i weekend è necessario avere regole come quelle in vigore a Natale, rafforzare misure in zona gialla e una zona rossa automatica appena si supera la soglia dei 250 casi su 100 mila abitanti in 7 giorni. Una zona rossa che sia però totale, rafforzata, con misure stringenti. Il passaggio in zona rossa (non solo scuole chiuse), ha raccomandato il Cts, deve essere quindi automatico e non a discrezione del governatore come prevede ora il dpcm. L'ulteriore stretta nei fine settimana deve prevedere chiusure generalizzate, come già fatto durante le vacanze di Natale e un rafforzamento delle misure per le zone gialle, con l'obiettivo di ridurre i contatti. Gli esperti avrebbero anche segnalato la necessità di ridurre l'incidenza per ristabilire il contact tracing. Gli esperti del Cts hanno anche segnalato la necessità di potenziare il sequenziamento del virus per individuare prima possibile le varianti. Si tratta di indicazioni già fornite al governo ha fatto notare il comitato più volte proposte già dallo scorso gennaio, ma sono stati sempre inascoltate.

Distribuzione vaccini: accelerare. Premier incontra Ad Poste italiane

Tra le indicazioni del Cts anche quella di estendere la campagna vaccinale a più soggetti possibili e nei tempi più brevi possibili. Ed è sul piano vaccini che il presidente del Consiglio intende accelerare. L'organizzazione della distribuzione dei vaccini è stata discussa ieri dal premier Mario Draghi, in una riunione con i ministri degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, e della Salute, Roberto Speranza, con il commissario per l'emergenza Francesco Paolo Figliuolo, e il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio. Prima dell'incontro con il presidente del Consiglio si era tenuto un vertice durato circa un'ora e mezza e tra i punti principali c'è l'organizzazione della logistica, coinvolgendo anche le Poste, rappresentate al tavolo di Palazzo Chigi dall'Ad Matteo Del Fante.

Draghi: precedenza a persone più fragili e categorie a rischio

Poi c'è l'aspetto dell'approvvigionamento: il premier, che nei prossimi giorni potrebbe sentire il presidente americano Joe Biden e parlare anche di vaccini, ha spinto in Europa per il blocco all'export delle aziende inadempienti e sarebbe pronto ad aprire alla somministrazione di dosi di tutti i vaccini validati dall'Ema, incluso Sputnik. L'accelerazione, che deriva anche da scelte come quella di autorizzare Astrazeneca per gli over 65, porterà a un "deciso potenziamento" delle dosi nelle prossime settimane, ma l'aspetto su cui il presidente del Consiglio sceglie di soffermarsi è quello del coordinamento del piano su base nazionale e dei criteri per la somministrazione: «Nel piano di vaccinazioni, che nei prossimi giorni sarà decisamente potenziato, si privilegeranno le persone più fragili e le categorie a rischio - ha detto Draghi, in un videomessaggio -. Aspettare il proprio turno è un modo anche per tutelare la salute dei nostri concittadini più deboli. Questo non è il momento di dividerci o di riaffermare le nostre identità. Ognuno deve fare la propria parte nel contenere la diffusione del virus. Ma soprattutto il governo deve fare la sua. Anzi deve cercare ogni giorno di fare di più».

Accelerazione sui punti vaccinali: obiettivo 2 mila somministrazioni al giorno

L'accelerazione dovrebbe arrivare da aprile in poi, ma dipende in primo luogo dall'arrivo delle dosi promesse. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ricordato che finora AstraZeneca ha consegnato meno del 10% delle dosi pattuite nel primo trimestre e ha sottolineato di «aver sostenuto» l'Italia sullo stop all'export. Da AstraZeneca intano un segnale positivo, dopo aver promesso di recuperare nel secondo trimestre, sono state consegnate 684 mila dosi, quelle previste. Sui punti vaccinali dove materialmente saranno somministrate le dosi, l'ufficio del commissario all'emergenza Figliuolo, è al lavoro per allargare la rete insieme alla Protezione civile: al momento sono 142 i nuclei vaccinali mobili, che dovranno raggiungere i centri isolati. Ma si punta ad arrivare a 200. Si lavora a un protocollo con Confindustria per vaccinare anche sui luoghi di lavoro, utilizzando per le piccole aziende gli ambulatori Inail. Oltre ai medici di famiglia il nuovo vaccino della Janssen, più facile da utilizzare, dovrebbe essere affidato anche alle farmacie. Un grande aiuto dovrebbe arrivare poi dai volontari. Potrebbe essere accolto anche il suggerimento del sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè, che propone di utilizzare «i Lions e i Rotary, che hanno oltre 2 mila club con 91 mila soci tra i quali molti medici anche in pensione che possono e devono mettersi a disposizione». L'accelerazione attesa da aprile in poi dovrà passare soprattutto per i grandi centri vaccinali, quelli capaci di viaggiare sulle 2 mila somministrazioni al giorno. E in particolare sulla conversione dei drive through della Difesa, utilizzati finora per i tamponi.
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