Sanità

apr82020

Covid-19, misure di sicurezza in farmacia: regole e crediti fiscali per la sanificazione degli ambienti

Covid-19, misure di sicurezza in farmacia: regole e crediti fiscali per la sanificazione degli ambienti

Le farmacie sono i presidi sanitari più accessibili per chi presenta una sintomatologia e i farmacisti sono una categoria a forte rischio contagio. Ecco le misure di sicurezza da adottare tra cui la procedura di sanificazione degli ambienti

I farmacisti sul territorio continuano a garantire, in prima linea, un servizio essenziale e, dal momento che farmacie e parafarmacie sono i presidi sanitari più accessibili per chi presenti una sintomatologia, sono una categoria a forte rischio contagio. Nonostante questo, sono ancora molte le segnalazioni di dispositivi di protezione individuali non sufficienti e anche il servizio a battenti chiusi, che alcune Amministrazioni hanno concesso, pur con determinati paletti, è ancora a macchia di leopardo. Il quadro emerge da Farmacie.blog, in un articolo in cui vengono richiamate le previsioni del Protocollo del 14 marzo tra sindacati e Governo. Tra queste, si fa anche riferimento alla sanificazione dei locali - periodica e in caso di presenza di persona con contagio -, su cui è stato previsto un bonus fiscale, in attesa dei dettagli attuativi.

Indispensabile la valutazione del rischio biologico

«Salute e sicurezza sul lavoro sono diritti fondamentali a cui siamo diventati più sensibili, perché tutti coloro che stanno lavorando per garantire i servizi essenziali, in questo periodo di emergenza Covid-19, sono a rischio contagio, e i farmacisti più di altri, in quanto presidio sanitario più accessibile per chi ha i primi sintomi» si legge in un post. Ma, «ci arrivano ancora troppe segnalazioni di Dpi carenti e ci sono ancora tanti colleghi che invocano i battenti chiusi, perché non si sentono in sicurezza, e, nonostante alcune ordinanze regionali, chieste anche dalla Fofi, lo consentano», si tratta di una misura ancora a macchia di leopardo.
«La Filcams-Cgil, a livello nazionale, già dal 6 marzo ha cominciato a chiedere a Federfarma e ad Assofarm la revisione dei Documenti di Valutazione dei Rischi, con riguardo a quello biologico» strumento fondamentale per definire e concordare «l'adozione delle misure di sicurezza necessarie».

Sanificazione quotidiana e misure in caso di persona con Covid-19

Un punto di riferimento importante per le misure di sicurezza da adottare è proprio il Protocollo del 14 marzo tra Governo e Parti sociali e, in particolare, si sottolinea nel Blog, tutte le previsioni relative alla sanificazione: «l'azienda» si legge nel Protocollo «assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago. Nel caso di presenza di una persona con Covid-19 all'interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute nonché alla loro ventilazione. Occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti. L'azienda, in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute secondo le modalità ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga)».
La «procedura di sanificazione» si legge nel post, «che richiede alcune ore e l'assenza di persone nei locali, è obbligatoria in maniera immediata solo quando ci sia stato nei locali un paziente e/o lavoratore Covid positivo». Per quanto riguarda la periodicità, «alcune aziende hanno concordato una volta a settimana, di domenica, a farmacia chiusa» ma in generale ogni «realtà è diversa» e anche l'offerta di aziende specializzate «è di tutti i tipi e a volte con liste di attesa». Obbligatorie invece «sono le pulizie quotidiane di tutti gli ambienti, le superfici, le postazioni di lavoro e gli oggetti d'uso con prodotti adatti a eliminare la contaminazione virale».

Credito di imposta per la sanificazione: in attesa dell'operatività

Ma, va detto, che per le operazioni di sanificazione, il Decreto "Cura Italia", all'articolo 64, ha previsto un «credito d'imposta, nella misura del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo massimo di 50 milioni di euro per l'anno 2020 per gli esercenti attività d'impresa, arte o professione». Ma, come evidenziato in un articolo di Odontoiatria33, del 6 aprile, «c'è il dubbio se tale credito si applichi al costo della prestazione effettuata da una azienda specializzata che svolga periodicamente l'attività, oppure possa essere utilizzato anche dal datore di lavoro, che provveda ad acquistare prodotti necessari ed attrezzature, per svolgere 'in proprio' il processo di sanificazione a fine giornata». A ogni modo, «entro il 16 aprile, dovrebbe essere emanato un Decreto da parte del Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze che stabilisce i criteri e le modalità di fruizione del credito di imposta».
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