Sanità

ott302020

Covid-19, ossigeno: aumenta consumo domiciliare. Le azioni per prevenire criticità

Covid-19, ossigeno: aumenta consumo domiciliare. Le azioni per prevenire criticità

In parallelo con l'aumento dei contagi Covid-19 c'è una crescita nel fabbisogno di ossigeno a domicilio in alcuni territori. A segnalarlo sono le farmacie che hanno avuto un aumento di richieste

In parallelo con l'aumento dei contagi, c'è una crescita nel fabbisogno di ossigeno a domicilio, in particolare in alcuni territori. Lo segnalano alcune farmacie, a fronte di un aumento di richieste da parte dei pazienti. «La situazione non è allarmante come durante la prima ondata» fa il punto Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi «ma è quanto mai opportuno muoversi per tempo». Intanto, alcune Asl, come per esempio in Toscana, hanno sollecitato le farmacie a farsi trovare pronte, con una scorta adeguata. Anche perché una delle criticità che erano state rilevate durante la prima ondata era relativa alla disponibilità e al turn over delle bombole.

Con aumento contagi fabbisogno crescente di ossigenoterapia a domicilio

Sono diverse le segnalazioni che arrivano dalle farmacie, in redazione e attraverso i Social, rispetto a un aumento crescente di richiesta di ossigenoterapia domiciliare da parte dei cittadini. Una situazione che sembra essere più sentita in alcuni territori, ma che sta destano preoccupazione, soprattutto tra quei farmacisti che, durante la prima ondata del virus, si sono ritrovati a non poter dare risposta ai pazienti che richiedevano la terapia al domicilio. «La disponibilità di bombole» racconta un farmacista di Napoli «sta diminuendo molto rapidamente e con questi ritmi siamo preoccupati per le prospettive. Che cosa succederà tra qualche tempo?». «Da quello che è il nostro osservatorio» spiega Mirone a Farmacista33, «rileviamo un fabbisogno crescente, anche se la situazione non è ai livelli di marzo-aprile. Complessivamente non c'è ancora una carenza generalizzata, né in relazione alle bombole, né dell'ossigeno, anche se ci sono territori certamente in maggiore sofferenza su cui occorre iniziare ad agire».

Numero bombole e turn over punti critici della prima ondata Covid

Una delle criticità, in particolare, relative alla prima ondata, era stata proprio la disponibilità di bombole. Diverse aziende produttrici di gas medicinali, infatti, avevano denunciato un aumento anche del 200% del consumo di ossigeno ospedaliero e una difficoltà a stare dietro alle richieste di terapia domiciliare in particolare in relazione alle bombole. Per correre ai ripari, dall'Aifa a metà marzo era stata disposta una deroga in modo da prevedere il riempimento di bombole di ossigeno diverse (per colorazione e capacità) da quelle presenti nel dossier autorizzativo dell'azienda titolare di Aic, purché conformi agli standard per la sicurezza del paziente e degli operatori, dotate della certificazione di validità e delle indicazioni di collaudo, adeguate all'uso umano, bonificate e identificate in modo tale da prevenire confusioni con altri gas medicinali. «Ci stiamo muovendo anche in questa direzione» continua Mirone «e siamo in contatto con le aziende perché venga tale disposizione venga attuata. Alcune aziende si sono già organizzate, per altre siamo ancora in attesa di risposta». D'altra parte, se è vero che l'incidenza di contagi è maggiore in alcune zone, viene segnalata al contempo una più estesa diffusione territoriale rispetto alla prima ondata, che rende «poco attuabile, per un principio di precauzione, l'applicazione di una logica di circolarità tra territori». Intanto, in Toscana, alcune Asl si sono mosse chiedendo alle farmacie di farsi trovare con una scorta adeguata e da Regione Lombardia si sta cercando di capire quante bombole siano disponibili.

Nodo del turn over bombole: criticità del ritiro al domicilio

Oltre ai quantitativi di bombole, a ogni modo, c'è il tema del turn over: da anni, aveva segnalato Federfarma ad aprile, è noto che una percentuale non esigua di pazienti trattenga al domicilio contenitori di ossigeno oltre le esigenze terapeutiche, come più volte denunciato, anche in precedenza, agli Enti competenti. «Per quanto riguarda le bombole e l'utilizzo dell'ossigeno» spiega Renato Acquistapace, coordinatore per la Regione Lombardia del settore Farmacie comunali Confservizi Assofarm «rileviamo un aumento nelle richieste, ma per ora, almeno in certe zone, non una carenza». Altra situazione rispetto alla prima ondata dove «si era posto, appunto, il problema di recuperare al domicilio dei pazienti le bombole non più utilizzate. All'epoca avevamo potuto contare, tra l'altro, su una rete di volontariato, sulla disponibilità di alcuni comuni, così come sui carabinieri che si erano messi a disposizione per portare alle aziende le bombole da riempire. In questi giorni, nella farmacia comunale che gestisco abbiamo avuto la disponibilità da parte di una azienda produttrice a farsi carico direttamente del ritiro delle bombole al domicilio del paziente, anche perché non possiamo trascurare il tema della sicurezza dei nostri dipendenti e della necessità di sanificare il contenitore». A marzo e aprile comunque era stata lanciata una campagna tra Asl, farmacie e aziende per sensibilizzare anche i cittadini a riconsegnare in farmacia e da parte di Federfarma era stata diffusa tra le farmacie una locandina da appendere.

Francesca Giani
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