Sanità

ott182011

Da Mnlf una lettera contro la pianta organica

Un sistema che offre a chi voglia fare il farmacista, come unico sbocco, la dipendenza e non apre le porte alla libera professione è di fatto monopolistico e corporativo. Questo il principale contenuto della lettera aperta del Movimento nazionale liberi farmacisti in risposta agli interventi di Annarosa Racca, presidente di Federfarma, e Andrea Mandelli, presidente Fofi, su Affari&Finanza del 10 ottobre, che hanno argomentato a difesa della pianta organica. Nella lettera, ospitata sempre dal supplemento economico di Repubblica di ieri, è stata contestata anche l’idea che il numero delle farmacie in Italia sia in linea con la media Ue: «Viene alla mente la poesia di Trilussa e quanti effettivamente mangino polli. La Finlandia e la Svezia, tanto per fare un esempio, hanno il maggior numero di abitanti per farmacia, ma in realtà sono due paesi con una bassissima densità di popolazione per km quadrato». Il sistema italiano, continua il movimento, non può essere in linea con quanto stabilito dalla Corte costituzionale e dalla Corte di giustizia europea, perché si tratta in realtà di due organi di garanzia, che non possono fare apprezzamenti di sorta sulla normativa. «È alla politica che spettano le riforme, così come più volte suggerito da Antitrust e Commissione Europea, per niente favorevoli all’attuale assetto normativo sulla distribuzione del farmaco». Quindi «il problema è piuttosto se la politica voglia innescare processi virtuosi di crescita dell’economia, ridistribuendo in maniera eguale opportunità, oppure continuare a difendere privilegi e monopoli e condannare il Paese a un declino inesorabile».


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Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
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