Sanità

feb172021

Covid. Draghi: ampliare punti di accesso a vaccini. Filiera: apertura importante al territorio

Covid. Draghi: ampliare punti di accesso a vaccini. Filiera: apertura importante al territorio

Per il presidente del Consiglio Mario Draghi tra le priorità per far ripartire il Paese c'è la campagna vaccinale: "la distribuzione dei vaccini deve essere rapida ed efficiente"

Tra le priorità per far ripartire il Paese, secondo Mario Draghi, presidente del Consiglio, nel suo primo discorso al Senato, al primo posto c'è una «veloce» campagna vaccinale, «non solo per proteggere gli individui, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus». Se «gli scienziati in soli 12 mesi hanno fatto un miracolo mai accaduto prima», adesso tocca alla distribuzione del vaccino, che deve essere «rapida ed efficiente». E su questo punto Draghi guarda a «tutte le strutture disponibili, pubbliche e private», anche «al di fuori della cerchia ristretta di ospedali autorizzati». Un obiettivo, questo, che è stato accolto positivamente e indicato come una «importante apertura» verso farmacie e farmacisti dalla filiera.

Draghi: campagna vaccini sia veloce. La filiera risponde alla chiamata

«Ottenute le quantità sufficienti di vaccino, la nostra prima sfida» sono le parole di Mario Draghi, presidente del Consiglio, nel suo discorso programmatico «eÌ distribuirlo rapidamente ed efficientemente. Abbiamo bisogno di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare» e «non dobbiamo limitare le vaccinazioni all'interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private. Facendo tesoro dell'esperienza fatta con i tamponi che, dopo un ritardo iniziale, sono stati permessi anche al di fuori della ristretta cerchia di ospedali autorizzati. E soprattutto imparando da Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi, disponendo subito di quantità di vaccini adeguate. La velocitaÌ eÌ essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus». A essere centrale nel prossimo periodo, è il commento di Andrea Mandelli, presidente Fofi, «è la necessità di accelerare la campagna di vaccinazione anti Covid e di sfruttare a pieno regime gli spazi pubblici e privati già oggi a nostra disposizione e su questo da Draghi è stato giustamente posto l'accento. È una visione che condividiamo e al riguardo ribadiamo che i 60mila farmacisti che esercitano nelle oltre 19mila farmacie sono da subito a disposizione. La rete delle farmacie rappresenta infatti una infrastruttura con una straordinaria capillarità sul territorio, già pronta e operativa perché ha al suo interno le professionalità necessarie, come stabilito dalla legge di Bilancio di quest'anno, per somministrare in sicurezza le vaccinazioni anti Covid alla popolazione generale».
Sul punto arriva il plauso anche da Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi che a Farmacista33 commenta: «È un'apertura importante che attribuisce valore e riconoscimento alla capacità della farmacia di rappresentare un punto di accesso sanitario per i cittadini, tanto da poter qualificarsi come elemento fondamentale nell'efficienza di una campagna che ha la necessità di essere rapida e capillare. La rete delle farmacie e della distribuzione intermedia hanno dimostrato in questi mesi di emergenza tutta la loro importanza nella garanzia della continuità dell'assistenza farmaceutica e, ancora di più di fronte a questa sfida, non possiamo che ribadire la nostra disponibilità ad attivarci celermente». Alla luce di questo, diventa ancora più importante anche che «i farmacisti, il personale della farmacia e, in generale, tutti gli operatori della filiera, compresi magazzinieri e corrieri delle aziende della distribuzione intermedia, come abbiamo più volte indicato a Ministero della Salute e Assessori regionali, siano tutelati e vaccinati già in questa prima fase».

Territorio, assistenza domiciliare e telemedicina chiavi di volta per sanità

Da Draghi arriva poi una riflessione sulla «sanità territoriale, che va rafforzata e ridisegnata realizzando una forte rete di servizi di base (case della comunità, ospedali di comunità, consultori, centri di salute mentale, centri di prossimità contro la povertà sanitaria)». Non solo: «la casa come principale luogo di cura eÌ oggi possibile con la telemedicina, con l'assistenza domiciliare integrata». «La farmacia dei servizi» commenta ancora Mandelli «rappresenta già oggi un'esperienza assolutamente in linea con questa impostazione. Con i servizi assistenziali e sanitari erogati al suo interno ma anche al domicilio del paziente, questo presidio sanitario polifunzionale costituisce infatti un pilastro fondamentale di quella "casa come luogo principale di cura" indicata come prospettiva futura di una sanità moderna, efficace e vicina al cittadino».

Francesca Giani
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