Sanità

lug62016

Ddl concorrenza, c'è attesa per l'emendamento sul fatturato delle rurali

Ddl concorrenza, c'è attesa per l’emendamento sul fatturato delle rurali
Dovrebbe concludersi a breve il lungo iter del testo del Ddl concorrenza in Commissione industria al Senato. Tra gli emendamenti attesi quello che prevede un innalzamento dei fatturati di riferimento delle farmacie rurali, entro i quali i presidi godono di alcune agevolazioni da parte dello Stato. «Ci auguriamo che il provvedimento venga approvato - commenta il presidente del Sunifar Alfredo Orlandi parlando con Farmacista33 - La Legge attualmente in vigore è più vecchia della Convenzione Farmaceutica, ma le cose negli ultimi 20 anni sono decisamente cambiate».

La misura modifica l'articolo 1, comma 40 della Legge n.662 del 1996, e prevede un aumento del fatturato di riferimento delle farmacie rurali che possono godere di una quota sconto in favore del Ssn limitata, pari all'1,5 %. In questo caso il tetto sale da 387.342,68 a 450.000 di fatturato annuo in regime Ssn al netto dell'Iva euro. Inoltre, attualmente per le farmacie con un fatturato annuo in regime di Ssn al netto dell'Iva non superiore a 258.228,46 euro, le percentuali di sconto previste in favore del Ssn sono ridotte del 60%. In questo caso il tetto di riferimento salirebbe a 300 mila euro. Il provvedimento «sarebbe di duplice utilità perché mette un bel paletto alle azioni giudiziarie che dovrebbero essere intraprese laddove le farmacie non fossero in grado di restituire i soldi alle Asl», afferma Orlandi. Secondo il presidente Sunifar, un altro ragionamento di «buon senso», che semplificherebbe di molto la parte burocratica, potrebbe essere «applicare la trattenuta fissa finché si rientra nel fatturato di riferimento, e applicare lo sconto a fasce nel momento in cui si sfora per quei mesi di competenza. In questo modo, una farmacia che per 10 mesi stesse sotto i 387 mila (450 qualora venisse approvato l'emendamento), per 10 mesi pagherebbe la trattenuta dell'1.5%, mentre gli ultimi 2 mesi pagherebbe con lo sconto a fasce previsto per quelle farmacie che superano quel fatturato». Rimane ancora molto da chiarire su quali voci sia o meno lecito includere nel calcolo di questi fatturati.

Tuttavia, una recente sentenza del Piemonte potrebbe aprire le porte a una precisa chiave di lettura in tal senso, almeno per ciò che riguarda i ticket: «In Piemonte è stato riconosciuto che il ticket non fa parte del fatturato di riconoscimento - afferma Orlandi - Noi finora lo abbiamo sempre sostenuto, ma nessuno ci aveva mai dato retta, ora è uscito un documento della magistratura. L'impatto dei ticket sul fatturato delle rurali è notevole: i ticket aumentano sempre di più perché le regioni sono sempre più scoperte. Finché l'ospedaliera splafonerà abbondantemente e poi sarà la territoriale a dover cercare di ripianare certi sforamenti, le cose non cambieranno». Attualmente «la sanità regionale lavora a compartimenti stagni, ci auguriamo che ridiventi nazionale. Perché quello che è lecito in Piemonte non dovrebbe esserlo nelle altre Regioni?», conclude Orlandi.


Attilia Burke
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