Sanità

feb192019

Cronicità e aderenza terapie innovative: si profila gestione condivisa farmacie-industria

Cronicità e aderenza terapie innovative: si profila gestione condivisa farmacie-industria
Non solo le farmacie ma anche le industrie farmaceutiche scommettono sull'aderenza terapeutica. E instaurano rapporti diretti con i pazienti nell'ambito dei piani di cura delle malattie croniche. Lo fanno in Lombardia, per ora limitatamente ai farmaci innovativi, attraverso spin-off dedicati che si chiamano Patient Support Programs (Psp). E che scendono in campo nella gestione delle cronicità proprio mentre si parla di attribuire il monitoraggio della compliance farmacologica alle farmacie territoriali. In realtà, il ruolo delle farmacie su temi come diabete, ipertensione, broncopneumopatia è fuori discussione; ma, per attuare il Piano Cronicità nazionale, è il momento di unire le forze tra produttori e distributori, com'è emerso al convegno sul ruolo della filiera del farmaco a supporto del paziente cronico, organizzato da Focus Management, con la presenza di Giulio Gallera, Assessore regionale alla salute e di Marco Alparone, Consigliere Regionale lombardo, farmacista e promotore dell'evento.

«I Psp sono aziende che erogano servizi di supporto all'aderenza terapeutica dei pazienti assistiti sul territorio, grazie a medici specialisti, infermieri, farmacisti», spiega Erika Mallarini, docente di Public Management in SDA Bocconi. «Sono al servizio dell'industria farmaceutica ma a supporto di un gestore della cronicità, per pazienti a più alta intensità di cura (ad esempio, gli oncologici)». I pazienti hanno bisogno di un interlocutore che li aiuti a prendere le decisioni sulla loro salute. I dati Bocconi relativi alla prevenzione e alle prime fasi dell'iter diagnostico rivelano che il paziente decide da solo nel 60% dei casi. Scelte fondamentali sono affidate alla consapevolezza di singoli, «e si rischia che per qualcuno ci siano troppi accertamenti, per altri troppo pochi. Serve un empowerment dei pazienti, ma responsabile, e per questo ci sono le farmacie territoriali, che vedono anche i "sani", oltre che i Psp: entrambe queste realtà vanno inserite nei percorsi diagnostico terapeutici».

Mallarini sottolinea pure il valore aggiunto della diagnostica di primo livello in farmacia (Body mass index, ecg, glicemia). Bastano 45 minuti dedicati al paziente, per indirizzare un percorso nel senso dell'appropriatezza. Fermo restando che la farmacia può offrire anche teleconsulto, App dedicate per pc e mobile, alert analogico -telefonata di controllo, servizi di farmacovigilanza, servizio dedicato al paziente oncologico. Valori di cui non si potrà non tenere conto nella prossima convenzione, dove sarà tema centrale la distribuzione per conto in farmacia di medicinali acquistati dalle aziende sanitarie e quindi la formazione del farmacista. Per i nuovi compiti, «servono fascicoli sanitari digitali interoperabili, leggibili sia dalla farmacia sia dal PSP, sia dal medico curante. E serve l'uso del codice degli appalti nell'acquisto dei farmaci che oggi aggiudica le gare secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. I percorsi, e ancor prima le partnership, vanno costruiti insieme».

Al monito di Mallarini si affianca la richiesta di Francesco Rastrelli, presidente dell'Ordine dei farmacisti di Brescia, alla Regione di varare al più presto il dossier farmaceutico, la "costola" del Fascicolo sanitario da compilare a cura del farmacista. «Siamo anche un po' stufi di sentir parlare di fascicolo sanitario da "fuori", serve quanto prima un dossier alimentato dalla farmacia territoriale ed accessibile al medico di famiglia, dove si riportano sia i farmaci prescritti dal medico sia quelli presi dal paziente senza ricetta, che finalmente il medico curante potrà monitorare. Da tempo chiediamo questo strumento alla Regione Lombardia, per semplificare l'erogazione dei servizi al paziente cronico».

L'Assessore Gallera, insieme alla Presidente Federfarma Annarosa Racca, osserva come nei servizi la farmacia in Lombardia abbia fatto passi da gigante, e come sia possibile a Rho a un cittadino evitare di recarsi dal medico per la ricetta, arrivando quest'ultima con un App sul telefonino, stampabile in farmacia ed utilizzabile per la dispensazione immediata. È poi in partenza, ricorda Racca, un progetto di farmacovigilanza tra Monza e Lecco mentre a Melegnano e Lodi i referti arrivano direttamente dal farmacista.

Mauro Miserendino
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