Sanità

lug152021

Covid-19. Su mix vaccinale, terza dose e rischio nuove varianti: gli aggiornamenti da Ema

Covid-19. Su mix vaccinale, terza dose e rischio nuove varianti: gli aggiornamenti da Ema

La strategia dell'Ema contro l'aumento dei contagi resta ancorata alla campagna vaccinale puntando a completare il ciclo e a coinvolgere il più possibile le fasce fragili

Mentre nel nostro Paese si continua a discutere su una via italiana all'ampliamento del Green pass per mantenere aperta la strada della ripresa della socialità, la strategia dell'Ema contro l'aumento dei contagi e il diffondersi di nuove varianti resta ancorata alla campagna vaccinale, che deve accelerare un po' in tutti i Paesi, puntando, da un lato, a completare il ciclo e, dall'altro, cercando di coinvolgere il più possibile le fasce di popolazione più fragili. E tra le questioni al centro della riflessione c'è anche la vaccinazione eterologa, in cui la seconda dose sia diversa dalla prima, e la eventuale necessità di un ulteriore richiamo (terza dose). È quanto si legge nel nuovo aggiornamento sul Covid-19 pubblicato sul sito ed è quanto è stato ribadito anche nella conferenza stampa di oggi.

Ema: accelerare campagna e completare ciclo per prevenire nuove varianti

La variante Delta (B.1.617.2), fanno il punto l'Ema e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie nel nuovo aggiornamento sul Covid-19 disponibile sul sito, si sta diffondendo ovunque con rapidità, tanto che l'Ecdc stima che entro la fine di agosto rappresenterà il 90% di tutti i virus Sars-CoV-2 in circolazione nell'Ue. Le evidenze indicano che la sua trasmissibilità eÌ superiore del 40-60% rispetto alla Alfa (1.1.7) e che può essere associata a un rischio più elevato di ricovero in ospedale. Per tale motivo eÌ fondamentale che i vari Paesi accelerino i programmi vaccinali, anche per impedire l'ulteriore diffusione di varianti. In questa direzione, evidenze preliminari suggeriscono che sono necessarie entrambe le dosi di un vaccino anti-Covid-19 a 2 dosi, come Comirnaty, Spikevax o Vaxzevria, per fornire una protezione adeguata contro la variante Delta. Inoltre, l'Ema e l'Ecdc incoraggiano gli operatori sanitari e assistenziali ad accettare quanto prima la somministrazione del vaccino, in modo da proteggere se stessi, le famiglie e coloro con cui lavorano e a cui prestano assistenza.

E sulla protezione dei vaccini autorizzati, Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici per Covid-19 dell'Agenzia europea del farmaco Ema, durante la conferenza stampa di oggi ha ribadito che «forniscono un'alta protezione contro tutti i ceppi che stanno attualmente circolando in Ue, specialmente contro la malattia grave e l'ospedalizzazione. Comunque dati preliminari suggeriscono, come atteso, che entrambe le dosi di vaccini come Comirnaty, Moderna o Vaxzevria sono necessarie per fornire un'adeguata protezione contro la variante Delta. Ed è importante che le persone completino il ciclo vaccinale il più presto possibile, mantenendo anche l'intervallo fra le due dosi vicino a quello più breve che è stato raccomandato».


Vaccinazione eterologa ha basi scientifiche e permette di modulare le scorte

La strategia di vaccinazione eterologa, in cui viene somministrato un vaccino diverso per la seconda dose nell'ambito di un ciclo a 2 dosi raccomandato, è stata approvata in oltre la metà degli Stati membri. Si tratta di una modalità storicamente seguita per alcuni tipi di vaccini ed esistono validi motivi scientifici per attendersi che questa strategia sia sicura ed efficace, se applicata alla vaccinazione contro Covid-19. L'uso di una strategia di vaccinazione eterologa può per altro consentire una protezione più rapida dei cittadini e un uso migliore delle scorte disponibili. Attualmente, l'Ema e l'Ecdc non sono in grado di formulare raccomandazioni definitive sull'uso di vaccini anti-Covid-19 diversi per le due dosi. Ciononostante, i risultati preliminari di studi condotti in Spagna, Germania e Regno Unito suggeriscono una risposta immunitaria soddisfacente e non evidenziano problemi di sicurezza. Ulteriori dati sono attesi a breve e l'Ema continuerà a esaminarli man mano che saranno disponibili.

Terza dose di richiamo? Presto per dirlo, ma Ema sarà pronta se necessario

Tra gli altri aspetti considerati c'è anche quello della dose di richiamo dopo il completamento del ciclo di vaccinazione raccomandato. Al momento, dice Ema, è prematuro stabilire se e quando sarà necessaria una dose di richiamo per i vaccini anti-Covid-19, perché i dati provenienti dalle campagne vaccinali e dagli studi in corso non sono ancora sufficienti per capire quanto durerà la protezione fornita dai vaccini, anche in considerazione della diffusione delle varianti. Ogni nuova evidenza che sarà disponibile su questo argomento sarà esaminata tempestivamente. Ma Ema sottolinea anche che è già nelle condizioni di mettere in atto le azioni necessarie a garantire l'adozione tempestiva di misure regolatorie finalizzate a consentire la possibilità di utilizzare la dose di richiamo, qualora risulti necessario.

Restano raccomandate le altre misure protettive fino a che non aumentino i cittadini vaccinati

Altre misure, come l'uso della mascherina e il distanziamento sociale, dovranno essere mantenute a un livello tale da permettere di contenere la trasmissione tra le persone della variante Delta, fino a quando una percentuale più elevata di cittadini non sarà completamente vaccinata, in modo da evitare la recrudescenza dei casi con un possibile aumento di ricoveri e decessi.

Francesca Giani
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