Sanità

feb12017

Ddl Concorrenza, a breve testo in Aula. Pitruzzella: da chiudere entro fine legislatura

Ddl Concorrenza, a breve testo in Aula. Pitruzzella: da chiudere entro fine legislatura
Si riaccendono i motori del Ddl Concorrenza, fermo in commissione al Senato dall'estate scorsa. Il provvedimento dovrebbe approdare nell'Aula di Palazzo Madama fra la prossima settimana e la successiva, nella stessa versione licenziata ad agosto dalla commissione Industria, per poi passare alla Camera e incassare, nella migliore delle ipotesi, il via libera definitivo entro marzo. I dati certi sulle tempistiche dell'iter erano arrivati all'indomani della riunione al ministero dello Sviluppo economico fra il ministro Carlo Calenda e la maggioranza, convocata con l'obiettivo di far ripartire in tempi rapidi il disegno di legge presentato al Senato quasi due anni fa.

«Mi auguro che il disegno di legge Concorrenza - precisa a Farmacista33 il presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella - possa riprendere il suo corso e terminare prima della fine della legislatura, perché crea dei benefici soprattutto per il consumatore. Certamente - aggiunge - il riferimento ultimo delle norme sulla concorrenza è il benessere del consumatore, soprattutto in un momento storico in cui esistono tanti fattori di crisi che hanno talora fatto danni alle categorie sociali più deboli». Secondo indiscrezioni, Calenda non avrebbe escluso che il governo possa apportare nuove modifiche al testo e, correttivi potranno arrivare anche dai parlamentari anche se su questioni non sostanziali. Per ora, la certezza è che il prossimo passo sarà la riunione dei capigruppo del Senato che dovranno formalizzare la calendarizzazione del testo in Aula per il mese appena iniziato. L'unico dubbio è sulla legge elettorale che potrebbe abbattersi sul Ddl e rallentarne ulteriormente i tempi.

«Sul Ddl concorrenza l'intenzione di Governo e maggioranza è quella di procedere spediti, ma da un paio di giorni c'è da fare i conti con l'incognita della legge elettorale, che potrebbe scompaginare l'agenda parlamentare», precisa sulle pagine di Filodiretto il senatore di Ap-Ncd Luigi Marino, relatore (con il collega Salvatore Tomaselli, Pd) del disegno di legge a Palazzo Madama.


Rossella Gemma
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