Sanità

giu242020

Covid-19, Ilaria Capua: il virus non è cambiato, occorre prudenza

Covid-19, Ilaria Capua: il virus non è cambiato, occorre prudenza

La virologa Ilaria Capua sulla situazione attuale: "impossibile prevedere se ci sarà una seconda ondata, quello che si può dire è che il virus non si è modificato. Occorre prudenza"

«È impossibile, oggi come oggi, prevedere se ci sarà una seconda ondata del Covid-19. Quello che si può dire è che, stando agli studi finora noti, il virus non si è modificato. Occorre dunque muoversi con prudenza, consapevoli però che un eventuale ritorno della pandemia potrà essere affrontato con strumenti molto più adeguati rispetto a quanto successo alcuni mesi fa». Virologa di fama internazionale e da alcuni anni direttrice del One Health Center of Excellence dell'Università della Florida, Ilaria Capua delinea un quadro generale della situazione partecipando all'evento on line su "Scienza, salute, società: l'impatto globale e trasversale del Covid-19", organizzato dal forum del Principato di Monaco Women for Women International con il supporto di Walgreens Boots Alliance.

Ripartire con le dovute misure di sicurezza

Dopo i saluti del principe Alberto II di Monaco e di Evelyne Genta, ambasciatrice di Monaco nel Regno Unito, Ornella Barra, Co-Chief Operating Officer, Walgreens Boots Alliance, avvia un dialogo con la scienziata italiana. Partendo dalla sua esperienza di imprenditrice e manager di un Gruppo globale come Wba, abituata a passare centinaia di ore della sua vita in aereo, tra Stati Uniti, Europa e Cina. «All'improvviso, la stasi, il silenzio, l'immobilità, lo smarrimento iniziale che con il tempo lascia spazio alla necessità di razionalizzare quello che stiamo vivendo. Fino alla graduale ripresa, nella consapevolezza che forse niente sarà come prima». La tecnologia si è rivelata, nelle settimane del lockdown, ancora più essenziale, ma, ammette Barra, «a me manca la relazione umana e lo smart working, pur con tutte le possibilità che offre, non può sostituirsi ai rapporti che usualmente si intrattengono nel luogo di lavoro. Senza contare che lavorare tutti da casa implica un blocco quasi completo dei consumi e quindi della gran parte delle tradizionali attività economiche, con tutto quello che ne consegue». È ora di ripartire, insomma, l'auspicio di Barra è che presto si ritorni a lavorare insieme, negli uffici, pur con tutte le dovute norme di sicurezza. «Le migliaia di farmacie che fanno capo a Wba hanno continuato a operare durante l'emergenza, negli Usa come nel Regno Unito e in Cina, e in particolare nella provincia di Hubei, epicentro della pandemia, dove ne sono dislocate quattrocento. A tutti i farmacisti che nel mondo sono stati vicini alla popolazione va il nostro più sentito ringraziamento». E il futuro? «Sono sicura che Stati Uniti e Cina si riprenderanno in fretta, ma, più in generale, è necessario che prevalga la solidarietà tra i Paesi: unire le forze invece che isolarsi come spesso si tende a fare».

La quarantena necessaria perché nessuno possedeva gli anticorpi

Divenuta in questi mesi un volto televisivo ormai familiare, Capua ripercorre per sommi capi la storia del Covid-19. Il pipistrello, i mercati di animali vivi in Cina («che anderebbero aboliti»), il salto di specie, la rapidità inaudita con la quale il virus si è propagato, figlia di una globalizzazione che ha nel trasporto aereo il suo emblema più caratterizzante. La necessità della quarantena non tanto per la gravità del virus in se stesso, «che si può catalogare come una sindrome para-influenzale, quanto per il fatto che nessuno ne possedeva gli anticorpi né conoscevamo le opzioni terapeutiche per affrontarlo». Ripensare completamente il sistema di vita che ci ha condotto a questa emergenza? Più facile a dirsi che a farsi, anche se il pianeta, con il lockdown, «ha ripreso a respirare». Intanto, ricorda Capua, l'Istituto che dirige sta impegnandosi nella ricerca su alcuni fattori ancora tutti da esplorare. Per esempio, la "preferenza di genere" del virus, che colpisce molto meno le donne; oppure gli interrogativi sulla possibile incidenza dell'inquinamento nel diffondersi del contagio, considerando che grandi centri urbani come Milano, New York e Londra sono stati tra le località più interessate dall'ondata pandemica.

Giuseppe Tandoi
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