Sanità

set222021

Covid-19. In UK farmacie in prima linea per la terza dose

Covid-19. In UK farmacie in prima linea per la terza dose

Partita in Gran Bretagna la campagna per la terza dose dei vaccini anti-Covid. Farmacie già coinvolte nel programma di vaccinazione

Sono partiti in Gran Bretagna i richiami vaccinali contro il Covid-19 a tutti gli individui di età superiore ai 50 anni. Le istituzioni sanitarie inglesi e il "Joint Committee on Vaccination and Immunisation (JCVI)" hanno consigliato l'utilizzo di vaccini Pfizer/BioNTech indipendentemente dal prodotto utilizzato per la vaccinazione primaria a una o due dosi. Il richiamo sarà offerto non prima del passaggio di un periodo di sei mesi dalla seconda dose. Questo, secondo le istituzioni sanitarie britanniche, manterrà "un alto livello di protezione per tutto il periodo invernale". La dose di richiamo sarà somministrata a tutti coloro che sono stati vaccinati durante la "fase 1", nello stesso ordine di coorti per le prime due dosi del vaccino.

Terza dose generalmente ben tollerata

In alternativa, la guida redatta dal JCVI dichiara che potrebbe essere anche offerta una mezza dose (50 microgrammi) del vaccino Moderna, che dovrebbe essere ben tollerato e fornire una forte risposta immunitaria. JCVI consiglia una mezza dose di vaccino Moderna rispetto a una dose intera a causa dei livelli di reattogenicità osservati nell'ambito dello studio COV-BOOST, condotto dall'ospedale universitario Southampton NHS Foundation Trust e sostenuto da finanziamenti governativi attraverso la Vaccines Taskforce. La ricerca ha arruolato quasi 3.000 partecipanti per indagare sui vaccini più efficaci in fase di richiamo, rispetto al prodotto utilizzato nella vaccinazione primaria. La guida del JCVI afferma che "I dati dello studio COV-BOOST indicano che le dosi di richiamo dei vaccini COVID-19 sono generalmente ben tollerate e forniscono un sostanziale aumento delle risposte immunitarie. In particolare, i vaccini mRNA forniscono un forte effetto immunologico, indipendentemente dal fatto che la vaccinazione primaria fosse con il vaccino Pfizer-BioNTech o AstraZeneca". Tuttavia, JCVI aggiunge che qualora i vaccini Moderna o Pfizer/BioNTech non possano essere utilizzati (ad esempio a causa di controindicazioni) ai pazienti potrà essere somministrato l'Oxford/AstraZeneca.

Farmacie pronte a svolgere ruolo importante e già rodato

Wei Shen Lim, responsabile del "Covid-19 Immunisation" per la JCVI, ha affermato che questa nuova campagna "non implica che ci sarà un programma ricorrente di dosi di richiamo ogni sei mesi". Shen Lim tiene a precisare che "ulteriori consigli e linee guida arriveranno in uno stadio forse più stabile per quanto riguarda la situazione delle infezioni da SARS COV 2". Lim ha aggiunto che queste raccomandazioni "non implicano il fatto che tutti gli individui sani avranno necessariamente bisogno di una dose di richiamo". Commentando il parere della JCVI, Leyla Hannbeck, amministratore delegato dell'Association of Independent Multiple Pharmacies, ha dichiarato: "Le farmacie comunitarie sono pronte a svolgere un ruolo importante nella fornitura di vaccini di richiamo contro il Covid-19 e dovranno essere chiamate in causa. Con i medici che già lottano per far fronte alla crisi sanitaria e i reparti di emergenza ospedaliera occupati, le farmacie dovrebbero essere utilizzate al massimo durante l'inverno, per aiutare a ridurre la pressione sul servizio sanitario nazionale".
Anche Andrew Lane, presidente della National Pharmacy Association, ha dichiarato: "Le farmacie sono un ottimo presidio per fornire le vaccinazioni di richiamo contro Sars-Cov-2, consentendo ai medici di base di concentrarsi sull'eliminazione dell'arretrato sanitario nel servizio sanitario nazionale". Alastair Buxton, direttore dei servizi NHS presso il Pharmaceutical Services Negotiating Committee (PSNC), ha affermato che "è davvero lieto che un gran numero di farmacie abbia voluto essere coinvolto nel programma di vaccinazione richiamo contro il Covid-19 e, dato lo straordinario curriculum delle farmacie già coinvolte nel programma di vaccinazione, siamo sicuri che forniranno proprio ciò di cui i pazienti e il nostro SSN hanno bisogno nei mesi invernali a venire".

Cristoforo Zervos
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