Sanità

feb92021

Covid-19. Nel piano Vaccini sei categorie di priorità: ecco l'aggiornamento. Per Regioni difficile applicazione

Covid-19. Nel piano Vaccini sei categorie di priorità: ecco l'aggiornamento. Per Regioni difficile applicazione

Aggiornato il Piano nazionale vaccini: saranno sei le categorie di persone che saranno vaccinate nella seconda fase, in ordine di priorità, a cominciare dai soggetti estremamente vulnerabili

Sono sei le categorie di persone che saranno vaccinate, in ordine di priorità nella seconda fase della campagna vaccinale, a cominciare dai soggetti "estremamente vulnerabili" per particolari patologie, indipendentemente dall'età. Lo prevede l'aggiornamento del "Piano nazionale vaccini" documento redatto da Ministero della Salute, Commissario per l'emergenza, Iss, Aifa e Agenas. Nel testo sono state identificate le categorie di popolazione da vaccinare dopo la prima fase che ha visto sotto la lente d'ingrandimento gli operatori sanitari e sociosanitari, le Rsa e gli over 80.
Il documento è stato presentato come informativa alla Conferenza Stato Regioni che però ha rinviato le considerazione "ad un ulteriore approfondimento da condurre a livello tecnico". Secondo la Commissione Salute il piano è di difficile applicazione per carenza di dosi vaccinali.

I presupposti dell'aggiornamento: disponibilità limitata vaccini

Il documento, che "si ispira ai valori e principi di equità, reciprocità, legittimità, protezione, promozione della salute e del benessere", parte dall'assunto di una fase iniziale con disponibilità limitata dei vaccini contro Sars-Cov 2 ed è stato compilato definendo alcune priorità, con una strategia che si focalizza sulla riduzione diretta della mortalità e della morbilità. Il testo "individua come categorie prioritarie gli operatori sanitari e sociosanitari, il personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani, gli anziani over 80, le persone dai 60 ai 79 anni, la popolazione con almeno una comorbidità cronica e riporta inoltre che, con l'aumento delle dosi di vaccino disponibili, si inizierà a vaccinare anche altre categorie di popolazione tra le quali quelle appartenenti ai servizi essenziali, quali anzitutto gli insegnati ed il personale scolastico, le forze dell'ordine, il personale delle carceri e dei luoghi di comunità". Il piano tende anche a sottolineare che, "in ragione della maggiore robustezza delle evidenze di efficacia", ci sarà "un utilizzo preferenziale dei vaccini a Rna messaggero (mRna) nei soggetti anziani e/o a più atto rischio di sviluppare una malattia grave, mentre l'indicazione per il vaccino AstraZeneca resterà preferenziale per la popolazione tra i 18 e 55 anni di età e senza patologie gravi, per la quale sono disponibili dati più solidi".

Le categorie in ordine di priorità

La strategia ha come "obiettivo specifico di stabilire l'ordine di priorità con particolare rilievo a considerazioni di carattere sanitario, definito sulla base del criterio del maggior rischio di letalità correlato al Covid-19". Sulla base delle analisi e degli studi scientifici, sono stati individuati come parametri fondamentali l'età avanzata e la presenza di condizioni patologiche, parametri di correlazione principali con la mortalità per Covid-19.
Sulla base di questi criteri è stato definito il seguente ordine di priorità:

Categoria 1. Le persone estremamente vulnerabili, intese come affette da condizioni che, per danno d'organo preesistente o in ragione di una compromissione della risposta immunitaria a Sars-CoV-2, hanno un rischio particolarmente elevato di sviluppare forme gravi o letali di Covid-19, a partire dai 16 anni di età (stima popolazione 2.083.609).

Gli over 70: Categoria 2 (persone di età compresa tra 75 e 79 anni) e Categoria 3 (persone di età compresa tra i 70 e i 74 anni), fascia definita sulla base del criterio anagrafico e che assume un ruolo preponderante nella valutazione dei fattori di rischio di mortalità associata a Covid-19. È stato rilevato che in questa fascia di età il tasso di letalità di coloro che vengono a essere infettati risulta pari al 10% (stima popolazione tra 75 e 79 anni: 2.644.013. Stima popolazione tra 70 e 74 anni: 3.324.360).

Categoria 4. Si tratta di persone di età compresa tra 16 anni ai 69 anni di età con comorbidità che aumentano il rischio clinico se infettate da Sars-CoV-2. Una fascia di popolazione, quindi, a rischio di sviluppare forme severe di Covid-19, ma senza la connotazione di estrema gravità. Le tipologie di patologie prese in considerazione sono in gran parte le stesse assunte per la Categoria 1 (le persone estremamente vulnerabili), ma il livello di gravità è considerato inferiore ed è associato ad un'età anagrafica inferiore ai 70 anni. Di conseguenza, il rischio di letalità all'esposizione al Covid-19 risulta essere inferiore (stima popolazione: 5.845.447).

Categoria 5. Sono le persone tra i 55 e i 69 anni che non hanno condizioni tali da aumentare il rischio clinico. Nella fascia di età compresa tra 60 e 69 anni il tasso di letalità di coloro che vengono ad essere infettati risulta pari al 3%, mentre nella fascia di età compresa fra i 56 e i 60 anni il tasso di letalità a far corso dal mese di settembre 2020 di coloro che sono stati infettati e pari a circa lo 0.5% (stima popolazione: 11.901.855).

Categoria 6. Sono le persone di età compresa tra i 18 e 54 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico. È la fascia di popolazione non portatrice di patologie a cui è stato dedicato il vaccino di AstraZeneca. In questa fascia di soggetti, potrà essere data priorità di somministrazione al personale scolastico e universitario docente e non docente, alle Forze armate e di Polizie, per i setting a rischio quali penitenziari e luoghi di comunità e per il personale di altri servizi essenziali. A seguire verrà vaccinato il resto della popolazione (stima popolazione: 29.051.793).

Le Regioni: difficile da applicare per carenza di dosi

Secondo la Commissione Salute, riporta un'indicazione inviata alla Conferenza Stato-Regioni "l'integrazione al Piano nazionale vaccini contro Sars-Cov 2, proposta dal ministero della Salute, presenta alcune criticità e risulta in questa fase di difficile applicazione per la carenza delle dosi di vaccino disponibili e per l'indeterminatezza di alcune indicazioni. La Commissione ritiene opportuno concentrarsi sulle indicazioni necessarie a consentire da subito l'utilizzo del vaccino AstraZeneca, partendo dal personale scolastico e universitario docente e non docente, e rinviando ogni altra considerazione ad un ulteriore approfondimento da condurre a livello tecnico congiuntamente tra Regioni, Ministero, Aifa, Iss e Agenas. A tale riguardo infatti la Commissione è dell'avviso che un maggior dettaglio e l'ordine delle priorità delle categorie di cittadini da vaccinare dopo la fase 1, possano essere definiti anche con una circolare del Ministero della Salute. La Commissione, infine, ritiene necessario avviare un'interlocuzione con Aifa per valutare la possibilità di estendere l'utilizzo del vaccino Astrazeneca anche alla popolazione over 55 in assenza di patologie importanti".

Cristoforo Zervos
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>

SUL BANCO