Sanità

lug132016

Ddl concorrenza, chiusura entro l'estate sembra un miraggio. Sulle norme è polemica tra Calenda e Marino

Ddl concorrenza, chiusura entro l’estate sembra un miraggio. Sulle norme è polemica tra Calenda e Marino
«Quelle norme non sono coraggiose come avrebbero dovuto essere». Il ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda manifesta le sue perplessità sul testo, senza peraltro nessun riferimento esplicito alle farmacie, che anzi sembrerebbero fuori dalle sue osservazioni. Perplessità invece restituite al mittente da uno dei relatori, Luigi Marino (Ap) che in una nota sottolinea: «Non condivido del tutto quello che dice il ministro anche se ognuno fa le proprie valutazioni, ma aspetto in ogni momento con grande piacere e curiosità che il Governo presenti emendamenti coraggiosi per farli miei». Intanto sul fronte dei tempi per l'approvazione del testo, sembra sempre più improbabile che arrivi entro l'estate. Domani è previsto un vertice al ministero ma è da escludere che il 19 luglio approdi in aula al Senato, come previsto inizialmente. Per quella data, infatti, si è riconvocata la Commissione Industria e anche se non è escluso un tentativo di accelerazione soprattutto da parte del ministero dello Sviluppo economico per portare il provvedimento in Aula mercoledì o giovedì prossimi, negli ambienti parlamentari si dà per scontato un ulteriore slittamento alla settimana successiva e, i più pessimisti con un occhio al calendario dell'Aula, non escludono uno slittamento di un paio di settimane. Facendo tramontare il via libera definitivo del provvedimento entro l'estate, visto che deve tornare alla Camera per il varo definitivo. Se ne dovrebbe riparlare così a settembre quando incomberà già la nuova legge, che potrebbe assestare altri colpi alla categoria. Per ora tutto sommato i farmacisti escono con meno lividi di quanto ventilato inizialmente. E non a caso Federfarma nel suo bollettino quotidiano parla di due punti da portare a casa, con riferimento alla norma ufficializzata ieri sul paletto regionale alla proprietà delle catene e sulla bocciatura ribadita alla richiesta di liberalizzazione della fascia C. Sugli altri emendamenti, per ora accantonati in merito a rurali ed Enpaf, l'auspicio dichiarato è che se ne torni a parlare nella discussione in aula o che possano rientrare nella legge di Stabilità. Nessun punto, invece, per il Movimento nazionale liberi farmacisti, che nella sua nota ribadisce come il testo che uscirà dal Senato «sulla distribuzione dei farmaci in Italia è contrario agli interessi dei cittadini, costruito unicamente per favorire gli interessi di gruppi economici ben precisi e tutelare rendite di posizione acquisite. Non aumenta la concorrenza, ma al contrario la restringe trasformando il monopolio delle farmacie in un oligopolio».

Marco Malagutti
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