Sanità

lug82021

Covid-19, torna a salire numero di casi, ma calano terapie intensive e ricoveri

Covid-19, torna a salire numero di casi, ma calano terapie intensive e ricoveri

Per la prima volta dal 19 giugno scorso sono stati superati nuovamente i 1000 casi di Covid anche se resta contenuto il numero di decessi e calano terapie intensive e ricoveri. I dati

Per la prima volta dal 19 giugno scorso sono stati superati nuovamente i 1000 casi di Covid anche se resta contenuto il numero dei morti (14 il dato registrato nel bollettino del 7 luglio), e calano terapie intensive e ricoveri grazie alle vaccinazioni che vedono il oltre il 40% dei cittadini immunizzati con un totale di oltre 55 milioni di dosi di vaccino somministrate. Sono 1.010 i casi registrati dal monitoraggio quotidiano del Ministero della Salute che porta il totale dei casi dall'inizio della pandemia a 4.265.714.

Locatelli: cautela, ma con vaccini non ci sarà quarta ondata

L'invito da autorità ed esperti è alla cautela. Il ministro Speranza ha invitato a concentrarsi sulla campagna di vaccinazione «continuare questo lavoro imponente, che è l'arma più importante che abbiamo per chiudere questa stagione così difficile». Campagna che eviterà la quarta ondata, come suggerisce Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) per l'emergenza coronavirus e direttore di Medicina sperimentale di precisione del Bambino Gesù di Roma, secondo cui non c'è il rischio che si verifichi, ma «c'è il rischio di una ripresa dei contagi: come evitarla? Con attenzione, prudenza e responsabilità nei comportamenti. Non facendo pressioni per riaprire tutto subito, ma procedendo con gradualità. Il virus è sempre lo stesso - spiega -. Semmai le due varianti che hanno ora maggior diffusione nel Paese, Alfa e Delta, rispetto al ceppo proveniente da Wuhan hanno maggior contagiosità. Non facciamo l'errore di pensare a un virus che, per quanto abbia mutato caratteristiche, sia connotato da minor potere di provocare malattia grave. Ciò che è cambiato è lo stato di immunizzazione del Paese, con 51 milioni di dosi somministrate. Questo rende ragione di una maggior protezione dall'infezione».

Gimbe: in aumento attività di testing

Trend confermato anche dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe che rileva nella settimana 30 giugno-6 luglio 2021, rispetto alla precedente, un incremento di nuovi casi (5.571 vs 5.306); in calo invece i decessi (162 vs 220) (figura 2), i casi attualmente positivi (42.579 vs 52.824), le persone in isolamento domiciliare (41.121 vs 50.878), i ricoveri con sintomi (1.271 vs 1.676) e le terapie intensive (187 vs 270). «Sul fronte dei nuovi casi settimanali - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - dopo 15 settimane consecutive di discesa si rileva un incremento del 5% rispetto alla settimana precedente. Anche l'attività di testing, dopo 7 settimane di calo, registra un aumento del 15,5%, continuando tuttavia ad attestarsi su numeri troppo bassi, con conseguente sottostima dei nuovi casi e insufficiente tracciamento dei contatti». Dalla settimana 5-11 maggio il numero di persone testate settimanalmente si è progressivamente ridotto del 60,3%, passando da 662.549 a 263.213, per poi risalire questa settimana a 303.969. In 11 Regioni si registra un'inversione di tendenza con un incremento percentuale dei nuovi casi rispetto alla settimana precedente, mentre le restanti 10 Regioni si confermano in calo. I decessi, dopo l'apparente stabilizzazione della scorsa settimana verosimilmente imputabile a ricalcoli, hanno ripreso a scendere attestandosi nell'ultima settimana a 162 con una media di 23 al giorno rispetto ai 31 della settimana precedente. «Il trend dei pazienti ospedalizzati - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi sanitari della Fondazione Gimbe - prosegue la sua discesa sia in area medica che in terapia intensiva, dove l'occupazione di posti letto da parte dei pazienti Covid si attesta al 2%. Tutte le Regioni registrano valori inferiori al 10% e sono 8 le Regioni che non contano pazienti Covid ricoverati in area critica».
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