Sanità

lug62022

Covid-19. Quarte dosi, nuovi vaccini, obblighi: le possibili misure all'orizzonte

Covid-19. Quarte dosi, nuovi vaccini, obblighi: le possibili misure all’orizzonte

Torna l'attenzione ai vaccini anti-Covid e si gettano le basi per la nova campagna vaccinale soprattutto per fragili e over60. Il punto sull'arrivo di nuovi vaccini


L'aumento dei contagi riporta l'attenzione sui vaccini anti covid-19 e da parte del Ministro alla Salute Roberto Speranza si iniziano a mettere le prime basi per la campagna, soprattutto per i fragili e over 60, che dovrà riprendere d'intensità dopo l'estate. Intanto, dal presidente dell'Aifa, Giorgio Palù, viene fatto il punto sull'arrivo dei nuovi vaccini.

Quarta dose, Speranza: fascia di età va allargata, ma per ora nessun obbligo

«Siamo in una fase di ripresa dei contagi» il ministro della Salute Roberto Speranza «e, anche se la percentuale di ricaduta sui nostri presidi sanitari è più limitata rispetto al passato, ci sarà comunque». Ora, tuttavia, «abbiamo monoclonali, antivirali e il 90% della popolazione vaccinata con 2 dosi. Possiamo affrontare il futuro con maggior serenità. Il Covid è ancora una sfida aperta, la partita non è archiviata. Per questo, il mio appello, soprattutto ai più fragili, è fare il secondo richiamo e, per tutti, di usare la mascherina nelle situazioni a rischio». Per quanto riguarda la campagna vaccinale, in particolare in autunno, «allargheremo l'età per il richiamo». «Non stiamo pensando di rendere obbligatoria la quarta dose, ma sicuramente va estesa ad altre categorie» ha chiarito anche il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ospite di Omnibus su La7. «Estendere, oggi, la quarta dose per una fetta più ampia di popolazione non servirebbe a fermare la curva dei contagi attuali. Ma in prospettiva, per l'autunno, sarà molto utile». Occorre «concentrarsi sulla vaccinazione autunnale estesa almeno a chi ha più di 50 anni, sperando di avere vaccini aggiornati alle nuove varianti. Con il secondo richiamo si ha infatti un calo del tasso di mortalità elevato su 100 mila abitanti: si riduce del 99% in coloro che hanno fatto la quarta dose. Significa che i vaccini funzionano sulla fase grave della malattia. Dobbiamo quindi concentrarci a fare le quarte dosi che purtroppo non sono state fatte in numero adeguato per proteggere i fragili».

I vaccini anti Covid in arrivo tra autunno e inverno

Da Giorgio Palù, presidente dell'Agenzia italiana del farmaco, arriva, in un'intervista a Rainews, un punto sui vaccini: «Il vaccino bivalente a mRNA aggiornato sul ceppo Ba.1 potrebbe essere approvato per settembre e andrebbe somministrato a tutti gli over 60 a prescindere dalla presenza o meno di patologie. Del resto è quello che si fa con il vaccino antinfluenzale». Per i vaccini aggiornati su Ba.4 e 5, invece, «bisognerà aspettare l'inverno». Quanto alla quarta dose, «solo il 20% degli over 80 l'ha fatta. Il problema è che gli anziani non si fanno convincere a fare il booster perché c'è l'evidenza delle reinfezioni e in più attendono i vaccini aggiornati. Ma invece sarebbe bene si proteggessero intanto con i vaccini attuali che continuano ad essere efficaci contro le forme gravi di malattia».
Sul punto è intervenuto anche Filippo Anelli, presidente della Federazione dei medici: «Ai fragili consigliamo ancora di fare la quarta dose di vaccino, perché aumentare oggi il tasso di anticorpi significa proteggersi di fronte a una reinfezione». Ma soprattutto «rivolgiamo un invito al Governo a essere ancora una volta molto efficiente nel prenotare le dosi del vaccino, del bivalente».

Palù (Aifa): usiamo poco antivirali e monoclonali. Va fatta più formazione

In generale, per quanto riguarda le armi contro il Covid, continua Palù, «abbiamo antivirali e monoclonali efficaci ma li usiamo poco. Dell'antivirale Paxlovid sono stati somministrati solo 21mila trattamenti delle 600mila confezioni preordinate, con le giacenze che rischiano di scadere a fine anno. Andrebbe fatta più formazione ai medici di famiglia e resa più chiara la linea guida di terapia. Ciò in quanto Paxlovid è sì un farmaco facile da somministrare ma va preso entro 72 ore, massimo 5 giorni, dall'esordio dei sintomi e interagisce con molti altri farmaci. Circostanza che può far esitare il medico a prescriverlo. Se avessimo un fascicolo sanitario elettronico con tutti i dati clinici di ciascuno sarebbe tutto più facile. Speriamo ora negli investimenti del Pnrr sulla digitalizzazione della nostra sanità, che su questo è ancora indietro».

Intanto, sulle misure di contenimento «al momento non ci sono in previsione nuove strette» ha detto Sileri, mentre dal Sottosegretario alla Salute Andrea Costa viene ribadito che occorre «convivere con il virus: significa prendere atto che siamo in una fase endemica. Sull'isolamento e quarantena per i positivi asintomatici, un ragionamento andrà fatto più avanti, ma prima o poi dovremo porci il problema, altrimenti rischiamo di ribloccare il Paese».

Francesca Giani


discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>

SUL BANCO


chiudi