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17 Marzo 2021

Covid-19. Gestione al domicilio: il punto sui farmaci raccomandati. Il ruolo della farmacia


Il ruolo del farmacista nella terapia domiciliare del paziente Covid-19 e il punto sulle indicazioni Aifa dei farmaci raccomandati

Che ruolo può avere il farmacista territoriale nella terapia domiciliare del paziente Covid-19 tra tachipirina, vitamina D, farmaci antinfiammatori non steroidei, cortisonici, eparine, antivirali, antibiotici, idrossiclorochina e, ora, anticorpi monoclonali? Durante la pandemia si sono avvicendate indicazioni Aifa molto discusse su molti dei farmaci citati. Le riassumiamo.

I farmaci: ecco come sono cambiate le indicazioni

Idrossiclorochina - Era ammessa sul territorio solo nell'ambito di trial clinici. L'11 dicembre 2020 il consiglio di stato ha sospeso l'indicazione estiva dell'Agenzia del Farmaco di non prescriverla rimettendo ogni decisione al medico. In Piemonte proprio un trial territoriale ha portato ad approvare, unica regione in Italia, un protocollo che apre ad idrossiclorochina nella fase precoce della malattia insieme a Fans e vitamina D per evitare ricoveri in ospedale. Sempre l'11 dicembre, la stessa Aifa lanciava nuove indicazioni nelle quali, bocciati o "imbrigliati" gli altri principi attivi, indicava come "gold standard" il paracetamolo, in "vigile attesa" di possibili peggioramenti. Giorni fa un'altra ordinanza del consiglio di stato ha sospeso, tra le indicazioni decembrine, proprio questa norma ma Aifa al momento non ha modificato le linee guida.

Eparine - L'uso di eparine a basso peso molecolare è raccomandato secondo Aifa nel paziente con infezione respiratoria acuta allettato o con ridotta mobilità, e in assenza di controindicazioni. Rischio cardiovascolare elevato, alti livelli di ferritina, obesità BMI>30, livelli D-dimero 4-6 volte oltre la norma possono suggerire l'uso a dosi intermedie/terapeutiche.

Antibiotici ed antivirali - Come per l'idrossiclorochina, Aifa ha sospeso il ricorso alle combinazioni antivirali darunavir+cobicistat e lopinavir+ ritonavir, a meno che non siano implicate da studi clinici e anche l'uso di azitromicina per indicazioni diverse da quelle registrate va considerato solo nell'ambito di studi clinici randomizzati; l'anti-artrite remdesivir va usato solo su pazienti in ossigenoterapia ospedalizzati malati da non più di 10 giorni. Sulla vitamina D restano le restrizioni che la relegano a patologie ossee ed a gravidanza allattamento, o al "deficit" (sotto 20 ng/mL).

Cortisonici - L'uso eÌ raccomandato nei soggetti con malattia Covid- 19 grave che necessitano di ossigeno, ventilati o meno. A Bologna c'è polemica tra infettivologi del Sant'Orsola e medici di famiglia: i primi accusano un eccesso di prescrizione sul territorio, che si lega ad una più rapida replicazione del virus e al peggioramento della malattia.

Anticorpi monoclonali - A febbraio con procedura eccezionale ex decreto 219 del 2006, sono stati approvati a carico Ssn l'anticorpo bamlanivimab e le combinazioni bamlanivimab + etesevimab di Eli Lilly e casirivimab + imdevimab di Regeneron Roche; il 9 marzo Aifa ha dettagliato che, per il solo bamlanivimab, i pazienti vanno indirizzati dal medico di famiglia o pediatra a centri dove verrà prescritto e somministrato il medicinale, ma devono essere malati lievi e nel contempo a rischio di sviluppare patologia mortale: soggetti obesi, immunodepressi, in dialisi, over 65 con fattori di rischio vascolari od over 55 con pregresso infarto stroke o con bpco, ragazzi da 12 a 17 anni con malattie del sangue, dello sviluppo, cardiopatie, neurologiche, legati a dispositivi medici.

Saturimetri e consiglio su farmaci e stile di vita: il ruolo del farmacista

Il ruolo della farmacia - Come ha messo in luce l'indagine [1] pubblicata da International Journal of Clinical Pharmacy, a cura della Società italiana di farmacia clinica-Sifac e Humanitas University, il farmacista è diventato nel 2020 riferimento nella gestione dei minor diseases e nel monitoraggio delle terapie croniche ampliando nel 76% dei casi i suoi servizi consulenziali. «Il farmacista - sottolinea il presidente Sifac Corrado Giua - può fornire un valido supporto nel monitoraggio domiciliare: il suo contatto continuo con i pazienti lo colloca in una posizione ottimale per monitorarne le condizioni e individuare prontamente un peggioramento delle stesse. Al di là del monitoraggio di alcuni aspetti clinici relativi alle terapie farmacologiche, quali ad esempio l'aderenza alle stesse o la comparsa di eventuali reazioni avverse, particolarmente rilevante può essere anche il monitoraggio della saturazione dell'ossigeno tramite il pulsossimetro. Tale strumento - continua Giua - rappresenta una pietra angolare tra la terapia domiciliare del paziente e quella ospedaliera o, in alternativa, tra l'entità lieve-moderata della malattia e quella severa, che necessita di ossigenoterapia. Fondamentale è quindi, in quest'ottica, seguire i parametri di saturazione emoglobinica ma, ancor prima, istruire il paziente ad un corretto utilizzo dello strumento stesso. A tal proposito, le Linee guida del Ministero della Salute raccomandano di misurare la saturazione non soltanto a riposo ma anche sotto sforzo, eseguendo il "test del cammino" o "il test della sedia", ampiamente documentati in letteratura, che impongono di effettuare la rilevazione a seguito di sforzi, eseguiti, ad esempio, nel primo caso, facendo camminare il paziente per casa in un percorso senza interruzioni per 6 minuti. Il valore dell'ossigenazione del sangue sotto sforzo - conclude Giua - fornisce infatti un'informazione affidabile e quantitativa e consente di individuare anche quelle condizioni di ipossia che sono talvolta "silenti", in quanto non accompagnate da una sintomatologia clinica oggettiva di dispnea, per sottoporle dunque all'attenzione medica ai fini di un'eventuale ossigenoterapia domiciliare o, nei casi più gravi, ospedaliera. Il monitoraggio pone, in tal senso, le basi per candidare il farmacista al ruolo di detector, ancor meglio se coadiuvato dall'ausilio di saturimetri mediante telemedicina».

Mauro Miserendino

Fonti

[1] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33449247/   

TAG: FARMACISTI, ASSISTENZA DOMICILIARE, FARMACISTA, COVID-19

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