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apr162020

Covid-19. Quali prospettive dalla colchicina? Firenzuoli: attendiamo i risultati

Covid-19. Quali prospettive dalla colchicina? Firenzuoli: attendiamo i risultati

La colchicina sarà oggetto di studi clinici per valutarne l'efficacia come terapia antiinfiammatoria nel Covid-19. Il parere dell'esperto Fabio Firenzuoli, responsabile del Centro di ricerca e Innovazione in Fitoterapia

La colchicina sarà oggetto di studi clinici per valutarne l'efficacia come terapia antiinfiammatoria nel Covid-19. Fabio Firenzuoli, responsabile del Centro di ricerca e Innovazione in Fitoterapia (Cerfit) dell'Azienda ospedaliero universitaria Careggi di Firenze e curatore del Blog NaturaMedica di Farmacista33, ne parla in un recente post. Per commentare cliccare qui.

"La mia boccata d'aria mattutina nel giardino di farmacologia, qui a Careggi, mi ha fatto imbattere in questa rigogliosa piantina di Colchico.
Che non poteva essere ignorata, per un sacco di motivi, non ultimo il Covid-19... Quasi insignificante prima della fioritura, come in questo periodo, quando son presenti solo le foglie, scambiato talora per Aglio ursino (ma a differenza di questo non ha l'odore dell'aglio).
Bello invece quando è fiorito, accattivante ma insidioso perché somiglia al prezioso Zafferano (il Colchico però ha 6 stami, lo Zafferano solo 3). Ma chi lo conosce lo evita, perché mortale se ingerito, semplicemente mortale... Quindi niente risotti al falso zafferano.
In medicina è considerato invece una vera e propria pianta medicinale, perché fonte di colchicina, un alcaloide prezioso utilizzato come potente farmaco antiinfiammatorio nella terapia della gotta acuta, da sempre, anche oggi. Più recenti sono poi gli studi clinici e relative revisioni della letteratura con meta-analisi che ne confermerebbero un ruolo nella prevenzione di eventi cerebro/cardio-vascolari, nelle pericarditi e patologie acute autoimmunitarie come la febbre mediterranea.
Ma perché torna attuale oggi il Colchico?
Non certo perché ho trovato queste piantine nel giardino del re, quanto piuttosto perché proprio la colchicina sarà oggetto di studi clinici per valutarne l'efficacia come terapia antiinfiammatoria nel Covid-19: uno studio di ricercatori reumatologi di Pisa, ed un altro multicentrico, coordinato da ricercatori di Atene, che vede pure la partecipazione di centri italiani. I protocolli sono già stati sottoposti all'attenzione della comunità scientifica e delle autorità regolatorie per le dovute autorizzazioni.
Aspettiamo quindi i risultati... ma certo la Natura non cessa di stupirci, e tutti ringraziamo i nostri ricercatori.
Ah... dimenticavo, se per necessità uscite di casa e trovate del Colchico, non dovete né raccoglierlo né tantomeno distruggerlo. Guardatelo e tornate in casa... "

Fabio Firenzuoli
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