Sanità

set142021

Covid. Tobia: lo sforzo della farmacia europea nella pandemia

Covid. Tobia: lo sforzo della farmacia europea nella pandemia

Le farmacie europee hanno fatto uno sforzo comune durante la pandemia. Tobia (presidente Pgeu): "l'Italia si è distinta per l'offerta di servizi alla popolazione"

Le farmacie europee hanno fatto uno sforzo comune di fronte a questo anno e mezzo di pandemia e «in tale contesto l'Italia si è distinta per l'offerta di servizi alla popolazione». Lo ha dichiarato Roberto Tobia segretario di Federfarma e presidente per il 2022 del Pgeu durante il convegno organizzato da Utifar a Cosmofarma su "La farmacia europea nell'era Covid", ricordando l'impegno congiunto delle farmacie territoriali di fronte all'emergenza sanitaria. Un presidio che si distingue per la capillarità: 160.00 le farmacie europee, 400.000 i farmacisti, all'incirca 46 milioni i cittadini del continente che vi si recano quotidianamente.

Gestione ricette, tamponi e vaccini

Ma la pandemia ha dato un ulteriore impulso al sistema europeo: in alcuni Paesi, Italia compresa, il canale farmacia ha dato il suo contributo in materia di ricette ripetibili, di dispensazione di farmaci ospedalieri, fino alla possibilità di praticare tamponi e somministrare vaccini anti Covid. Tobia ricorda che un terzo dei test Covid realizzati in Italia è passato dalla farmacia. Resta però il nodo irrisolto - un tema su cui il segretario di Federfarma torna spesso - dei ventuno diversi sistemi regionali di cui si compone il nostro Servizio sanitario: un assetto che non consente uniformità di trattamento ai cittadini e qualità elevata di prestazioni su tutto il territorio nazionale.

Leopardi (Utifar): attivati nuovi servizi

Da presidente di Federfarma Lazio (oltre che di Utifar) Eugenio Leopardi aggiunge che le farmacie della sua regione si sono distinte nel fornire questi nuovi servizi, come dimostrano i 2,3 milioni di tamponi effettuati e le oltre 90.000 vaccinazioni somministrate ai cittadini. Infine, Franco Falorni, commercialista e docente all'Università di Pisa, ha sottolineato come farmacia e farmacista abbiano «nel loro Dna un cromosoma costituente e non negoziabile che è l'etica. Essere attenti al miglioramento della salute integrale del cittadino (tra cui quella derivante dal miglioramento dell'eco sistema) è un atteggiamento etico. È un sistema che crea valore sia sociale che economico e che in particolare in questo periodo di pandemia ha ricevuto il riconoscimento che meritava». L'invocazione, per il futuro, è a una «farmacia ecologica, che aiuti a salvare il mondo».

Giuseppe Tandoi
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