Sanità

apr172020

Covid-19, novità sul fisco da Decreto Liquidità. Da Agenzia Entrate vademecum interpretativo

Covid-19, novità sul fisco da Decreto Liquidità. Da Agenzia Entrate vademecum interpretativo

Accesso al credito per imprese e professionisti e sostegno alla continuità delle aziende. Sono questi alcuni degli ambiti di azione del cosiddetto decreto Liquidità

Accesso al credito per imprese e professionisti e sostegno alla continuità delle aziende. Sono questi alcuni degli ambiti di azione del cosiddetto decreto Liquidità, finalizzato a sostenere le imprese in difficoltà a seguito delle misure restrittive per la gestione del Covid-19, ma di particolare attualità sono le norme relative alla sospensione di alcuni adempimenti fiscali. A fare il punto una circolare Fofi di ieri, che ripercorre tutte le norme previste, mentre dall'Agenzia delle Entrate sono state resi disponibili alcuni documenti esplicativi, tra cui un vademecum e una circolare interpretativa.

Le misure fiscali e contabili

Tra le misure di sostegno, finalizzate, tra le altre cose, a salvaguardare le imprese rispetto a problematiche di liquidità, ci sono anche quelle relative agli adempimenti fiscali. In particolare, come ricordato nella circolare Fofi, «all'articolo 18 si prevede la sospensione di versamenti tributari e contributivi, con la possibilità di:
- sospendere il pagamento di Iva, ritenute e contributi per i soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% dei ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% per chi ha redditi superiori a 50 milioni;
- la sospensione in ogni caso per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019;
- la sospensione del versamento Iva, a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni, per i residenti delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza, se il calo del fatturato sia di almeno il 33%.
I versamenti sospesi saranno effettuati entro il 30 giugno 2020, con la possibilità di rateizzazione in 5 tranche, a decorrere dal giugno».

I criteri di calcolo definiti dalle Entrate

Secondo quanto scrive l'Agenzia delle Entrate nella circolare n. 9/E del 13 aprile, con la quale vengono forniti i primi chiarimenti, come si legge in una circolare di ieri di Federfarma, «viene estesa a tutte le imprese, a prescindere dall'attività economica concretamente esercitata o da limiti dei ricavi o compensi dell'esercizio precedente, la sospensione dei versamenti in autoliquidazione in scadenza nei mesi di aprile e maggio 2020, relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilato, all'Iva e ai contributi previdenziali e assistenziali, nonché ai premi per l'assicurazione obbligatoria, purché l'impresa abbia subito una contrazione del fatturato rispetto ai mesi di marzo e aprile 2019. In ordine all'individuazione del mese di riferimento l'Agenzia precisa che occorre avere riguardo al momento di effettuazione dell'operazione e, quindi, al mese in cui l'operazione ha concorso nella liquidazione periodica dell'Iva. Quando le operazioni sono documentate sia da fatture che da corrispettivi, il confronto deve essere eseguito sulla somma dei due elementi. Pertanto, il concetto di fatturato, almeno ai sensi dell'articolo 18 del D.L. 23/2020, va inteso ad Iva compresa».
Inoltre, «la sospensione è condizionata alla diminuzione del fatturato per oltre il 33%, rapportando quello dei mesi di marzo ed aprile 2020 in confronto ai corrispondenti mesi dell'anno 2019, presi singolarmente. L'Agenzia precisa, al riguardo, che può accadere che i contribuenti possano usufruire della sospensione ad esempio per il mese maggio in virtù dello scostamento di aprile e non per il mese di aprile non essendoci stato scostamento sufficiente a marzo».

Novità sul calcolo degli acconti Irpef, Ires e Irap

Novità poi anche per il calcolo dell'acconto Irpes, Ires, Irap: in linea generale, «il calcolo normalmente è effettuato sulla base dell'imposta dovuta per l'anno precedente, al netto di detrazioni, crediti d'imposta e ritenute d'acconto risultanti dalla relativa dichiarazione dei redditi, ossia secondo il metodo storico. In alternativa coloro che, nell'anno in corso, presumono di avere un risultato economico inferiore rispetto al precedente possono ricorrere al metodo previsionale», considerando, «quindi, i redditi che il contribuente ipotizza di realizzare, nonché gli oneri deducibili e detraibili che dovrebbero essere sostenuti, i crediti d'imposta e le ritenute d'acconto». Solo «per il periodo d'imposta 2020» per agevolare i contribuenti che adottino tale metodo, «si prevede la non applicazione di sanzioni e interessi in caso di insufficiente versamento delle somme dovute se l'importo versato non è inferiore all'80% della somma che risulterebbe dovuta a titolo di acconto sulla base della dichiarazione relativa al periodo di imposta in corso».

Misure di accesso al credito

Nel decreto Liquidità, ampio spazio è dedicato infine anche alle misure di accesso al credito. Come sottolineato nella circolare Fofi si «prevede il rilascio di garanzie da parte dello Stato concesse, fino al 31 dicembre, attraverso la società Sace, del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, in favore di banche che effettuino finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma. Gli impegni assunti da Sace non superano l'importo massimo complessivo di 200 miliardi di euro. La garanzia eÌ rilasciata per finanziamenti non superiori a 6 anni, con la possibilità per le imprese di avvalersi di un preammortamento di durata fino a 24 mesi. Le imprese potranno ottenere una copertura dell'importo del finanziamento sulla base del numero dei dipendenti e del volume del fatturato e in particolare per le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro si ottiene una copertura pari al 90% dell'importo del finanziamento richiesto e per queste eÌ prevista una procedura semplificata per l'accesso alla garanzia. L'importo della garanzia non potrà superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall'azienda e, per le piccole e medie imprese, anche individuali o partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l'accesso alla garanzia rilasciata da Sace sarà subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacitaÌ di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo centrale di Garanzia».

Francesca Giani
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