Sanità

dic22011

Dall’Iss un sistema di farmacovigilanza su errore

Dei 18mila i casi di esposizione pericolosa a farmaci rilevati annualmente dal Centro antiveleni (Cav) di Milano, circa il 17% riguarda casi di errore terapeutico mentre il 3% presenta un quadro clinico riferibile a reazione avversa. È quanto emerge da uno studio pubblicato su una rivista dell'Istituto superiore di sanità, in cui viene proposto anche un progetto nazionale di farmacovigilanza sull'errore terapeutico. I 18mila casi di esposizione ai farmaci rappresentano il 40% circa della casistica complessiva esaminata, su richiesta di utenti ospedalieri ed extra ospedalieri dislocati sul territorio nazionale. L'analisi dei dati del Cav di Milano ha permesso di rilevare alcune problematiche emergenti e stimolato l'avvio di un piano regionale per la farmacovigilanza di errori terapeutici e reazioni avverse, cui hanno contribuito nel 2010 anche i Centri di Bergamo e Pavia. Con gli strumenti operativi messi a punto si è ora pronti a implementare un analogo piano di farmacovigilanza di rilevanza nazionale, il Farvicav. A tal fine è stato predisposto un sito web cui possono accedere direttamente gli altri Centri collaboranti per inserire i dati, mentre le informazioni acquisite dal database centralizzato sono condivise con l'Iss, che ha il compito di analizzarli e redigere rapporti annuali. Attualmente hanno aderito al progetto, oltre alla Lombardia, anche Campania, Puglia, Toscana e Friuli-Venezia Giulia. Si prevede che il sistema Farvicav sarà in grado di rilevare su base annua informazioni su circa 3.500 casi di errori terapeutici e 800 di reazioni avverse.


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