Sanità

mag162018

Da Enpaf nuove regole su 0,50% e apertura a richieste pensionati in attività

Da Enpaf nuove regole su 0,50% e apertura a richieste pensionati in attività
Approvato dall'ultimo Consiglio nazionale dell'Enpaf il testo del Regolamento di attuazione riguardante la disciplina del contributo 0,5% introdotto dalla legge di bilancio 2018, che ora dovrà passare al vaglio dei Ministeri vigilanti. E, intanto, sempre durante il Consiglio nazionale, è emersa la disponibilità da parte del Cda dell'Ente a valutare l'esigenza di attenuare l'obbligo contributivo per i pensionati Enpaf in attività. Mentre per quanto riguarda la richiesta di destinare il contributo dello 0,90%, pagato anche dalle farmacie pubbliche o gestite da società di capitali, in favore del titolare di farmacia, si ribadiscono i dubbi di realizzabilità.

Per quanto riguarda il contributo dello 0,50% sul fatturato annuo al netto dell'Iva, che, come prevede la legge Bilancio, «le società di capitali, le società cooperative a responsabilità limitata e le società di persone, titolari di farmacia privata, rispettivamente con capitale maggioritario di soci non farmacisti o con maggioranza di soci non farmacisti, devono versare all'Enpaf» annualmente ed entro il 30 settembre dell'anno successivo alla chiusura dell'esercizio, «la previsione legislativa» si legge nel comunicato «è stata integrata da una normativa di attuazione diretta a precisare alcuni aspetti dell'Istituto». A essere specificato innanzitutto è che «per quanto riguarda le società di persone, la maggioranza dei soci non farmacisti deve essere individuata sulla base dell'ammontare delle quote di partecipazione e non del numero degli stessi». Il regolamento, poi, «stabilisce che il contributo dello 0,50% non sia frazionabile e sia dovuto per il suo intero ammontare quale che sia la data in cui si è costituita la maggioranza "non professionale" prevista dalla legge». In sede di prima applicazione «l'Ente elaborerà un proprio database dei soggetti passivi; qualunque costituzione o modifica dell'assetto societario che dovesse fare entrare il soggetto nell'ambito di applicazione del contributo dovrà essere comunicato all'Ente».

In riferimento alle modalità di riscossione, «il versamento del contributo si baserà su un meccanismo di autoliquidazione secondo il quale i soggetti passivi, utilizzando un modello approvato dall'Ente, provvederanno a trasmettere i dati relativi al fatturato e al contributo dovuto, che verrà posto in riscossione tramite un bollettino bancario, similmente a quanto avviene per la contribuzione previdenziale soggettiva dovuta dagli iscritti. Il regolamento prevede, infine, la possibilità che, in presenza di omissione o evasione contributiva, l'Ente applichi sanzioni civili sotto forma di somme aggiuntive alla contribuzione omessa o evasa». A ogni modo, «il Regolamento in questione dovrà essere sottoposto al vaglio dei ministeri vigilanti e solo dopo l'intervenuta approvazione da parte di questi ultimi conseguirà piena efficacia e diverrà applicabile».

Sul fronte della riforma della previdenza, su cui è in atto la discussione all'interno della categoria e dell'Ente, una delle esigenze messe in luce riguardava la contribuzione dei pensionati in attività e durante il consiglio nazionale dell'Enpaf è emersa anche una apertura in questa direzione: come emerge dalla relazione del presidente Emilio Croce «il Cda valuterà l'esigenza di attenuare l'obbligo contributivo per i pensionati Enpaf esercenti. Verrà proposta una modifica al nostro Regolamento, per la quale sarà, in ogni caso, necessario effettuare le valutazioni di impatto, al fine di predisporre la delibera da sottoporre all'approvazione degli Organi competenti».

C'è poi un altro punto: «È innegabile che per validare qualsiasi progetto di riforma eÌ determinante conoscere quale possa essere, nel medio lungo periodo, la platea dei contribuenti, anche al fine della elaborazione delle proiezioni attuariali. In proposito, il Consiglio di amministrazione ha dato incarico all'attuario di predisporre il bilancio tecnico attuariale al 31 dicembre 2017 che ha cadenza triennale e che sarà portato all'approvazione del Consiglio Nazionale del prossimo novembre». D'altra parte, «sono in già in corso profonde trasformazioni nell'assetto proprietario delle farmacie. I grandi gruppi di distribuzione, da tempo operativi nel settore, stanno orientando gli acquisti verso esercizi con fatturati superiori alla media in diverse località del Paese, garantendosi, in tal modo, l'esclusiva nell'approvvigionamento dei prodotti. Altri soggetti, sorretti da capitali esteri, stanno valutando di investire nel settore, con l'obiettivo di creare una massa critica che consenta, magari in una fase successiva, la vendita a gruppi più grandi».

Francesca Giani
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