Sanità

feb232018

Cronicità, Petrosillo: al via nuova sperimentazione. Farmacia potenziale erogatore e gestore

Cronicità, Petrosillo: al via nuova sperimentazione. Farmacia potenziale erogatore e gestore
Nel sistema disegnato dalla riforma lombarda delle cronicità la farmacia può essere potenzialmente sia gestore sia erogatore di servizi; a Bergamo sono in corso le prime sperimentazioni in entrambi i sensi. Sperimentazioni che non avrebbero avuto appigli giuridici senza la delibera n. 7655 di dicembre 2017 che apre alla possibilità per le farmacie rurali in aree disagiate (alta montagna ed aree a bassa densità di popolazione) di fare da microerogatori di prestazioni per i pazienti cronici. Ma le farmacie lombarde in qualche realtà si muovono anche nell'ambito della presa in carico del paziente, come testimonia un recente convegno a Lallio, rispetto al quale ci sono lente ma costanti evoluzioni. A Bergamo le farmacie hanno avviato una sperimentazione con il gestore Sant'Andrea Onlus per fare rete ed è in corso l'individuazione di un partner per allestire una piattaforma informatica di dialogo tra tutti i soggetti coinvolti nei piani assistenziali e il Siss, il sistema dove viaggiano le ricette.
Ora ci sono contatti anche con un gestore di Bergamo ovest, ma stavolta per fare da erogatori di servizi. Gianni Petrosillo presidente Federfarma BG ci spiega la differenza. E premette: «Le delibere sui gestori non hanno sostanzialmente messo in pratica la legge regionale di riforma, la 23 del 2017, secondo cui invece le farmacie hanno funzioni sovrapponibili a quelle della legge nazionale: le leggi 69 e 153 prevedono un ruolo quantomeno di erogatori di prestazioni, la messa a disposizione di operatori sociosanitari, infermieri, fisioterapisti per prestazioni domiciliari, il monitoraggio dell'aderenza alle terapie, il coinvolgimento in campagne e programmi di prevenzione, ma anche servizi di secondo livello e analisi di prima istanza, tele-monitoraggi, telemedicina. Era l'occasione per istituzionalizzare i nuovi ruoli della farmacia, ma il confronto a livello regionale si è subito fermato, forse di fronte al nodo delle risorse per la remunerazione. Intanto, a Bergamo ci siamo proposti per le sperimentazioni come Federfarma Bergamo Servizi, che rappresenta i 294 esercizi di tutta la provincia e quindi anche le farmacie delle valli. Con l'Onlus Sant'Andrea (zona nord-nordest della provincia, comprensiva delle valli e di aree disagiate) ci siamo ritagliati un ruolo in cui possiamo dire la nostra sulla gestione del paziente; a Bergamo Ovest, in un'area di pianura a minore densità di popolazione, abbiamo invece proposto a un gestore di scegliere tra i servizi cognitivi da noi offerti, quelli dove ci reputa competitivi. Formalmente il rapporto cambia, nel secondo caso siamo fornitori e subordinati a regole che non abbiamo scritto noi».

A Bergamo per la cronaca c'è una cooperativa di medici di medicina generale che raccoglie la maggior parte dei convenzionati e, dalla gestione dei cronici nell'ambito dei Creg, è passata a ente gestore accreditato. Perché non scegliere i medici di famiglia come primi interlocutori? «Noi in realtà abbiamo provato a sentire tutti e per primi loro - dice Petrosillo - ma forse per motivi di tempistica ha funzionato di più il contatto con le Onlus, che a dirla tutta conoscono anch'esse molto bene il territorio, svolgendovi delicati compiti di ricovero dei lungodegenti, long term care, riabilitazione, e hanno inquadrato subito bene il contributo che le farmacie possono dare. In futuro non escludiamo certo accordi con i mmg, anzi li auspichiamo. È comunque da precisare che il Gestore di cui facciamo parte comprende anche MMG».

Dopo i ricorsi al Tar di alcuni sindacati per il vulnus rappresentato dalla presa in carico del malato cronico affidata a enti diversi dal medico curante, a gettare un'ombra sulle delibere che in Lombardia stanno costruendo il sistema di gestione delle cronicità è stato giorni fa il ministro della Salute. Beatrice Lorenzin ha spiegato che il medico di famiglia collocato come gestore e non più come solo fornitore dell'Asl-acquirente di prestazioni assume un ruolo "ibrido", non previsto nel patto di "non belligeranza" sulla riforma stretto da Ministero e Regione. «La riforma lombarda è un fatto compiuto con il quale veniamo a patti e che presenta opportunità, ma da tempo - ammette Petrosillo - vado dicendo che andava scritta diversamente, specie in questi passaggi. Condivido le affermazioni di Lorenzin: se si vuole rendere efficiente la cura dei pazienti cronici bisogna spostarla sul territorio, là deve avvenire la presa in carico affinché il paziente non si sposti impropriamente in un reparto ospedaliero per curarsi. Con le delibere si è approdati a più sistemi di presa in carico del cronico, con gestori che potrebbero essere medici di famiglia ma anche strutture ospedaliere, e dal punto di vista della strategia delle cronicità, che è sgravare gli ospedali dall'erogazione di cure improprie a oneri superiori, la riforma sembra andare in senso contrario».

Mauro Miserendino


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