Sanità

giu12011

D’Agostino (Cnb), su obiezione farmacisti l’ultima parola alla scienza

«Se mi si dimostra in modo rigoroso che la pillola del giorno dopo non uccide gli embrioni, ma previene il concepimento, la formazione stessa dell'embrione, non c'é ragione perché i farmacisti avanzino l'istanza di obiezione di coscienza per la vendita di una pillola anticoncezionale. Personalmente non ragiono per pregiudizi religiosi: do il massimo credito alla scienza» a dichiararlo Francesco D'Agostino, presidente emerito del Comitato nazionale di Bioetica, che lo scorso febbraio ha emesso un parere favorevole all'obiezione dei farmacisti, a margine di un incontro organizzato a Roma dall'Associazione Luca Coscioni. Ma, sottolinea D'Agostino, «il foglietto illustrativo del prodotto in questione indica che si tratta di “un farmaco che ha effetti abortivi”. Ed è l'azienda farmaceutica a scriverlo». Al bioetici sta ha risposto , il ginecologo Luigi Montevecchi, presente al convegno, sottolineando che il documento che offre le prove scientifiche sulla natura anticoncezionale del farmaco in questione « già esiste ed e' stato pubblicato nel 2008, dalla Figo e dall'International Consortium for Emergency Contraception». «In questo documento» spiega «si afferma che il levonorgestrel, principio attivo della cosiddetta pillola del giorno dopo, “impedisce o ritarda l'ovulazione” e “previene l'incontro dei gameti”, impedendo, di fatto, l'interruzione della gravidanza !in qualunque momento si voglia collocare il suo inizio”».


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