Sanità

lug202016

Ddl concorrenza, arrivo in Senato slitta a settembre. Marino: serve una finestra adeguata

Ddl concorrenza, arrivo in Senato slitta a settembre. Marino: serve una finestra adeguata
«È difficile arrivare all'esame dell'Aula prima della pausa estiva». Tocca a uno dei relatori Luigi Marino (Ap), rompere gli indugi e confermare quello che era nell'aria: l'approdo in Aula al Senato del Ddl concorrenza slitta a settembre. Il fatto era emerso chiaramente già dalla Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama come riferito in Aula dal presidente del Senato, Pietro Grasso dove sono stati elencati i Ddl che erano nel calendario di Aula di questa settimana e che non sono ancora chiusi nelle rispettive Commissioni: editoria, contenuto della legge di bilancio, sprechi alimentari, cinema, lavoro autonomo, contrasto al caporalato. È stata preannunciata una nuova riunione della Conferenza dei capigruppo all'inizio della prossima settimana per definire il calendario dei lavori delle settimane prima della pausa estiva, con priorità per i Dl e in relazione ai lavori delle Commissioni. Ma è da escludere che entro l'estate possa arrivare in aula il testo, visto «il calendario dell'assemblea e la priorità dei decreti legge e di altri provvedimenti che sono già in anticamera» sottolinea Marino. Il testo, peraltro, è ancora al palo in Commissione Industria, che ha calendarizzato un altro incontro giovedì, con le ultime proposte emendative dei relatori, e i relativi subemendamenti, fermi in attesa del parere della commissione Bilancio impegnata su diversi provvedimenti. Nonostante la commissione Industria sia pronta a dare l'ok subito dopo il decreto Ilva, il rinvio dell'arrivo in Aula sarebbe dovuto secondo Marino, al fatto che serve una finestra adeguata: si prevedono un certo numero di emendamenti e non c'è l'intenzione di porre la fiducia.


Marco Malagutti
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