Sanità

mar142014

Cup Puglia: servizio a macchia di leopardo, attesi accordi locali

operatore telefono

A circa due settimane dalla sospensione della possibilità prenotazione di esami presso le farmacie della provincia di Barletta-Andia-Trani (Bat), la Direzione generale della Asl Bt ha proposto un progetto di sperimentazione gestionale del servizio senza oneri per il cittadino e con il costo di 1,50 euro a carico della Asl, per ogni prenotazione effettuata e fino a un tetto massimo di 250mila euro annui. A portate i titolari a bloccare l’attività, dopo circa 10 anni, è stata l’impossibilità di regolamentare meglio il servizio a fronte di costi tutti a carico della farmacia: «Circa un operatore, part time o full time, è addetto solo a questo compito senza considerare le spese gestionali del servizio stesso» ha spiegato Angelo Di Gioia, presidente dei Federfarma Bat «il carico di lavoro è divenuto insostenibile anche perché la Asl ha chiuso diversi Cup e i cittadini, giustamente, si rivolgono principalmente in luoghi più facili da raggiungere come le farmacie. È utile ribadire che è la stessa Asl che deve garantire questo servizio ai propri cittadini, le Farmacie lo hanno fatto sino ad ora con estremo spirito di sacrificio e vicinanza ai territori». Il progetto proposto dalla Asl deve essere sottoposto ad autorizzazione regionale e in caso di risposta negativa, la Direzione ha già assicurato una ripresa della collaborazione con le farmacie del territorio sulla base di un piano orario predefinito. Ma la situazione in tutta la regione presenta criticità e disomogeneità: «Il servizio di prenotazioni (Cup) rientra pienamente nella Farmacia dei servizi» ha commentato Francesca Conchiglia, presidente di Federfarma Lecce «ma va discusso in un ambito più generale e con un riconoscimento economico e non lasciato a una trattativa a livello locale come sta avvenendo in Puglia. È stato penalizzante muoversi in ordine sparso» sostiene «sarebbe stato meglio avere una linea univoca a livello regionale. Di fatto in alcune provincie è previsto un riconoscimento in altre no. A lecce per esempio la copertura c’è stata ma è stata sospesa per mancanza di fondi. Ma in una regione in cui code e liste di attesa rappresentano un problema rilevante, non è pensabile che un servizio Cup svolto per le Asl venga fatto gratis. Soprattutto perché ha costi indiretti molto alti, porta via tempo e in alcune piccole realtà dove c’è una sola farmacia, il farmacista si occupa di tutto».

Simona Zazzetta


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