Sanità

mag162017

Creg in Lombardia, prosegue sviluppo del modello con farmacie nodo di presa in carico delle cronicità

Creg in Lombardia, prosegue sviluppo del modello con farmacie nodo di presa in carico delle cronicità
Ulteriore passo in avanti in Lombardia per il modello di presa in carico delle cronicità che vede l'integrazione delle farmacie di comunità come nodo della rete clinico-assistenziale, grazie alla deliberazione sul «Riordino della Rete di Offerta e modalità di presa in carico dei pazienti cronici e/o fragili» approvata dalla Giunta a inizio mese e recentemente pubblicata sul Bur. Ora, fa il punto Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia e nazionale, «siamo al lavoro per costruire nel concreto il modello di integrazione delle farmacie e faremo delle proposte». Il dispositivo fa parte di un percorso iniziato già da diverso tempo e che a gennaio, con il provvedimento sul governo della domanda, ha visto un primo punto di arrivo, declinando nel concreto ruoli e competenze degli attori che assicurano la presa in carico delle cronicità.

«Nel provvedimento» ha spiegato l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera nel corso della conferenza stampa di presentazione della delibera «che attua quanto previsto dal Piano nazionale della cronicità, siamo andati a definire nello specifico il ruolo del Gestore ovvero di chi sarà titolare della presa in carico dei pazienti cronici e o fragili e garantirà il coordinamento e l'integrazione tra i differenti livelli di cura ed i vari attori. Possono essere gestori, le strutture sanitare e sociosanitarie accreditate e a contratto con il Ssl (Sistema sanitario lombardo), le cooperative di medici di Medicina generale, il MMG singolo come co-gestore di una struttura accreditata e a contratto. Il gestore, che nell'intento di valorizzare la prossimità territoriale non potrà superare la quota massima di 200.000 pazienti presi in carico contemporaneamente, sottoscrive il patto di cura con il paziente e redige il Pai (Piano assistenziale individuale); prende in carico proattivamente il paziente, anche attraverso la prenotazione delle prestazioni; eroga le prestazioni previste dal Pai, direttamente o tramite partner di rete accreditati; monitora l'aderenza del paziente al percorso programmato».

E anche le farmacie faranno parte di questa rete: «Per quanto riguarda l'erogazione dei farmaci, nulla viene innovato» si legge nella deliberazione. «Le farmacie in raccordo con il gestore rappresentano un nodo della rete di presa in carico con particolare riferimento alla promozione dell'aderenza terapeutica ed altre attività per le quali rappresenta un valore aggiunto la prossimità territoriale con i pazienti. Il coinvolgimento avviene con modalità trasparenti e regolate dall'ATS di riferimento. Con riferimento a specifici programmi avviati con le ATS, in relazione alle attività di prevenzione, rientrano nel percorso gli interventi di screening oncologici (colon retto, mammella, cervice uterina), le vaccinazioni indicate per patologia/età, l'attivazione di interventi educazionali, individuali o di gruppo, per la gestione di specifiche patologie (es. diabete)». Un percorso di cui «siamo soddisfatti» commenta Annarosa Racca: «Dal momento che entra attivamente a far parte delle reti clinico-assistenziali che assicurano la presa in carico del paziente cronico, erogando servizi d'intesa con i gestori, è un importante riconoscimento della farmacia, come nodo assistenziale, e della farmacia dei servizi. Oltre quindi all'erogazione del farmaco, sul quale è scritto che nulla cambierà, le farmacie, insieme ai gestori, sotto la regolamentazione dell'Ats, sono coinvolte attraverso per esempio aderenza alla terapia, monitoraggio, appropriatezza, cura domiciliare. Ora, il lavoro che insieme dovremo fare è declinare le attività, presentando una proposta, che sarà unica su tutta la regione, e da parte della regione, che crede molto in questo progetto, c'è attenzione». Un risultato importante quindi che «è stato ottenuto grazie a importanti step, raggiunti a livello nazionale, quali per esempio l'inserimento del ruolo della farmacia nel Piano della cronicità e nei Lea. Ma, certamente, a livello regionale, un imprescindibile passaggio è stato anche il richiamo della farmacia dei servizi nella legge di riordino dell'assistenza sanitaria della Lombardia».


Francesca Giani
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